ADEMPIMENTI RELATIVI AL D.L. n.626 del 19/09/94
1) Acquisizione delle seguenti certificazioni:
- certificazione sulla agibilità delle strutture;
- certificazione sulla rispondenza alle norme vigenti degli impianti elettrici, termoidraulici e sanitari;
- certificazione prevista dalla normativa antincendi;
- adeguamento degli accessi e delle uscite di sicurezza. (previste anche dall'art. 6 del D.L.326)
2) Osservanza delle misure generali di tutela (art. 3):
- valutazione, eliminazione, riduzione dei rischi;
- programmazione della prevenzione;
- sostituzione di ciò che è pericoloso;
- principi di ergonomia del posto di lavoro;
- misure di protezione collettiva ed anche individuale;
- misure igieniche;
- misure di emergenza, pronto soccorso, antincendio, ecc.;
- segnali di avvertimento e sicurezza;
- manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ecc.;
- informazione, formazione e consultazione dei lavoratori;
- istruzioni adeguate ai lavoratori.
3) Obblighi del datore di lavoro, del dirigente ecc. (art.4):
- relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro e criteri adottati
per la valutazione stessa;
- individuazione misure di prevenzione e protezione in conseguenza della precedente valutazione;
- programma di attuazione delle misure di cui al punto precedente;
- documento custodito e pubblico;
- designazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione (2 docenti e 2 ATA per plesso) e
relativo responsabile ed eventualmente il medico competente;
- serie di incombenze (vedere in dettaglio);
- registro infortuni;
- nomina e consultazione del rappresentante della sicurezza o sua elezione (art.18);
- comunicazione all'ispettorato del lavoro e della USL il nominativo del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione (compiti, periodi di responsabilità e curriculum professionale);
- convocazione di una riunione annuale (art.11) con la presenza del datore di lavoro o suo delegato,
responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, il medico competente, il
rappresentante della sicurezza.
SCUOLA MEDIA STATALE "PIETRO METASTASIO" CAVE
RELAZIONE PER L'ATTUAZIONE DELLA L.626 19/09/94
PREMESSA
In applicazione del D.L..626 19/09/94, con il fine di individuare i rischi connessi e riferibili alle strutture edilizie e ai relativi impianti elettrici, termoidraulici e igienici degli edifici scolastici della Scuola Elementare e Media della città di Cave, il giorno 18/01/96 alle ore 12.00 nella stanza del Sindaco del Comune di Cave, presenti il Sindaco dott. M. Mattei, l'assessore ai Lavori Pubblici signor F. Catanzani, l'assessore alla Cultura signora T. Chialastri, l'ing. Grossi quale consulente della Amministrazione comunale di Cave per il D. L.626, la Direttrice del Circolo Didattico di Cave dott.sa A. M. Bruno, il vicedirettore ins. G. Meoli, il Presidente del Consiglio di Circolo signor M. Ludovici, il Preside della S. Media di Cave prof. G. D'Uffizi, il coordinatore amministrativo signora E. Baroni, il prof. R. Mattei quale responsabile della sicurezza per la S. Media di Cave, si è proceduto alla discussione di:
Dalla discussione, sentiti i pareri dei convenuti, si è stabilito che:
1) le documentazioni sulle strutture edilizie e sugli impianti, richieste dai suddetti Capi di Istituto, appena possibile saranno fornite dalla Amministrazione Comunale di Cave, onde permettere una
adeguata conoscenza della situazione di rischio delle strutture e degli impianti degli edifici scolastici
della Scuola Elementare e Media della città di Cave;
2) i Capi di Istituto delle suindicate istituzioni scolastiche, procederanno, comunque, alla definizione del piano di valutazione dei rischi nelle rispettive scuole e alle conseguenti connesse competenze;
3) sulla base delle documentazioni e certificazioni che saranno fornite, i Capi di Istituto suindicati, anche mediante indicazioni verbali ricevute dal consulente del Comune di Cave per il D. L. 626, procederanno ad una integrazione e/o rettifica del piano di valutazione dei rischi e delle misure ad esso connesse;
4) gli adeguamenti delle strutture e degli impianti, qualora necessari, al fine della sicurezza degli edifici scolastici della Scuola Elementare e Media di Cave, saranno considerati e attuati da chi ne ha la delega e/o l'obbligo in base alle norme vigenti della edilizia scolastica.
Pertanto, visto il D.L. 626 del 19/09/94 e norme successive, si definisce il seguente
PIANO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (D.L. 626 19/09/94)
DESCRIZIONE DEI PERICOLI E DEI RISCHI
La presente analisi del rischio ha come obiettivo principale quello di fornire una rappresentazione formale della possibilità di danno alle persone nella Scuola Media di Cave.
Da un’analisi oggettiva si individuano le seguenti tipologie di rischio:
RISCHI ESTERNI ALL'EDIFICIO SCOLASTICO
- INCENDIO
- MANCANZA DI SPAZI SICURI ESTERNI AGLI EDIFICI E RISCHIO AUTO
- CADUTE TEGOLE E/O CADUTA DI INTONACI
- NEVE, GHIACCIO E NEBBIA SALTUARIAMENTE NEL PERIODO INVERNALE
RISCHI INTERNI ALL'EDIFICIO SCOLASTICO
I rischi all'interno della scuola possono essere classificati nelle seguenti categorie:
- RISCHI COMUNI A TUTTI GLI AMBIENTI
- RISCHI DERIVANTI DA PROCEDURE DI LAVORO
- RISCHI SPECIFICI DERIVANTI DA MACCHINE, PRODOTTI E AMBIENTI
RISCHI GENERALI
La valutazione dei seguenti rischi è stata effettuata, con riferimento alla legge 547/55 e segg., per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e al decreto legislativo 626/94, prendendo in esame le disposizioni sui diversi fattori di rischio e alla normativa antincendio.
INCENDIO
Rappresenta il maggiore fattore di rischio per cattivo funzionamento o scoppio della centrale termica, per l'accensione di materiale infiammabile o per cattivo funzionamento degli impianti elettrici o delle macchine elettriche ed elettroniche.
RUMORE
Non costituisce una fonte di rischio ambientale, ai sensi del DPR 277/91, perché all'interno dell'edificio non vi sono impianti o macchine che possano produrre livelli equivalenti di rumorosità superiori a 80 dB(A). Il locale più rumoroso è la palestra a causa dei rumori impulsivi dei palloni e delle urla degli allievi.
CADUTA DI PESI SULLE ESTREMITÀ INFERIORI
È un rischio che interessa in via generale tutti gli operatori che trasportano piccoli pesi. Non vi sono all'interno della scuola operazioni che comportino spostamenti di pesi significativi.
URTI DOVUTI ALLO SPOSTAMENTO DI ARMADI E SEDIE
È un rischio che interessa tutti gli ausiliari.
