Profilo Biografico del Venerabile A.M.Fusco

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PROPILO BIOGRAFICO DEL VENERABILE ALFONSO MARIA FUSCO

Don Alfonso Maria Fusco nacque da Giuseppina Schiavone e Aniello Fusco i quali lo desideravano da quattro anni. Un giorno i due coniugi si recarono a Pagani per pregare il beato Alfonso Maria de’ Liguori e confidarono la loro pena al padre redentorista Francesco Saverio Pecorelli che li confortò dicendo: ”Avrete un barnbino, lo chiarnerete Alfonso, si farà sacerdote e farà la vita del beato Alfonso Maria de ’ Liguori.

Proprio nell’anno 1839, quando il suddetto Beato fu proclamato santo, nacque, il 23 marzo, il tanto atteso figlio a cui fu dato il nome di Alfonso Maria e fu battezzato nello stesso giorno nella Collegiata di S. Giovanni Battista in Angri,

Il bambino fu educato dai genitori e affidato alle cure di colti sacerdoti per essere istruito e formato nella fede cristiana. Era un privilegio di pochi perché le scuole pubbliche non esistevano e 1’istruzione privata era riservata ai figli dei benestanti. Aniello Fusco era contadino regnicolo ( possidente di uno o piu campi) e viaticale (dava in affitto un carro con cavalli per il trasporto di prodotti agricoli verso il mercato di Napoli, Sorrento, Calabria...) quindi le sue condizioni economiche erano discrete.

Fin da piccolo, Alfonso giocava a costruire altarini, imitava il prete e cantava canzoncine devote alla Madonna Addolorata. Certo i genitori lo orientavano nella scelta del sacerdozio, memori della profezia del padre redentorista, ma è anche vero che Alfonso era per natura sensibile e disponibile verso i suoi coetanei bisognosi e, successivamcnte, i bambini abbandonati furono la sua pena e la sua preoccupazione.

Entrò nel seminario di Nocera Inferiore il 5 novembre del 1850 e il 29 maggio 1863 fu ordinato sacerdote. Già prima dell’ordinazione, don Alfonso aveva sognato Gesu Nazareno che gli ordinava di fondare un istituto di suore che accogliesse gli orfani. A questo impegno dedicò tutta la sua vita, ma si rese ben presto conto della difficoltà di realizzarlo.

Voleva recuperare a tutti i costi i bambini esposti ai mille pericoli della strada; dapprima li accolse in casa per impartire loro le prime nozioni del sapere, poi fondò un oratorio, ” I Luigini” in onore di S. Luigi Gonzaga, ma poiché i bambini disturbavano il vicinato, don Alfonso fu costretto a chiuderlo, ma non si diede per vinto.

Viveva in Angri la signora Raffaella Graziano, vedova di Giuseppe Commendale, la quale voleva destinare le sue proprietà a favore delle orfane bisognose. Don Alfonso penso tante volte di recarsi dalla signora e 1’occasione gli venne offerta da don Tommaso Fusco, fondatore dell’Istituto del Preziosissimo Sangue di Gesu, sito nella vicina Pagani. Don Tommaso voleva proporre alla signora Graziano le sue suore e chiese proprio a don Alfonso, suo compagno di seminario, di accompagnarlo. Al nostro interessava che Angri avesse un istituto per accogliere bambini in difFicolta per cui gli parve giunto il momento propizio e accolse 1’invito. La Graziani fu entusiasta della proposta, ma volle informarsi sull’istituto di don Tommaso prima di cedere la sua proprieta ed ebbe delle informazioni che solo piu tardi risultarono calunnie.

Si dovette pensare ad un altro Istituto e dopo tanto cercare, sempre tramite 1’interessamento di don Alfonso, la Graziani affidò la sua proprieta alle Suore Compassioniste che da Castellammare di Stabia aprirono una nuova casa in Angri, via Risi.

Don Alfonso ne divenne il cappellano e il sogno sembrò realizzato, ma non fu cosi. In casa della Graziano svolgeva servizio di dama di compagnia una giovane di nome Maddalena Caputo, di anni 27 la quale voleva diventare suora anche contro la volonta dei genitori, senza però doversi allontanare da Angri per non inasprire ulteriormente il disappunto dei suoi. Quando Maddalena fece domanda per entrare nell’istituto delle Suore Compassioniste, la risposta fu negativa a motivo dell’eta ritenuta tardiva per una decisione cosi importante: le suore erano convinte che Maddalena aveva gia una propria formazione e non si sarebbe potuta facilmente adeguare alle loro regole. Nemmeno 1’intervento di don Alfonso, suo direttore spirituale, risultb efficace, anzi le religiose gli fecero capire che, pur essendo il loro

cappellano, non poteva interferire nella loro vita perché c’era la loro Superiora per questo.

Don Alfonso, deluso anche per non poter portare i suoi orfani nell’istituto come aveva sperato, lasciò le Compassioniste e, insieme a Maddalena Caputo, decise di fondare un proprio istituto; egli avrebbe pensato a trovare la casa, lei altre giovani. Don Alfonso trovo I’abitazione, una proprietà della famiglia Scarcella, donata in beneficenza alla Parrocchia de11’Annunziata e Maddalena trovò altre tre giovinette: Generosa Cuccurullo, Colomba Marra e Marianeve Gallo.

Era ili 26 settembre 1878 quando sorse la prima comunita denominata in seguito ”Suore di S. Giovanni Battista” in onore del Patrono di Angri”per volere del Vescovo. Come per tutte ’le opere di bene, non mancarono problemi, critiche, calunnie, diffamazioni e, soprattutto conflitti con il clero locale; ma don Alfonso era convinto che ”ogni opera di bene deve subire lotte e coatrasti per dare buoni frutti”, e tutto superò con 1’aiuto di Dio. Cosi era stato anche per Gesu.

L’opera fu realizzata grazie all’abbandono totale a Dio di don Alfonso che si fidò sempre della Provvidenza la quale non mancò mai di intervenire nei momenti piu critici e fu portata avanti dalla gestione diligente e previdente di Maddalena Caputo, Madre Crocifissa.

La vita di Don Alfonso fu una risposta continua al progetto che Dio aveva tracciato per lui e per la società in cui visse. A imitazione di Gesu, predilesse i bambini e offrì alla gioventù, specie alla piu disagiata, la possibilità di inserirsi nella societa mediante un’adeguata formazione sia morale che professionale.

Don Alfonso lasciò la terra il 6 febbraio del 1910. Il 12 febbraio del 1976 il papa Paolo VI riconosceva 1’eroicità delle virtù del Servo di Dio Alfonso Maria Fusco con il titolo di Venerabile. La via per la beatificazione è aperta: a noi resta 1’impegno di pregare con umiltà e perseveranza perché il Signore ci conceda tale grazia.

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Date Last Modified: 27/01/99