Qualche cenno su Hanoi
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Nell’anno 1010, come racconta una leggenda, il fondatore della dinastia Ly si accinse a scegliere un luogo adatto dove edificare la capitale del suo impero. Trovandosi un giorno sulle sponde del Fiume Rosso nei pressi del delta, vide volare alto sopra di lui un dragone che illuminava con il suo splendore metà del cielo.

L’imperatore considerò questo fatto un buon auspicio e chiamò la sua nuova capitale Thang Long, che significa “dragone che vola in alto”. Oggi questo è il nome di uno degli alberghi centrali di Hanoi e del ponte piu’ recente della città.

La città crebbe e prosperò alla confluenza del Fiume Rosso con altri corsi d’acqua che scorrono verso Est attraverso delta fino alla costa, inerpicandosi a nord e a ovest sull’altopiano vietnamita e lambendo a sud il confine cinese. Racchiusa in un ansa del fiume, la città è vissuta per mille anni al di sotto degli argini che trattengono la piene del Fiume Rosso.

Due ponti attraversano il Fiume Rosso proprio nel cuore della città: il primo è il ponte Long Bien, in passato chiamato ponte ferroviario e stradale Paul Doumer, per onorare l’uomo che, quando la Francia scelse Hanoi  come capitale dei suoi possedimenti in indovina, aveva iniziato la costruzione di strade e ferrovie che conducevano fuori città, diramandosi a ventaglio: a est fino a Haipong, a sud fino a Saigon a nord-est ai giacimenti di stagno della provincia cinese di Yunnan, a nord fino al cuore della Cina.

Il secondo ponte è il Thang Long, un ponte stradale e ferroviario a doppio binario costruito con l’aiuto dei sovietici, circa nove chilometri a nord del centro.

Hanoi è una grande città da visitare sul tipico cyclo guidato sapientemente da abili ciclisti pronti per pochi dong a scorrazzare i turisti per le vie piu’ strette e antiche del centro.

L’archittettura francese dei suoi quartieri residenziali è tuttora maestosa e solida, la città abbonda di parchi, laghi e corsi d’acqua; il lago piu’ famoso e centrale è l’Hoan Kiem ( il lago della spada restituita), chiamato dai francesi Petit Lac. Una leggenda narra che quando il paese languiva sotto il dominio cinese della dinastia Ming, agli inizi del xv secolo, un pescatore di nome Le Than trasse dal lago nella sua rete una spada su cui erano impresse queste parole:”fa come il cielo comanda!”. Il generale Le Loi vide questa spada e in seguito, mentre capeggiava una rivolta contro i cinesi nella giungla, la sua attenzione fu attratta da un luccichio su un albero, avvicinandosi vide che era una spada; inutile aggiungere che egli la usò con spietata bravura contro i nemici, riuscendo a cacciare i cinesi dal Vietnam.

In seguito, mentre stava remando sul lago, gli apparve la Tartaruga Dorata, che gli disse: “ Signore, è giunto il momento di restituire la spada al Dragone Imperatore”. Le Loi gettò in acqua la spada e il lago da allora è detto “ della spada restituita” Probabilmente la tartaruga è l’unica figura autentica in questa storia: fino a qualche anno fa infatti si potevano vedere grandi e pigri tartarughe che si crogiolavano al solo sulle rive della piccola isoletta.

Venne costruita anche una pagoda detta “ della tartaruga” proprio per ricordare quell’evento, proprio su una isoletta del lago raggiungibile ancora oggi tramite un ponte in legno rosso che ogni cinque anni viene completamente smontato e ristrutturato. All’interno della pagoda si può ammirare una grossa testuggine imbalsamata come testimone di questa leggenda.

La popolazione ha registrato un incredibile incremento in questo secolo: da 250.000 abitanti nel 1907 è passata a quasi mezzo milione nel 1943. Verso la metà del degli anni Cinquanta vi affluirono molti rifugiati politici provenienti dal nord. In seguito, quando il conflitto riprese nel sud, la guerra che si svolgeva nelle campagne costrinse un numero sempre maggiore di contadini a cercar rifugio in città. Il massiccio afflusso di dollari creò una grande domanda di servizi, fornendo ai nuovi venuti lavoro. Ma quando quel considerevole, ma temporaneo, sviluppo economico si esaurì, verso la metà degli anni settanta, la città quasi schiacciata dal problema della sovrappopolazione. Il censimento del 1979 contava 3.420.000 abitanti nonostante i drastici sforzi postbellici per alleggerire la popolazione spingendola, con le buone e con le cattive, a spostarsi verso le nuove aree economiche.