OSTRUZIONE DELLE VIE DI PASSAGGIO E DELLE USCITE
È un rischio che interessa tutti i dipendenti. Soprattutto come eventuale impedimento per l'evacuazione in caso di incendio o di emergenza.
MANCATA PULIZIA E DISORDINE
La mancata pulizia può produrre accumulo di polveri che, una volta malate, possono risultare dannose. Anche il disordine è causa di rischio perché comporta disguidi nelle procedure di sicurezza e nei tempi di esecuzione dei lavori.
CADUTA OGGETTI, SPORGENZE
Se immagazzinati in modo disordinato i materiali possono cadere e arrecare danno a tutti i dipendenti . Causa di rischio sono anche la sporgenza di chiodi o di oggetti e gli spigoli vivi dei banchi e delle sporgenze in genere.
ACCATASTAMENTO DEL MATERIALE
Un accatastamento disordinato di libri, materiali di pulizia, strumenti, apparecchiature e materiale d'archivio può essere causa di gravi incidenti per cadute e arrecare danno a tutto il personale.
PRESENZA DI OLlO, GRASSO, CERA E ACQUA SUL PAVIMENTO
L'eventuale caduta di questi liquidi sul pavimento può provocare cadute e danni alle persone per scivolamento.
UTENSILI UTILIZZATI PER USI NON IDONEI
È un rischio al quale è esposto tutto il personale.
USO Dl SCALE
È un rischio cui è esposto tutto il personale ausiliario.
RISCHI ELETTRICI
Sono prodotti da corto circuiti o da non osservanza delle norme di prudenza.
Il rischio della tensione da contatto è dovuto alla mancata adozione di relè differenziale se il sistema è alimentato bassa tensione o dalla mancata messa a terra dell'impianto.
INALAZIONE DI POLVERI
È’ un rischio dovuto alle operazioni di pulizia.
SCARSA IGIENE STRUTTURALE
MICROCLIMA E ILLUMINAZIONE
AMBIENTI PORTE E ARREDI
RISCHI DA PROCEDURE DI LAVORO
Molte cause di infortunio derivano dall'abitudine e dalla confidenza col pericolo che portano a banali dimenticanze o distrazioni delle norme di prudenza più elementari.
Ogni procedura di lavoro scorretta nei lavori manuali e durante le pulizie può comportare rischio.
In questo settore possono essere compresi anche gli incidenti che occorrono agli allievi per comportamenti scorretti e poco controllati.
DESCRIZIONE DEI RISCHI PER LA SEDE CENTRALE
STRUTTURE EDILIZIE
Fattori di rischio per la sede CENTRALE
L'edificio consta di tre piani fuori terra ed un piano seminterrato. L'unica scala interna è larga cm.120
tra i tre piani, mentre è di soli cm.90 per andare al piano seminterrato. Gli uffici e la biblioteca sono ubicati al 2° piano mentre le aule sono al 1° e al piano rialzato compresi i relativi servizi igienici. Alcuni laboratori sono al 1° piano mentre la palestra e i laboratori per la manualità sono al piano seminterrato. Sono visibili gli estintori e i cartelli verdi per l'uscita; non ci sono la scala di sicurezza e
le luci di emergenza. Non si conosce la rispondenza alle normative vigenti degli impianti elettrici, termoidraulici e igienico-sanitari. Le porte ad esclusione di quelle più esterne non sono a norma.
Gli accessi rappresentano delle barriere architettoniche per persone "H". Come in ogni locale pubblico è vietato fumare. Contro i continui furti sono state installate cancellate di protezione interne ed esterne ed impianti di allarme.
Pertanto, l'edificio costruito nel 1954/55 ha necessità di adeguamenti relativi a:
- costruzione scala di sicurezza esterna;
- eventuale rimozione barriere architettoniche;
- nelle aule e laboratori sistemazione apertura delle porte verso l’esterno, sostituzione tende e arredi
perché non ignifughi, sistemazione di alcuni pavimenti dissestati e pittura porte e pareti;
- messa a norma degli impianti elettrici, termoidraulici e igienico-sanitari;
- rifacimento parti tetto, intonaci esterno;
- recinzione e sistemazione cortile esterno.
Nei vari ambienti sono posizionati gli estintori e la segnaletica di riferimento per l'uscita dalla scuola. La campanella, eventualmente da utilizzare come segnale di allarme, alimentata a corrente dovrà avere anche una alimentazione a batteria. Le porte di uscita più esterne sono del tipo di apertura di sicurezza.
IMPIANTO ELETTRICO
L'impianto elettrico a canalina esterna, messa a terra, interruttori di sicurezza, gabbia di Faraday esterna ecc. è stato fatto nell'a.s. 86/87 e dovrebbe essere a norma anche se non si è a conoscenza delle certificazioni di conformità rilasciate dalla ditta che ha eseguito i lavori. Mancano le luci di emergenza e quelle verdi indicanti le uscite.
Sono necessarie verifiche annuali sulle scatole che contengono gli interruttori e le prese in tutti gli ambienti.
IMPIANTO TERMICO
L'impianto termico a combustione di gasolio risale a circa il 1980 e non si conosce se è adeguato alle norme vigenti comprese quelle antincendio. Il dimensionamento termico risulta accettabile.
IMPIANTO IDRAULICO
L'impianto idrico, costituito da alimentazione diretta per l’accumulo nei cassoni posti nella centrale idrica, dovrebbe subire i seguenti adeguamenti:
- realizzazione nei bagni alunni di una linea con rubinetto per l’acqua diretta.
IMPIANTO SANITARIO
L'impianto sanitario‚ è regolarmente allacciato alla rete fognante comunale e non risultano situazioni di perdite o fuoriuscite di acque chiare e/o scure.
Fattori di rischio per le aule e ambienti della sede Centrale
AULE
Numero aule standard 06
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc
Operatore uno o due docenti per aula, personale ausilario
Numero alunni ( max. ricettività ) 26
Dotazione standard 1 cattedra con poltroncina, 1 lavagna, 1 armadietto, banchi e
sedie per il numero degli alunni, tende, fasce in legno.
Situazione di rischio: cadute all’interno dell’aula e urti contro banchi ecc.
Organi esposti corpo intero o singoli organi;
Rischi arredi e strutture porte con apertura all’interno; tende e arredi non ignifughi;
Comportamenti e procedure rispetto del regolamento e vigilanza del personale scolastico.
LABORATORIO DI INFORMATICA
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 27
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 9 PC compatibili, 3 stampanti 80 col., 1 lavagna a muro,
1 armadietto, 10 scrivanie elettrificate, 30 sedie, tende.
Situazione di rischio: Mancano schermi protettivi ai computers. Gli arredi, le tende e le
porte non sono ignifughi. L'impianto elettrico dovrebbe essere a
norma.
LABORATORIO LINGUISTICO
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 30
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 24 biposto alunni completi di cuffia e microfono, 1 consolle per
docente, 1 lavagna a muro, scrivanie elettrificate, 30 sedie, tende.
