GMG Roma 2000
IMPRESSIONI DI UN VOLONTARIO
Al ritorno da Roma, dopo i 15 giorni di servizio come volontario della Giornata Mondiale della Gioventù, non mi sembrava possibile riprendere come se niente fosse la vita di tutti i giorni. Ed è stato a questo punto che ho scoperto che non era necessario farlo.
Quando sono partito per Roma, mi ero messo nell'ottica di aspettarmi il peggio, sia dal punto di vista dell'organizzazione, che dell'alloggio, che della partecipazione ai momenti di preghiera.
Alla fine, la realtà si è rivelata certamente molto migliore del previsto. La cosa importante era lasciare in secondo piano le proprie necessità e priorità, per lasciare spazio al servizio gratuito e totale, sempre pronto ad ogni richiesta. E' stato bello imparare ad aspettare, saper "perdere tempo" (intere giornate) in attesa di sapere il da farsi. E' stato importante ridere e scherzare con gli amici, ma anche parlare anche di cose importanti per la nostra vita, confrontarsi nella fede e nelle esperienze, sfruttare fino in fondo il tempo che ci era dato.
Spesso, persi nella frenesia di tutti i giorni, ci lamentiamo per una breve attesa ad uno sportello, per il traffico, ... Il tempo può essere impegnato per pensare, per parlare, per sognare anche un po'.
Pensandoci a posteriori, è bello ricordare che eravamo immersi sempre e continuamente nel clima di fede e gioia che solo la presenza di Gesù può dare. Mai come in questi 15 giorni ho fatto esperienza di fede che non è solo preghiera o lettura, ma anche presenza palpabile di Dio nei luoghi e nei milioni di persone radunati per un unico scopo: conoscere Gesù.
E le parole del papa, forti e comprensive allo stesso tempo, hanno fatto il resto: davanti alla domanda di Gesù: "Volete andarvene anche voi?" il papa ha invitato tutti i giovani a lanciarsi nella avventura meravigliosa della fede, perché quando si cerca la gioia, la realizzazione della vita, la direzione e lo scopo, come ha detto il Santo Padre, "è Gesù quello che cercate. E' Gesù quello che cercate, giovani d'oggi".
E' nostro compito portare Cristo ai coetanei, consapevoli che solo così possono anche loro scoprire l'immensa gioia che dà l'amare gli altri. Noi, come volontari ma anche semplicemente come cristiani, siamo il primo volto della Chiesa e di Cristo che la gente vede. Dipende da noi cosa possono scoprire.
L'augurio che faccio, a me e a tutti, è che sappiamo scoprire Gesù e vivere per lui, qualunque sia la nostra vocazione, perché solo così avremo il coraggio di donarci completamente e di assaporare la gioia della vita di ogni giorno. Ecco perché non è necessario riprendere la vita di tutti i giorni: da oggi si può ricominciare a fare le cose di prima, ma con una più grande libertà e con un cuore più aperto.
Marco
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