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Le radici della Fisica e del Pensiero Filosofico Occidentale, vanno ricercate nel primo periodo della Filosofia Greca, nel VI° secolo a.c. (circa 2500 anni fa), in una cultura nella quale Scienza, Filosofia e Religione, non erano separate.
Nella cosiddetta "scuola di Mileto" , i saggi aspiravano a scoprire la natura essenziale di tutte le cose.
La cultura greca successiva, definì poi i filosofi greci di Mileto "Ilozoisti", cioè coloro che pensavano che la Natura sia "Animata", poichè non facevano alcuna distinzione tra Animato e Inanimato, tra Spirito e Materia. La concezione Monistica e Organicistica della Scuola di Mileto era molto vicina a quelle delle antiche filosofie Indiana e Cinese e le corrispondenze con il pensiero occidentale, sono ancora più forti nella filosofia di Eraclito di Efeso.
Eraclito pensava che il Mondo fosse in perenne Mutamento, in eterno Divenire, quindi la Staticità dell’Essere era pura illusione.
Considerava il Fuoco, il principio universale, un simbolo del continuo scorrere e trasformarsi di tutte le cose e riteneva che tutte le trasformazioni
nascessero dall’azione Reciproca, Dinamica e Ciclica dei Contrari e pensava ogni coppia di Contrari come un’Unità!
A questa Unità che contiene e trascende tutte le forze opposte, dava il nome di Logos.
La rottura di questa unità, cominciò con la scuola filosofica di Parmenide di Elea, il cui pensiero era in forte contrasto con quello di Eraclito.
Secondo Parmenide e la sua scuola, esisteva un Principio Divino al di sopra di tutti gli dei e di tutti gli uomini. Questo principio fu inizialmente identificato con l’unità dell’Universo, in seguito tuttavia fu visto come un Dio intelligente e personificato che stà al di sopra del mondo e lo governa.
Ebbe così inizio una tendenza di pensiero che alla fine condusse alla separazione tra Spirito e Materia e ad un Dualismo che divenne caratteristico della Filosofia Occidentale.
Parmenide chiamava il suo principio fondamentale, l’Essere e lo considerava Uno ed Immutabile !
Riteneva impossibile e giudicava pure illusioni dei sensi, i cambiamenti che a noi sembra di percepire nel mondo.
Nel V° secolo, nel periodo della Grecia classica, i filosofi tentarono di superare il grande contrasto tra le concezioni di Parmenide e quelle di Eraclito, sostenendo che l’ Essere è manifesto in certe sostanze invariabili le quali mescolandosi e separandosi, danno luogo ai mutamenti che si verificano nel Mondo.
Questo portò al concetto di "Atomo", la più piccola unità indivisibile di materia, che trovò la sua più chiara espressione nella filosofia di Leucippo e di Democrito.
Gli Atomisti greci, tracciarono una linea Netta di separazione tra Spirito e Materia!
Mentre questa intuizione fu da un lato straordinaria sul piano materiale tanto da anticipare parzialmente di Duemila anni , le conoscenze e i fondamenti della Fisica Atomica Moderna, dall’altro lato fu dannosa perchè gli atomisti credevano che queste particelle atomiche composte da diversi "mattoni fondamentali", si muovevano nel vuoto passive ed inerti.
La causa del loro moto, non veniva spiegata, ma era spesso associata a forze esterne ritenute di origine Spirituale e comunque fondamentalmente diverse dalla Materia.
Questa concezione portò quindi ad un netto Dualismo tra Spirito e Materia, tra Corpo e Anima. Gradualmente i filosofi rivolsero l’attenzione quindi al mondo spirituale più che a quello materiale, all’Anima umana ed ai problemi etici.
Questi problemi occuparono il Pensiero Occidentale per più di Duemila Anni, dopo l’apice raggiunto dalla scienze e dalla cultura greca nel Quinto e nel Quarto secolo a.c.
Tutte queste conoscenze vennero successivamente sistematizzate ed organizzate da Aristotele il quale creò
lo schema che divenne la Base della concezione Occidentale dell’Universo per 2000 Anni !!(Purtroppo.... n.d.r.)
Aristotele infatti era convinto che i Problemi riguardanti l’Anima Umana e la contemplazione della perfezione di Dio, fossero molto più importanti dell’Indagine e dello studio del mondo materiale.
Il motivo quindi, per cui il Modello aristotelico dell’Universo non venne più
messo in discussione per tanto tempo, fu proprio questa mancanza di interesse per il mondo materiale e la forte presa di posizione della chiesa Cristiana che sostenne le dottrine aristoteliche per tutto il medioevo.
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Un ulteriore sviluppo della scienza occidentale si verificò solo nel Rinascimento quando gli uomini cominciarono a liberarsi dell’influenza di Aristotele e della Chiesa, mostrando un nuovo interesse per la Natura. Si sviluppò poi un crescente interesse per la matematica e per gli esperimenti che condusse alla formulazione di teorie scientifiche.
Galilei fu il primo a combinare conoscenza empirica (sperimentale) e matematica; per questo viene considerato il padre della scienza moderna.