Situazione di rischio: Arredi, tende, porta non ignifughi. L'impianto elettrico dovrebbe
essere a norma.
LABORATORIO MUSICALE
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 24
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 cattedra con poltroncina,1 lavagna a muro, 1 pianoforte,
1 impianto stereo, 1 armadietto, 24 sedie.
Situazione di rischio: Arredi, non ignifughi.
AULA DISEGNO
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 24
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 cattedra con poltroncina,1 lavagna a muro, 12 banchi normali,
24 sedie, 1 armadietto.
Situazione di rischio: Arredi, porta non ignifughi.
LABORATORIO SCIENTIFICO
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 24
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 cattedra con poltroncina, 1 lavagna a muro, 24 banchi e sedie,
2 armadi, serie incompleta di attrezzi e strumenti,
Situazione di rischio: Arredi, porta non ignifughi.
LABORATORIO MANUALITA' PER LAVORAZIONE CERAMICA
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 10
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 forno grande, 1 forno piccolo, scaffali autocostruiti, banchi
lavoro autocostruiti, 1 asciugatoio autocostruito, 1 radiatore elet.,.
int.a norma.
serie piccoli attrezzi, serie stampi per colaggio, argilla.
Situazione di rischio: Arredi, porta non ignifughi. L'impianto elettrico dovrebbe essere a
norma.
LABORATORIO MANUALITA' PER LAVORAZIONE LEGNO
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 12
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 cattedra, 1 banco lavoro attrezzato, 6 banchi e 12 sedie,
1 scaffale piccolo, serie piccoli attrezzi, compensati e cantinelle.
Situazione di rischio: Arredi e porta non ignifughi.
LABORATORIO MANUALITA' PER PITTURA E DECORAZIONE
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 24
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 tavolo lavoro, 12 banchi e 12 sedie, 1 armadio grande,
3 armadi piccoli, serie piccoli attrezzi, colori e tinte.
Situazione di rischio: Arredi e porta non ignifughi.
PALESTRA
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 2 spalliere, 2 pertiche, 1 quadro svedese, piccoli attrezzi,
1 materasso grande, 2 materassi piccoli, asse di equilibrio,
1 scala orizzontale, palloni basket, palloni volley, ecc. depositati
in un piccolo stanzino al piano seminterrato.
Situazione di rischio: Porte non ignifughe.
BIBLIOTECA ( SALA RIUNIONI E MULTIMEDIALE)
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 50
Uso Tutte le mattine e nei pomeriggi di martedi e giovedi.
Dotazione standard 1 cattedra, 1 tavolo piccolo, 2 tavoli grandi, 6 armadi a vetri,
50 sedie, 1 televisore, 1 videolettore, 1 espositore videocassette,
1 armadio basso, 1 lavagna luminosa portatile, 1 episcopio,
1 schermo portatile, 1 fotocopiatrice int. a norma, 1 ciclostile, 1
armadietto portautensili, 1 lavagna a muro.
Dotazione libraria: 2000 libri, 30 riviste,
Dotazione documentari e filmati VHS 150 videocassette.
Situazione di rischio: Porta, arredi, tende non ignifughe. L'impianto elettrico deve avere
una presa a norma per la fotocopiatrice.
PRESIDENZA
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Dotazione standard 1 scrivania grande, 1 scrivania piccola, 4 sedie, 2 armadietto,
1 armadio grande, 1 cassaforte, 1 cassettiera, 1 tavolinetto,
2 bandiere, 1 portavaso legno,
Situazione di rischio: Porta e arredi non ignifughi.
SEGRETERIA
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Dotazione standard 4 scrivanie, 1 scrivania con appendice, 1 scrivania portacomputer
con poltroncina, 6 sedie, 2 piccoli scaffali, 3 armadi, 2 cassettiere,
1 editor Olivetti, 1 computer Olivetti M300, 1 stampante Olivetti
JP 350, 3 macchine da scrivere meccaniche.
Situazione di rischio: Porta e arredi non ignifughi.
SALETTA DOCENTI
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 6
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 tavolo, 6 sedie, 1 lavagna, 1 cassettiera,
Situazione di rischio: Porta e arredi non ignifughi.
SERVIZI IGIENICI
I servizi per gli alunni e le alunne distribuiti al piano seminterrato, al piano rialzato e al 1° piano sono complessivamente in accettabili condizioni e sufficienti per il numero di alunni presenti.
Situazione di rischio:
I servizi per il personale ATA e docente consta di un solo ambiente, locale WC e antibagno, non arredato e assolutamente insufficiente rispetto al numero delle persone presenti nell' edificio.
Situazione di rischio:
PIANO DI EVACUAZIONE
E' predisposto il piano di evacuazione che è conosciuto dagli operatori scolastici e dagli alunni. Copie
sono presenti nei vari piani della Centrale.
Situazione di rischio: Uscite di sicurezza mancanti. Cartelli verdi per l'uscite presenti.
CORTILE ESTERNO
Campo polivalente BASKET-PALLAVOLO-CALCETTO mq. 30x20
Aiuole ben tenute attorno all'edificio e lungo i lati del cortile di accesso
Piccolo bosco su terreno digradante
Parcheggio auto per il personale ed utenti
Situazione di rischio: Passaggio delle macchine in mezzo agli alunni sia all'ingresso che alla uscita.
Mancanza di recinzione con rete plastificata.
DESCRIZIONE DEI RISCHI PER LA SEDE SUCCURSALE
STRUTTURE EDILIZIE
L'edificio consta di due piani fuori terra ed un piano interrato inagibile. L'unica scala interna è larga cm.120 tra i tre piani, mentre è di soli cm.90 per andare al piano seminterrato. Gli uffici e la biblioteca sono ubicati al 2° piano mentre le aule sono al 1° e al piano rialzato compresi i relativi servizi igienici. Alcuni laboratori sono al 1° piano mentre la palestra e i laboratori per la manualità sono al piano seminterrato. Sono visibili gli estintori e i cartelli verdi per l'uscita; sono funzionanti le luci di emergenza ma non ci sono la scala di sicurezza.
Non si conosce la rispondenza alle normative vigenti degli impianti elettrici, termoidraulici e igienico-sanitari. Le porte ad esclusione di quelle più esterne non sono a norma. Le finestre del piano terra non hanno una efficace chiusura tali da evitare ingressi non desiderati nelle ore notturne.
Gli accessi non rappresentano delle barriere architettoniche per persone "H". Come in ogni locale pubblico è vietato fumare.
Pertanto l'edificio costruito nel 1991/92 dovrebbe essere adeguato ai requisiti costruttivi delle norme vigenti e in particolare;
- i materiali edilizi non dovrebbero essere a rischio (amianto ecc..)
