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cent'anni di noia
in: Media > Libri > Gabriel García Márquez > Cent'anni di solitudine


Non vi nascondo che ho fatto violenza a me stesso nel terminare questo libro che proprio non ne voleva sapere di volgere al termine!

Oddio, già i primi capitoli del libro iniziano a essere un po' confusi, ma in fin dei conti scorrono abbastanza agevolmente... I problemi cominciano quando saltano fuori tutte le altre generazioni successive (che, tanto per aumentare l'entropia, si chiamano con gli stessi nomi degli avi!).

Agli inizi il libro, a causa della costante presenza della famiglia patriarcale (ma forse matriarcale sarebbe meglio, visto che è Ursula il vero nucleo aggregante della casa), mi è assomigliato un po' i Malavoglia.
I Malavoglia in salsa sudamericana.
Poi ci ho ripensato. I Malavoglia erano meno intorcolati.

In complesso l'opera non sarebbe poi così male, ma è spropositatamente prolissa... Ho provato a leggere un po' di commenti di altri scrittori ed erano tutti entusiastici e mettevano in luce l'originalità delle tesi dell'autore.
Originalità?
Non mi sembra che emergano chissà quali idee nuove o rivoluzionarie.
Un attimo... il libro però è stato scritto diversi anni fa... (se non erro nel 1967), e forse a quei tempi criticare i finti ideali di progresso, rappresentati nel racconto dalla compagnia bananiera, non era facile come al giorno d'oggi, quando un giorno sì e uno no viene sfasciata una filiale McDonald's.

Ciononostante continuano a risultarmi oscuri altri passaggi del libro... ad esempio perchè il colonnello Aureliano Buendia, pur avendo combattuto in non so quante guerre (32?) e avendole perse tutte viene trattato alla stregua di un eroe? Capisco i suoi concittadini, ma le istituzioni???
Mah...

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Fist Edition: 16 Feb 2003
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