La nascita della scienza moderna fu preceduta e accompagnata da uno sviluppo del pensiero filosofico che però portò all’estremo
il dualismo Spirito - Materia.
Questa formulazione comparve nel 1600 con la filosofia di Cartesio (Renè Descartes), il quale fondò la propria concezione della natura tra due realtà distinte e indipendenti, quella della Mente (Res Cogitans) e quella della Materia (Res Extensa).
Questa separazione permise agli scienziati di considerare la materia come inerte e completamente distinta da se stessi , considerando il Mondo materiale come una moltitudine di oggetti differenti riuniti in una immensa Macchina !
Una siffatta concezione fu sostenuta da Isaac Newton che su questa base costruì la sua scienza della meccanica e la pose a fondamento della fisica classica.
Dalla seconda metà del 600 alla fine dell’800, il modello meccanicistico newtoniano dell’Universo dominò tutto il pensiero scientifico.
Era accompagnato dall’Immagine di un Dio Monarca che dall’alto governava il mondo imponendo ad esso la sua legge divina.
Di conseguenza le leggi fondamentali della natura ricercate dagli scienziati, vennero considerate leggi Divine, Invariabili ed Eterne, alle quali il Mondo era soggetto !
Comunque, la filosofia di Cartesio, fu importantissima per lo sviluppo successivo di tutto il pensiero occidentale, fino ai nostri giorni.
La sua famosa frase "Cogito ergo Sum" (Penso quindi sono), ha portato però l’uomo occidentale ad identificarsi con la propria mente invece che con l’intero organismo.
La mente è stata divisa dal corpo e ha ricevuto il compito superfluo di controllarlo e questo ha provocato la comparsa di un conflitto tra volontà cosciente e istinti involontari.
Ogni individuo è stato ulteriormente suddiviso e frammentato in base alle sue capacità, attività, sentimenti, opinioni ecc. , in un gran numero di compartimenti separati, spesso conflittuali, che generano una continua frustrazione e confusione metafisica.
La separazione operata da Cartesio e la concezione meccanicistica del mondo hanno portato nello stesso tempo benefici e danni; si sono rivelate estremamente utili per lo sviluppo della fisica classica e della tecnologia, ma hanno avuto molte conseguenze nocive per la nostra civiltà;
In ogni caso è affascinante osservare come la scienza del Ventesimo secolo, nata dalla separazione introdotta da Cartesio e dalla concezione meccanicistica del mondo,
superi oggi questa frammentazione e ritorni gradualmente all’idea di
Unità espressa nella prime filosofie greche e orientali.
La concezione Orientale, al contrario della concezione meccanicistica occidentale, è
di tipo "organicistico". Per il mistico orientale, tutte le cose e tutti gli eventi percepiti dai sensi sono interconnessi, collegati tra loro, e sono soltanto differenti aspetti o manifestazioni della stessa realtà ultima.
La nostra tendenza a dividere il mondo percepito in cose singole e distinte ed a sentire noi stessi come unità separate in questo mondo, è considerata un’illusione che deriva dalla propensione della nostra mente a misurare ed a classificare.
Nella filosofia Buddista, questa illusione è considerata uno stato di turbamento mentale che deve essere superato.
I buddisti sostengono che "Quando la mente è turbata, si produce il molteplice ma il molteplice scompare, quando la mente si acquieta."
Tutte le scuole di misticismo orientale
(Indù, Buddhisti,Taoisti), sottolineano l’unità dell’universo, che è la caratteristica principale del loro insegnamento.
E’ necessario per loro divenire pienamente consapevoli dell’unità e della reciproca interconnessione di tutte le cose, di trascendere la nozione in se' come individuo singolo, e identificarsi con la realtà ultima.
La concezione orientale del mondo è perciò intrinsecamente dinamica e il tempo e il mutamento ne sono gli elementi essenziali. Il cosmo è visto come una unica realtà indivisibile, in eterno movimento, quindi dinamica, animata ed organica; materiale e spirituale nello stesso tempo!
Poichè il movimento e il mutamento sono proprietà essenziali delle cose, le forze che causano il movimento, non sono esterne agli oggetti, come nella concezione della Grecia classica, ma sono proprietà intrinseca della materia.
Corrispondentemente, l’immagine orientale della divinità non è quella di un sovrano che dirige il mondo dall’alto, ma quella di
un principio che controlla ogni cosa dall’interno: l’Atman.
Infatti nella fisica moderna si può osservare che più si penetra profondamente nel mondo submicroscopico, tanto più ci si rende conto che la fisica moderna parimenti al misticismo orientale,
è giunta a considerare l’universo come un insieme di componenti inseparabili, interagenti ed in moto continuo, e che l’uomo è parte integrante di questo sistema !
Esiste quindi una sostanziale armonia tra lo spirito della saggezza orientale e la scienza occidentale. La fisica moderna quindi và al di là della tecnologia e può essere vista come una delle vie,
il Tao, come lo chiamano gli orientali, rivolta anche alla conoscenza spirituale e alla realizzazione di se'.
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