(documentazione da parte della ditta, in base alle richieste, Comune)
Fattori di rischio per la sede Succursale
IMPIANTO ELETTRICO
IMPIANTO TERMICO
IMPIANTO IDRAULICO
IMPIANTO SANITARIO
Fattori di rischio per le aule e ambienti della sede Succursale
AULE
Numero aule standard 12
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Numero alunni ( max. ricettività ) 26
Dotazione standard 1 cattedra con poltroncina, 1 grande lavagna a muro,
1 grande armadio a muro, banchi e sedie per il numero degli alunni,
tende, fasce in legno di protezione delle pareti.
Situazione di rischio: Arredi e tende non ignifughe.
SALA DOCENTI
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 8
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 tavolo, 8 poltroncine, 1 cassettiera, 1 appendiabiti, 1 cestino,
1 portaombrelli.
Situazione di rischio: Arredi non ignifughi.
LABORATORIO MEDICO
Dimensioni sup. mq. ,vol. mc .
Posti 6
Uso 36 ore su 36 curriculari
Dotazione standard 1 scrivania con poltroncina, 1 lettino trasportabile, 1 tavolo,
6 sedie, 2 armadi bassi, 1 locale WC interrno.
Situazione di rischio: Arredi non ignifughi.
SERVIZI IGIENICI
I servizi per gli alunni e le alunne distribuiti al piano terra e al 1° piano sono complessivamente in accettabili condizioni e sufficienti per il numero di alunni presenti.
Situazione di rischio:
I servizi per il personale ATA e docente consta di un solo ambiente, locale WC e antibagno, non arredato e assolutamente insufficiente rispetto al numero delle persone presenti nell' edificio.
Situazione di rischio:
PIANO DI EVACUAZIONE
Situazione di rischio:P.T. Tutte le porte sono a norma. 1 P.Mancano uscite di sicurezza con scale esterne.
CORTILE ESTERNO
Situazione di rischio:
PROGRAMMA DI ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE - COMMA 2A ART. 4 D. Lgs.vo 626/94)
Riesce difficile prevedere tutti i casi di infortunio perchè molti di essi sono legati all’abitudine e alla confidenza con il pericolo che porta a trascurare le norme di prudenza più elementari. Molte cause di infortunio derivano da banali dimenticanze o distrazioni.
Sarà pertanto compito principale del servizio di protezione e prevenzione vigilare su queste cause generiche e su quelle specifiche connesse con l'ambiente, gli impianti e le procedure di lavoro.
L'organizzazione del servizio di prevenzione avrà come fine prioritario quello di abituare il singolo operatore ad acquisire una mentalità volta alla prevenzione dei rischi per sé e per gli altri e di esercitare un controllo costante sugli impianti, sulle procedure di lavoro e sull'ambiente, allo scopo di ridurre al minimo le cause di infortunio.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Di seguito si riportano le principali misure di prevenzione e protezione adottate.
L'ambiente di lavoro sarà mantenuto pulito e in ordine.
Le uscite di sicurezza, i corridoi, le scale, verranno mantenute libere da ogni ostruzione.
Gli utensili e i materiali non verranno abbandonati in luoghi ove possano causare cadute o riposti dove possano cadere con facilità e colpire persone sottostanti.
Le casse d'imballaggio, le tavole di legno con chiodi sporgenti, le lamiere saranno convenientemente accantonati.
Tutti i materiali verranno immagazzinati in modo da evitare ogni caduta.
Non verranno usate fiamme libere nei locali contenenti liquidi detergenti infiammabili.
INCENDIO
È stato predisposto il piano di evacuazione dell'edificio scolastico che prevede:
- una divisione dei compiti tra tutto il personale in caso di incendio.
- nomina del comitato operativo
- prove di sfollamento annuali
- disposizione di planimetrie in ogni aula o locale di estintori e di apposita segnaletica.
RUMORE
Non rappresenta una fonte significativa di rischio a condizione che le attività in palestra si svolgano in modo corretto e ordinato. A queste condizioni i docenti presenti non saranno sottoposti a livelli equivalenti di rumore espressi in dBA, ai sensi del DPR 277/91.
CADUTA DI PESI SULLE ESTREMITÀ INFERIORI
È’ di difficile valutazione il rischio effettivo, in ogni caso vengono inoltre date opportune disposizioni e procedure di lavoro finalizzate allo spostamento controllato dei manufatti.
URTI DOVUTI ALLO SPOSTAMENTO di banchi, sedie e piccoli pesi.
Sono state predisposte disposizioni e procedure di lavoro finalizzate alla regolamentazione degli spostamenti.
OSTRUZIONE DELLE VIE DI PASSAGGIO E DELLE USCITE
Sono state predisposte disposizioni e procedure di lavoro finalizzate a tenere libere le vie di uscite per le uscite di emergenza.
MANCATA PULIZIA E DISORDINE
Sono predisposte disposizioni e procedure finalizzate al rispetto della pulizia e dell'ordine.
CADUTA OGGETTI
Sono predisposte disposizioni e procedure per l’immagazzinamento ordinato dei materiali
ACCATASTAMENTO fascicoli e testi pesanti
Sono predisposte disposizioni e procedure per l'accatastamento ordinato.
CADUTA OLIO E GRASSO SUL PAVIMENTO
Sono predisposte disposizioni e procedure perché venga rimosso l'olio o il grasso eventualmente caduti sul pavimento.
UTENSILI UTILIZZATI PER USI NON IDONEI
Ogni utensile o sussidio verrà utilizzato solo per lo scopo per cui è destinato. Verranno sostituiti quelli deteriorati o in cattive condizioni.
EFFETTUAZIONE DI PULIZIA
Il personale usa dei guanti nel corso delle operazioni di pulizia.
MANCATO USO DEI DISPOSITWI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
e procedure per evitare il verificarsi ditale rischio. Sono predisposte disposizioni
RISCHI ELETTRICI
L'impianto elettrico è provvisto di dispositivo salvavita, di messa a terra e di prese di sicurezza. Evitare fili volanti.
PROCEDURE DI LAVORO
Sono state adottate le procedure più idonee per ridurre i rischi a zero. Il personale è stato edotto sui rischi connessi con un uso improvvisato o non idoneo dei sussidi e delle attrezzature.
Tutti i lavoratori sono stati edotti sulle modalità da seguire nello svolgimento delle diverse attività in modo da ridurre al minimo i rischi per se stessi e per gli altri.
MISURE PER LA PALESTRA
Le misure per la palestra derivano direttamente dall'analisi degli incidenti occorsi negli ultimi sei anni.
Alcuni di essi derivano da poca coordinazione dei movimenti, o da riflessi lenti, o da scarsa mobilità articolare ~ sono collegati ad esercizi fisici ordinari.
Ma la maggior parte sono collegati alla fase dei giochi e soprattutto dei momenti agonistici più intensi durante le partite di palla volo, basket o le partite di calcetto. Derivano da fatti involontari dovuti all'irruenza, al non rispetto delle regole, alle spazio limitato. Il piano di prevenzione e protezione dovrà prendere in considerazione la necessità di non fai coincidere 1' orario delle lezioni di due classi e di svolgere una costante azione educativa nei confronti degli allievi perché la competizione si svolga nel rispetto di tutti.
