Nellambito del dibattito sui mezzi da utilizzare per sconfiggere il terrorismo si moltiplicano le dichiarazioni che con toni diversi auspicano e promettono lotta alla povertà che attanaglia una parte del Terzo Mondo. Se è vero che si prepara un colossale intervento in tal senso, allora è indispensabile, affinché gli eventuali, nuovi investimenti producano i frutti sperati, che i responsabili delle future iniziative decidano come, quando e dove agire liberi dal pregiudizio delle "colpe dellOccidente". LOccidente non ha nessun obbligo morale nei confronti dei poveri del mondo se non quello che gli è imposto dalla sua sensibilità e che egli si assume per la capacità di compassione universale che lo caratterizza. Per quanto riguarda lAfrica, ad esempio, non ha debiti da saldare né per i profitti che ha ricavato dalla tratta atlantica degli schiavi né per ciò che ha guadagnato dalla colonizzazione. Neanche uno degli schiavi portati nelle Americhe partì senza essere stato pagato agli africani che lo avevano catturato e messo in vendita e, fino ad oggi, lentità delle risorse finanziarie, produttive, tecnologiche, sanitarie, alimentari e umane introdotte in epoca coloniale e poi offerte a titolo di prestito e di dono dagli stati e dagli organismi internazionali, nellambito della cooperazione allo sviluppo, e regalate dai privati, che sostengono innumerevoli progetti di assistenza e sviluppo, è sicuramente superiore a ciò che lOccidente ha tratto dal suo rapporto con il Terzo Mondo.
Pensare alla povertà in termini di "colpe dellOccidente" è un errore che denota insufficiente conoscenza storica e totale ignoranza delle cause generali della ricchezza e della povertà individuale e collettiva. Questo errore ha portato, come era inevitabile, a programmi di cooperazione allo sviluppo fallimentari risoltisi in sprechi incalcolabili e ingigantimento dei problemi; e ha persino indotto semplificazioni irresponsabili sintetizzate nelle richieste deliranti di "una più equa redistribuzione delle risorse" prodotte dallOccidente. Proseguire su questa strada sarebbe letale per lumanità, bisogna assolutamente sottrarre le agenzie di sviluppo allinfluenza terzomondista e cattomarxista che moltiplica miseria e violenza. Inoltre, almeno a livello governativo dove ciò è fattibile, è necessario un controllo sugli incaricati della realizzazione dei progetti di sviluppo. I cooperanti sono, insieme a una parte del mondo missionario e accademico, i primi responsabili dellavversione allOccidente. Molti di essi, mentre usano le nostre ricchezze eccedenti, frutto del nostro lavoro, e affidate alla loro gestione, sono agenti di una propaganda antioccidentale dagli effetti, nessuno lo può più negare, devastanti. Personaggi come padre Zanotelli hanno instillato in migliaia di persone odio, disprezzo e risentimento nei confronti dellOccidente e continuano a farlo.
Nessun bambino afgano o pakistano ma neanche nigeriano, liberiano, congolese, kenyano - potrebbe inveire contro di noi se dipendesse soltanto dalla sua personale esperienza perché per lui, da quando è nato, Occidente, se significa qualcosa, vuol dire cibo, medicine, quaderni, persone rassicuranti e ben intenzionate francamente altrettanto non può dire dei suoi simili il bimbo afgano di cui hanno ucciso la madre nello stadio di Kabul mentre tutti gridavano "Allah è grande" né la bambina somala dalle braccia spezzate perché sua mamma la teneva ferma mentre sua nonna la infibulava né il piccolo indiano pieno di vermi perché alla sua mamma che è una paria intoccabile è negato laccesso alla fontana di acqua potabile del suo villaggio. Lefficacia di aiutare il nostro prossimo perché non diventi terrorista, deriva non solo e non tanto dal fatto che, non più povero, quel "prossimo" non cercherà più di uccidere noi occidentali per invidia o per malconsiglio dei suoi leader politici e religiosi, ma piuttosto dal fatto che il processo di crescita economica oltre i limiti delle economie di sussistenza richiede come condizione necessaria per compiersi laffermarsi di sistemi sociali libertari e paritari e, nel suo progressivo realizzarsi, diffonde e incrementa aspettative di libertà e parità che inducono a condividere quanto scritto nella carta dei diritti umani universali: non cè altro modo per mettere fine alle discriminazioni e alla violenza istituzionalizzate - sacralizzate dallislam - che sono elemento strutturale dei sistemi sociali oltre i confini della civiltà occidentale moderna.