Quasi millenario, il centro storico di Hanoi non presenta molti ricordi del suo prestigioso passato. Fra gli edifici sopravvissuti dell'antica città reale, la Pagoda dal Pilastro Unico. Formata da una colonna centrale scolpita a forma di loto nella parte superiore, la pagoda ospita una statua della dea Quan-Am. Del Palazzo Reale non resta molto, eccetto la Doan Mon, la Porta del Sud, un tempo suo portico d'onore. Tra gli edifici moderni del centro, è il Palazzo del Governatore dell'Indocina, costruito nel 1906, che sorge poco distante dal Giardino Botanico. Mentre dedicato a Ho Chi Minh è l'imponente Mausoleo in marmo e granito di Lang Bac, inaugurato nel 1975, anno della riunificazione del Vietnam. Tra i due laghi di Ho Tay e Ho Truc-bach, nella parte settentrionale della città, restano alcune vestigia del Monastero di Tran Quoc, eretto nel XVII secolo e dedicato alla fondazione del Paese. Sulle rive dell'Ho Truc-bach si innalza la Pagoda Tran Vo, chiamata anche tempio del Grande Buddha. Costruita all'epoca della fondazione della città, nell'XI secolo, conserva un'enorme statua di Buddha in bronzo, alta più di tre metri, colata due secoli più tardi. Tra i templi si ricordano anche la Pagoda buddhista di Linh Quang del secolo XV, dedicata a una statua di donna, scoperta casualmente; su un isolotto del Lago Hoan Kiem nel centro della città, il piccolo Tempio della Montagna di Giada, Ngoc Soc, dedicato al generale Tran Hung Dao, che nel XIII secolo sconfisse i Mongoli; infine il Tempio della Letteratura, Le Van Mieu, dedicato a Confucio e consacrato alle arti letterarie e all'etica confuciana.

A spasso per il centro si nota subito il traffico caotico per le grandi e piccole vie, talmente formicolante da rendere quasi impossibile attraversare la strada. E’ talmente complicato che i vietnamiti hanno dato il nome di “danza del fuoco” ad ogni tentativo di attraversamento pedonale.

Intorno al lago della spada restituita si notano innumerevoli bancarelle che vendono di tutto dalle cartoline vecchie, alle cartine della città, ai tipici cappelli, chi si propone per pulirti le scarpe, chi munito di rudimentale bilancia vuole pesarti, addirittura chi vuole cambiarti dollari in dong…

Dalla passeggiata intorno al lago si diramano le piu’ antiche vie di Hanoi, tutte a tema come da miglior tradizione orientale, dalla via degli orologi, alla via dei giochi a quella dell’oro a quella della seta e chi piu’ ne ha piu’ ne metta… Girando per queste vie colpisce come i vietnamiti vivano e lavorino esclusivamente per strada, essendo costretti dalle tasse sulla casa ad abitazioni molto strette e lunghe.

La via degli orologi ( Hang Dao street) è la piu’ antica della città in essa si trova il famosissimo Claudia Hotel ormai chiuso e trasformato in un negozio di abbigliamento, rimane però la scritta verde fuori sul primo balcone. E’ stato casa di moltissime coppie adottive americane, canadesi, italiane e per chi ne ha anche solo sentito parlare rimane un luogo da visitare come fosse un luogo di culto.

In fondo all’ Hang Dao street si trova il piu’ grosso mercato coperto della città, è quasi esclusivo dei locali ( i turisti non sono ben visti) ma con molti sorrisi e assoluta discrezione si puo’ tranquillamente visitare: si trova di tutto dalle spezie alla seta venduta a metri, giocattoli, cappelli, scarpe ecc. ecc. Sicuramente da non perdere per chi vuole “entrare” piu’ profondamente nella vita di Hanoi.

Vicino al lago della spada restituita si trova il teatro delle marionette dove ogni sera (unico al mondo e di antichissime origini) si svolge lo spettacolo delle marionette sull’acqua dove viene raccontata e rappresentata da grosse marionette in legno danzanti a pelo d’acqua ( guidate da mani espertissime) leggende e attimi di vita nelle campagne vietnamite.

I ristoranti di Hanoi offrono ogni tipo di cucina dalla tipica vietnamita, a quella australiana, a quella italiana con buonissime pizze cotte in forno a legna.