RISCHIO CHIMICO
Richiesta ai fornitori di materiali di pulizia e di reagenti per i laboratori delle schede tossicologiche. Informare e formare i lavoratori sulle modalità idonee d'uso e di conservazione dei prodotti.
RISCHIO RESIDUO
Contro il rischio residuo: formazione e informazione di tutto il personale e degli allievi.
Adozione di norme di comportamento uniformi adatte all'uso in regime di sicurezza dei singoli ambienti.
Adozione di idonea segnaletica.
RISCHIO STRUTTURALE
Adeguamento edifici scolastici con messa a norma degli impianti elettrici, termoidraulici, igienico-sanitari e loro verifica annuale prima dell’inizio delle lezioni e/o del loro funzionamento da parte di personale dell’Ente Locale.
INFORMAZIONE E FORMAZIONE
Il personale docente e ATA sarà formato attraverso:
- Corsi di aggiornamento organizzati dall'amministrazione del Ministero P.I.
- Riunioni periodiche con i responsabili del servizio PP
Gli alunni saranno formati e informati dai loro insegnanti mediante lo svolgimento di apposite U. D. ed incontri con esperti.
In caso di rischio specifico presente in un ambiente verrà utilizzata apposita segnaletica e verranno affisse norme di comportamento.
LEGGE 626/94
SERVIZIO PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE ART.4
In riferimento all'art.4 del D.L. 626, su indicazione del Collegio Docenti e Assemblea ATA sono nominati:
RESPONSABILE SEDE DI CAVE: prof. Ruggero Mattei
RESPONSABILE SEDE DI GENAZZANO: prof. Carlo Barbera
RAPPRESENTANTE PER LA SICUREZZA ART.18
In riferimento all'art.18 del D.L. 626, su indicazione del Collegio Docenti e Assemblea ATA sono nominati:
RESPONSABILE SEDE DI CAVE: Prof. Pio De Paolis
RESPONSABILE SEDE DI GENAZZANO: Prof.ssa Cristina Maria Russo
PER IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SI NOMINANO INOLTRE I SEGUENTI ADDETTI AI DIVERSI SERVIZI COME DA SEGUENTE TABELLA:
ORGANIGRAMMA ADDETTI AI SERVIZI L.626/94
|
ADDETTI |
CENTRALE vIALE g.vENZI 23 cave |
SUCCURSALE vIALE g.vENZI 21 cave |
SEZ. STACCATA vIA DELLA sIGNORETTA genazzano |
|
PREVENZIONE/ PROTEZIONE |
CLAUDIA LUPI DOCENTE |
LUCINA CIAMEI DOCENTE |
LUCIA ABBRUZZESE DOCENTE |
|
PREVENZIONE/ PROTEZIONE |
FIORELLA LAURI DOCENTE |
ILDA LAURI DOCENTE |
SERAFINA NUNNARI DOCENTE |
|
PIANO EVACUAZIONE |
ALBERTO LUPI ATA |
DOMENICO CIANCARELLA ATA |
MARIO CENSI ATA |
|
PIANO EVACUAZIONE |
CLAUDIA MAZZENGA ATA |
AUGUSTO FUSANO ATA |
STEFANO CECI ATA |
|
PRONTO SOCCORSO |
M.ROSARIA GIALLATINI DOCENTE |
ALLEGRINA PELIZZI DOCENTE |
AMEDEO ROSSI DOCENTE |
|
PRONTO SOCCORSO |
VIRGINIA CIPRARI DOCENTE |
VILMA D’ANDREA DOCENTE |
NICOLINA PACIONI DOCENTE |
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INTERVENTO ANTIINCENDIO |
MARIAPIA CIPROTTI DOCENTE |
DI GIORGIO MATTEO DOCENTE |
SANDRO NESPECA DOCENTE |
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INTERVENTO ANTIINCENDIO |
ANNA LORIEDO DOCENTE |
MIRIAM CAROCCI DOCENTE |
MARIO SACCUCCI DOCENTE |
INFORMAZIONI RELATIVE AL PIANO DI EVACUAZIONE
Nel caso dovessero verificarsi eventi particolarmente gravi per cui si rendesse necessario abbandonare l'Istituto (terremoto, incendio, ecc.) ci si dovrà attenere alle seguenti disposizioni:
Evitare il panico che è la causa diretta della maggior parte delle vittime.
In caso di incendio
1) Il fumo sale sempre verso l'alto: in caso di incendio, scendere ai piani inferiori e mai dirigersi verso
l'alto. Se necessario, sdraiarsi a terra, mettere un fazzoletto su naso/bocca e strisciare fino all'uscita
più vicina.
2) Seguire sempre i cartelli o le luci verdi le quali porteranno sempre al sicuro. Le luci o i segnali verdi
indicano sempre le uscite di emergenza. Mai per nessun motivo seguire le luci o i segnali rossi
perché possono indicare: i servizi igienici, divieto di fumare o altro. Se ci si trova impossibilitati nel
scendere per via del fumo eccessivo, cercare un balcone o terrazza, uscire e rinchiudersi la porta
alle spalle cercando di richiamare l'attenzione.
Si ribadisce di non farsi mai prendere dal panico perchè è quello che miete più vittime. Se qualche alunno più piccino si trova in difficoltà, aiutarsi a vicenda cercando di imprimere forza e coraggio a chi ha più paura.
Se qualche persona si trovasse con gli abiti incendiati, mai per nessun motivo si deve correre perchè l'aria alimenterebbe il fuoco ma bensì, cercare di avvolgerlo in una coperta e soffocare le fiamme.
Ricordarsi sempre che l'ossigeno presente nell'aria alimenta il fuoco pertanto, in caso di fumo eccessivo, se proprio necessario aprire solo le finestre che si trovano agli ultimi piani in modo che il fumo defluisca e con esso, anche il calore, evitando così pericoli di crolli della struttura orizzontale: soffitto o copertura.
Il personale esperto e/o gli addetti inizieranno a spegnere l’incendio mediante gli estintori e/o gli impianti a muro, cercando di circoscriverlo.
