Pigro proprio non lo sono: ..... infelice? ... chissà
Per le mie anormalità potrei annoiarvi per molto tempo. Se vi interessano scrivetemi pure e ne parliamo insieme. Ora ve ne dico solo una. Non è la più grande, certamente, però è quella che più mi assilla: ma io chi sono? Guarda che non sto scherzando. Se hai la pazienza di leggere fino in fondo, forse, potrai capire perché .....
Procediamo con ordine. Io ho perso l'udito quando avevo 20 anni, durante il servizio militare. Mi reputo, quindi, culturalmente udente. Infatti sono riuscito ad incorniciare un pezzo di carta con su scritto "Laurea in Psicologia". Però sono fisiologicamente sordo. Una pagina del mio foglio matricolare, recita: "gravissima ipoacusia bilaterale di tipo percettivo ....."
Dicevo: ma io chi sono? Essere culturalmente udente, ma fisiologicamente sordo significa vivere su un confine precario, significa pendere a volte di qua ed a volte di la. significa farsi tirare la giacca a volte a destra ed a volte a manca.
I sordi hanno una propria peculiarietà. Intanto, per quelli nati, la loro lingua naturale è la LIS (lingua italiana dei segni) con la quale riescono a comunicare tutto. Poesie in LIS ... teatro in LIS .... anche parolacce in LIS se vogliamo. Però io questa modalità comunicativa non la conosco che parzialmente. Potrei apprenderla questa LIS ed omologarmi fra i sordi? Certo che si. Però: ho una moglie udente, due figli udenti e un cane che abbaia. Lavoro tra i normoudenti e mi chiedo, quindi, a che pro? Quando la userei? Con chi? Conosco moltissimi sordi con i quali mi intendo (LIS o non LIS) perfettamente.
Con gli altri, con i "normali", comunico leggendo le labbra. Mi reputo bravissimo in quest'arte. Quando vado al ristorante con i miei amici, il mio miglior divertimento è "leggere" quello che si dicono le coppiette appartate negli angoli discreti della sala. Uno spasso. E' un pò come guardare nel buco della serratura. Solo che invece di vedere si ascolta.
Però, anche se non so chi sono, io non mi lamento. Mi reputo un fortunato. Senza l'assillo del telefonino si vive meglio, ve lo assicuro. Se tutte le culture della spiritualità sono legate al silenzio, un motivo dovrà per esserci, o no? e poi, non è forse vero che:
è solo nel silenzio che si scopre la verità,
che i dubbi diventano certezze