In caso di terremoto
DURANTE LA SCOSSA
COSA NON FARE COSA FARE
Urlare Mantenere la calma
Precipitarsi fuori Rimanere in aula
Nascondersi Disporsi sotto i banchi
Avvicinarsi alle finestre Ascoltare l'insegnante
DOPO LA SCOSSA
Abbandonare la scuola secondo le seguenti istruzioni per 1 'evacuazione e l’esodo
PIANO DI EVACUAZIONE SEDE CENTRALE
Il Preside, il responsabile per la sicurezza e gli addetti alla sicurezza saranno i coordinatori di tutte le operazioni in caso di calamità. Ogni insegnante provvederà all'evacuazione della propria classe seguendo le indicazioni del suddetto piano. I collaboratori scolastici faranno da tramite con i docenti e gli alunni per l’attuazione di quanto di seguito indicato.
senza panico, faranno lasciare tutto sui banchi dirigendo i ragazzi fuori dalla classe. Con calma, gli
alunni in fila, velocemente ma ordinatamente, si dirigeranno verso l'uscita più vicina e il docente
porterà con se il registro di classe. Nel corridoio hanno la precedenza le classi più vicine all’uscita.
vicini a detto piano.
che nessuno sia rimasto nelle classi, nei corridoi o nei bagni, dopodichè, anche loro si dirigeranno
verso l'uscita più vicina.
8) Il ritrovo per tutti gli alunni, i docenti e il personale A.TA. è stabilito sia presso il cortile
antistante il campo polivalente che nel campo stesso, facendo attenzione a eventuali crolli.
I docenti faranno, quindi, l’appello per ogni classe per accertare che tutti gli alunni siano presenti.
CONSIGLI PER L ’ ESODO
Disposizioni per gli allievi
Disposizioni comuni a tutti:
a.- portarsi dietro le chiavi delle vetture o dei vari mezzi di locomozione per eventualmente rimuovere quei mezzi che potessero intralciare le operazioni di soccorso;
b- prestare i primi soccorsi ad eventuali infortunati;
c.- attendere nei luoghi di raccolta, con ordine, in silenzio e con calma l'arrivo dei soccorsi e/o eventuali disposizioni successive.
PIANO DI EVACUAZIONE SEDE SUCCURSALE
Il Preside, il responsabile per la sicurezza e gli addetti alla sicurezza saranno i coordinatori di tutte le operazioni in caso di calamità. Ogni insegnante provvederà all'evacuazione della propria classe seguendo le indicazioni del suddetto piano. I collaboratori scolastici faranno da tramite con i docenti e gli alunni per l’attuazione di quanto di seguito indicato.
senza panico, faranno lasciare tutto sui banchi dirigendo i ragazzi fuori dalla classe. Con calma, gli
alunni in fila, velocemente ma ordinatamente, si dirigeranno verso l'uscita più vicina e il docente
porterà con se il registro di classe. Nel corridoio hanno la precedenza le classi più vicine all’uscita.
vicini a detto piano.
7) Nel frattempo, i bidelli si porteranno, se possibile, uno o due per ogni piano. Controlleranno
che nessuno sia rimasto nelle classi, nei corridoi o nei bagni, dopodichè, anche loro si dirigeranno
verso l'uscita più vicina.
8) Il ritrovo per tutti gli alunni, i docenti e il personale A.TA. è stabilito presso il cortile antistante
la succursale sul lato strada entro la recinzione, facendo attenzione a eventuali crolli.
I docenti faranno, quindi, l’appello per ogni classe per accertare che tutti gli alunni siano presenti.
CONSIGLI PER L’ESODO
Disposizioni per gli allievi
Disposizioni comuni a tutti:
a.- portarsi dietro le chiavi delle vetture o dei vari mezzi di locomozione per eventualmente rimuovere quei mezzi che potessero intralciare le operazioni di soccorso;
b- prestare i primi soccorsi ad eventuali infortunati;
c.- attendere nei luoghi di raccolta, con ordine, in silenzio e con calma l'arrivo dei soccorsi e/o eventuali disposizioni successive.
INFORMAZIONI SUL PRIMO SOCCORSO
Sono istituiti due punti per il primo soccorso dotati di cassette mediche rispettivamente nella sede della centrale presso la segreteria al piano secondo e nella sede succursale presso la saletta del medico scolastico al primo piano.
Gli scopi del primo soccorso sottendono a:
1) salvare la vita;
2) prevenire un ulteriore peggioramento delle lesioni;
3) aiutare la ripresa del paziente;
4) valutare la gravità;
5) chiedere l’intervento del 118.
Il soccorritore deve mantenere la calma, fare una rapida valutazione ambientale e della dinamica dell’incidente ed infine valutare il numero dei feriti e le loro condizioni. Deve inoltre prestare attenzione alle condizioni in cui versa l'infortunato:
a) STATO DI COSCIENZA:
risponde alle domande o reagisce agli stimoli esterni;
b) STATO DI NON COSCIENZA:
non risponde alle domande e non reagisce agli stimoli esterni;
c) STATO DI SHOCK:
pallore cutaneo, pelle fredda e sudata, polso molto rapido ma debole, respiro superficiale e veloce, agitazione
d) RESPIRAZIONE:
il respiro è normale, se il colorito della pelle ,delle unghie, delle labbra sono nomali, sussiste un movimento ritmico del torace. Si ha arresto respiratorio se il colorito è cianotico, se il torace e l'addome sono immobili o se non viene. appannata la superficie di uno specchietto;
e) BATTITO CARDIACO:
può essere rilevato dalla palpazione del polso radiale-femorale-carotideo, o più in generale dalla auscultazione cardiaca;
f) PRESENZA DI EMORRAGIE :
che possono essere venose o arteriose.
Per quanto riguarda i piccoli rischi sotto indicati, i comportamenti da assumere sono i seguenti:
CADUTE:
applicare del ghiaccio sulla parte colpita.
FERITE:
possono essere da taglio, da punta, lacero-contuse. Per evitare emorragie, lesioni di organi interni, infezioni,occorre: lavare la parte circostante la ferita; disinfettare togliere corpi estranei in superficie, ma non rimuovere gli oggetti penetrati nella ferita; coprire con garze sterili; fasciare con bende.
PUNTURE DA INSETTI:
non è opportuno utilizzare alcool bensì ammoniaca o meglio lavare la ferita con acqua e sapone e sciacquare con molta acqua.
FRATTURE:
la frattura è riconosciuta dall tinfortunato da un rumore secco delle ossa che si fratturano provocando un intenso dolore che è accentuato dai movimenti. Si ha impossibilità al movimento e gonfiore alla parte colpita.
La frattura può essere chiusa, nel senso che non lede la superficie cutanea, oppure esposta quando l'osso rotto fuoriesce all'esterno.
E' buona norma:
non muovere mai la parte lesa; sistemare l'infortunato nella posizione più confortevole sostenendolo con coperte o indumenti ripiegati, se la frattura è esposta , pulirla con acqua ossigenata, ricoprirla con garze sterili e non cercare di far rientrare i monconi sotto la pelle;
TRAUMA CRANICO:
può provocare lesioni o turbe cerebrali e perdita di coscienza parziale o totale. Il trauma cranico può nascondere anche altre lesioni, quali la commozione e la compressione cerebrale.
La commozione cerebrale é uno stato di turbamento del cervello. Questo stato può prodursi anche senza perdita di coscienza ed è così breve che l'infortunato non se ne accorge. Quando l'infortunato è incosciente, il respiro è superficiale, il colorito è pallido, la pelle fredda e umida, il polso rapido e debole.
Durante la ripresa l'infortunato può sentire nausea o ha già vomitato. Quando il soggetto ha ripreso coscienza non si ricorda dì quello che è accaduto prima e dopo l'incidente. (domande tipiche: data, ora, luogo)
La compressione cerebrale è una raccolta di sangue all'interno del cervello, può seguire la commozione cerebrale e manifestarsi fino a 48 ore dopo l'apparente ripresa dell 'infortunato.
Durante la compressione la temperatura corporea aumenta, il volto si arrossa ma rimane asciutto, le pupille sono dilatate. Con la compressione il ricovero in ospedale deve essere immediato. Al traumatizzato cranico non si devono mai alzare gli arti inferiori, bensì controllare con sistematicità la frequenza del respiro, prendere il polso, valutare la capacità di risposta e individuare eventuali segni di compressione.
EPISTASSI
scopo fondamentale dell'intervento è quello di arrestare l'emorragia e consentire la respirazione senza inalazione di sangue.
Occorre:
far sedere l’infortunato con la testa china leggermente in avanti e slacciare gli abiti attorno al collo ed al torace, consigliare l'infortunato di respirare con la bocca, pinzare il naso con due dita, se l’infortunato ha sangue in bocca, occorre farlo sputare perché il sangue ingerito provoca nausea e vomito. Dopo 10 minuti smettere la pressione sulle narici. e un affezione cerebrale provocata da
CRISI EPILETTICHE:
è un’affezione cerebrale provocata da un'attività anormale ed eccessiva delle cellule cerebrali. Le crisi epilettiche vanno da un'assenza momentanea senza perdita di coscienza (piccolo male) alle convulsioni e contrazioni (grande male). Piccolo male: il malato può sembrare immerso in un sogno ad occhi aperti, o avere lo sguardo fisso nel vuoto. In tal caso non occorre fare nulla, ma allontanare le altre persone, proteggere il malato da ogni pericolo e parlargli con calma. Grande male: il malato perde improvvisamente conoscenza, cade a terra, diventa rigido per alcuni secondi, il respiro si arresta, le labbra diventano cianotiche e vi è congestione del volto e del collo. Poi i muscoli si rilassano e vi sono movimenti convulsivi che sono talvolta violenti. Occorre far fuoriuscire la lingua e fare attenzione che, durante la crisi, l'infortunato non batta la testa e cercare di allentare gli abiti attorno al collo.
SOFFOCAMENTO DA CORPO ESTRANEO O DA CIBO: si manifesta con una congestione del volto o del collo, con vene ingrossate, cianosi delle labbra e della mucosa labiale
Occorre:
rimuovere la causa di ostruzione; porre l'infortunato chino in avanti e con il palmo della mano battere tra le scapole colpi secchi se non funziona nel modo sopra indicato, occorre ricorrere al metodo di HEIMLICH che consiste nel praticare una serie di spinte alla bocca dello stomaco (se l'infortunato è incosciente occorre porre lo stesso sul dorso e porsi a cavalcioni sulle gambe);
per un bambino è doveroso seguire la stessa procedura: sedersi su una sedia e disporre il bimbo con la testa in giù (nel caso di colpi secchi tra le scapole) oppure prendere il bambino in grembo e premere la bocca dello stomaco con il pugno della mano e sostenere la schiena con l'altra mano. (metodo di Heimlich).
NORME DI PRIMO SOCCORSO AD USO INTERNO
DISINFEZIONE DI FERITE
Disinfettare subito anche le piccole ferite: nessuna ferita anche se piccola può essere toccata se non con le man accuratamente pulite con acqua e sapone.
Lavare la ferita allontanando con garza la polvere o le schegge. Applicare il disinfettante: acqua ossigenata o liquidi' medicinali. Applicare una garza sulla ferita e fasciare con una benda senza stringere troppo per non ostacolare l~ circolazione del sangue.
EMORRAGIE
Se l'emorragia è di lieve entità lasciar defluire un po' di sangue poi coprire la ferita con garza e cotone idrofilo e bendare.
Se l'emorragia è notevole applicare una fasciatura stretta o, se non basta, il laccio emostatico (in assen:za, usare cinture e bretelle o strisce di gomma).
L'uscita del sangue dal naso si ferma in genere tenendo il capo piegato in avanti e ponendo del ghiaccio sulla radice del naso.
CONTUSIONI
Apporre impacchi con acqua fredda sulla parte schiacciata.
La commozione cerebrale produce perdita di coscienza, respirazione debole, pallore intenso, rilassamento muscolare
Porre il colpito in posizione orizzontale e spruzzargli acqua fredda sul viso e applicare impacchi freddi sul capo.
La commozione toracica produce tosse con espettorato sanguigno, difficolta' di respiro, dolori acuti al petto.
Distendere il colpito col torace un po' rialzato e applicare impacchi freddi sul torace.
DISTORSIONI
Avvengono quasi sempre al polso o al collo del piede.
Applicare impacchi freddi e stare in riposo con l'arto sollevato.
LUSSAZIONI
Provocano lo spostamento delle due ossa dell'articolazione.
Fare impacchi freddi in attesa del medico.
STRAPPI MUSCOLARI
Sono causati da sforzi violenti o brusche contrazioni. Frizionare la parte e
FRATTURE
Si riconoscono dalla deformazione della parte e dal dolore violento.
Ai colpiti è bene somministrare tè o caffè.
ASFISSIE
strangolamento: liberare la gola e praticare la respirazione artificiale.
fasciare strettamente.
Per azione della corrente elettrica: togliere la tensione prima di intervenire sul colpito, o isolarsi con assi o panni asciutti.
Spostare il conduttore con un bastone o materiale isolante. Oppure afferrare per i vestiti il colpito con le mani ricoperte con parecchi strati di stoffa e spostarlo dal contatto di parti sotto tensione con un movimento rapido e deciso, impiegando possibilmente solo una mano.
Eventualmente praticare la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco, fino all'arrivo del medico.
USTIONI
Ogni bruciatura anche se apparentemente lieve, deve essere sempre sottoposta al medico.
Non toccare la parte lesionata. Se necessario, lavarsi le mani con acqua e sapone e se possibile disinfettarle.
Se le bruciature sono arrossate e provocano dolore, coprire la parte con garza sterile e ovatta e bendare.
Mai aprire le vesciche. Nell'applicare la garza evitare di toccarla nel punto in cui verrà' a contatto con la bruciatura.
Data, ____/____/____
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
STUDENTI
IN CASO DI INCENDIO
S
eguire le istruzioni dell'insegnante.Non soffermarsi a raccogliere oggetti ma aiutare gli inabili e i più piccoli. Lasciare il più presto possibile il locale, chiudendo bene la porta.
Coprirsi la bocca e il naso con uno straccio bagnato.
Non correre ma camminare spediti.
In presenza di fumo mettersi carponi e muoversi rasoterra.
Non usare l’ascensore.
Scendendo le scale invase dal fumo, avanzare tastando il muro
Se si resta bloccati, bagnarsi completamente gli abiti
Cercare rifugio il più lontano possibile dall’incendio e in locale accessibile ai soccorritori, manifestando la propria presenza.
IN CASO DI TERREMOTO
Non urlare.
Non precipitarsi fuori.
Non usare l'ascensore.
Non avvicinarsi alle finestre.
Non ammassarsi alle uscite normali o di sicurezza di sicurezza.
Disporsi lungo le pareti interne.
Allontanarsi da scaffali, lampadari, scale, grosse piante, lampioni e insegne.
Disporsi sotto i banchi.
Ascoltare le istruzioni dell'insegnante.
DOPO LA SCOSSA
Chiudere la luce e l’acqua nei bagni.
Dirigersi verso gli spazi aperti secondo il piano di evacuazione.
Aiutare i feriti, i disabili e i più piccoli.
Non usare il telefono.
Non intasare gli spazi destinati ai soccorritori.
Rimanere vicino all’insegnante e ai propri compagni di classe.
Riunirsi nello spazio destinato a punto di raccolta.
PERSONALE DOCENTE /A.T.A
COMPORTAMENTI DI PREVENZIONE GENERALE
Ogni contenitore deve riportare l'etichetta con l'indicazione ben leggibile del contenuto.
Se viene usata la cassetta di primo pronto soccorso, ripristinare la scorta.
Evitare di sollevare carichi flettendo il tronco. Alzarsi sulle gambe e tenere le braccia tese.
Evitare di gettare cocci di vetro nei sacchi di plastica dell'immondizia.
Manipolare vetri o materiale pungente con i guanti.
Le porte delle uscite di sicurezza devono essere aperte durante l'attività scolastica.
L'apertura va effettuata prima dell'inizio delle lezioni.
Negli armadi o negli scaffali disporre in basso i materiali più pesanti.
Un'apparecchiatura elettrica può essere considerata fuori uso solo se è priva della spina.
Non dare in uso scale, utensili e attrezzi al personale di ditte esterne che si trovino a
lavorare nella scuola.
Negli archivi il materiale va depositato lasciando corridoi di 0,90 m.
Al termine dell’attività didattica si deve disinserire l'alimentazione centralizzata delle
apparecchiature elettriche.
Non posteggiare le auto, le moto o le biciclette davanti ai cancelli, sui pozzetti di
intercettazione dell'acqua o presso gli attacchi dell'acqua per i Vigili del Fuoco.
Controllare le attrezzature e gli impianti di sicurezza periodicamente in modo da
garantirne l'efficienza.
Riporre le chiavi nelle apposite bacheche, dopo l'uso.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
PERSONALE DOCENTE /A.T.A.
IN CASO DI TERREMOTO
Non urlare
Non precipitarsi fuori.
Non usare l'ascensore.
Non avvicinarsi alle finestre
Non ammassarsi alle uscite di sicurezza. Disporsi lungo le pareti interne.
Allontanarsi scaffali, lampadari, scale, grosse piante, lampioni e insegne. Disporsi sotto banchi o tavoli.
DOPO LA SCOSSA
Chiudere acqua, luce e gas.
Dirigersi verso gli spazi aperti.
Aiutare i feriti, i disabili e GLI ALUNNI.
Non usare il telefono.
Non intasare le strade con le auto.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
PERSONALE DOCENTE / A.T.A.
Comportamenti di PREVENZIONE del RISCHIO FUOCO
Conservare le scorte di materiali infiammabili in minima quantità
e separate da sostanze comburenti e combustibili.
Non si possono tenere liquidi infiammabili in contenitori con capacità superiori a due litri.
Le bombolette spray devono essere tenute
lontane da fonti di calore (sole, termosifoni).
È vietato usare trielina, benzina e altri solventi infiammabili per il lavaggio dei pavimenti.
In caso d'incendio staccare l'energia elettrica.
Non conservare sostanze infiammabili in locali adibiti a
deposito di materiali solidi combustibili.
Non depositare materiale di alcun tipo nel locale caldaia e nella cabina elettrica.
Non gettare mozziconi o cerini non completamente spenti nei cestini d~ ella carta,
nelle pattumiere, dalle finestre.
Segnalare immediatamente l'incendio.
Non soffermarsi a raccogliere oggetti ma aiutare gli inabili e i più piccoli.
Lasciare al più presto possibile il locale, chiudendo bene la porta.
Coprirsi la bocca e il naso con uno straccio bagnato.
Non correre ma camminare speditamente.
In presenza di fumo mettersi carponi e muoversi rasoterra.
Non usare l'ascensore.
Scendendo le scale invase dal fumo, avanzare tastando il muro con la mano.
Se si resta bloccati, bagnarsi completamente gli abiti.
Cercare rifugio il più lontano possibile dall'incendio e in un locale accessibile ai
soccorritori, manifestando la propria presenza.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
PERSONALE DOCENTE E A.T.A.
Comportamenti di PREVENZIONE DAL RISCHIO ELETTRICO
Prima di usare qualsiasi apparecchiatura elettrica controllare che non vi siano cavi,
spine, prese di corrente, interruttori senza protezione.
Non sovraccaricare una linea elettrica, con collegamenti di fortuna (VIETATI)
Non toccare mai le apparecchiature elettriche (ANCHE GLI INTERRUTTORI)
con le mani bagnate o se il pavimento è bagnato.
Disinserire le spine afferrandone l'involucro esterno, NON IL CAVO.
Non compiere interventi di alcun genere sulle macchine elettriche
e per motivo alcuno.
Se durante il lavoro viene a mancare l'energia elettrica,
disinserire subito l’interruttore della macchina.
Non è permesso collegare fra loro più prese e attorcigliare i cavi elettrici molto lunghi.
Tutte le linee e le apparecchiature devono essere considerate sotto tensione,
fino ad accerta mento del contrario.
Non usare acqua per un incendio su linee o apparecchiature elettriche.
Interrompere la corrente elettrica PRIMA di soccorrere una persona folgorata, spostarla dalla sorgente elettrica con oggetti di legno. Chiamare immediatamente l'ambulanza.
Controllare regolarmente il funzionamento delle luci di emergenza
e dei cartelli segnalatori illuminati. Segnalare le anomalie.
Non lasciare MAI portalampade privi della lampadina.
Controllare sistematicamente che non vi siano cavi con le guaine di isolamento danneggiate.
Il cavo di un'apparecchiatura non deve giungere alla presa restando teso,
ne’ sospeso in una via di passaggio.
Se una spina non entra comodamente in una presa, non tentare il collegamento e segnalarlo.
Non usare macchine ò impianti senza l'autorizzazione e non eseguire operazioni di non si sia perfettamente a conoscenza. E' vietato usare fornelli o stufe elettriche.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO