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Progetto MONTE BUE alternativo Progetto Alternativo |
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Obbiettivi |
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Obbiettivi
Prendendo spunto da un progetto dell'Università di Torino (link), l'obbiettivo principale è l'ampliamento della rete di ricerca all'Appennino Piacentino - Genovese, al momento relativamente dimenticato, e la rivalorizzazione di un'area attraverso il recupero di edifici oggi devastati dai vandali.
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A tal fine si propone la ristrutturazione dei due fabbricati posti sulla cima del Monte Bue! Oggi, a causa di gente idiota, sono in una condizione di degrado estremo. |
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Vediamo in breve cosa potrebbe portare questo progetto:
Ecco un piccolo elenco, non completo, di quello che sarà possibile fare.
acquisizione di dati meteorologici e di controllo dell'atmosfera
misure idrogeologiche integrate
misure idrochimiche e interazioni tra acqua, suolo e rocce
rilevamento della vegetazione e del suolo
acquisizione di dati per ricerche idrobiologiche
acquisizione di dati ancillari a terra per telerilevamento
acquisizione di dati sul dissesto e prevenzione dei rischi naturali e antropici
studi di ingegneria naturalistica
studio delle fonti di energia rinnovabile
Inoltre sarebbe possibile anche:
realizzare dei Master "sul campo"
avere un punto d'appoggio avanzato per le Università: i professori potranno portare gli studenti per lezioni pratiche
Le ricadute sul territorio rientreranno sicuramente nel suo maggior controllo, nella valutazione preventiva degli impatti ambientali e di conseguenza nella sua gestione più oculata.
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Non bisogna dimenticare che la zona attorno al Monte Bue, ricca di stupendi esempi naturalistici (Lago Nero, pino mugo, abete bianco, ecc), |
(versante piacentino) |
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(versante genovese...) |
è già stata oggetto di "investimenti sbagliati" che hanno lasciato dei profondi segni nell'ambiente...!! |
E' quindi arrivato il momento di prendere le difese della montagna, prima che a qualcuno torni la malaugurata idea di offenderla ulteriormente.
E cosa c'è di meglio che avere un Centro di Ricerca Universitario come garanzia?
Anche il turismo può trovare giovamento dalla riapertura del rifugio del Monte Bue; basti pensare come oggi sta prendendo sempre più piede il turismo "naturalistico - culturale".
Per favorire un turismo un pò più "stanziale", i proprietari di case sfitte, opportunamente raggruppati e organizzati, potrebbero stabilire delle convenzioni con scuole, agenzie turistiche, IAT e altri operatori del settore per rilanciare anche in zona il "turismo verde".
Da ricordare la vicinanza del Parco dell'Aveto e gli innumerevoli pregi ambientali presenti.
Ancora potrebbero essere promosse attività all'aria aperta: escursionismo, arrampicata, cascate di ghiaccio, passeggiate su neve, mountain bike. Molte di queste sono già svolte, ad esempio l'arrampicata alla Rocca del Prete, sotto al Maggiorasca, dove sono presenti le pareti più alte della zona.
Si tratta però, al momento, di un turismo mordi e fuggi...
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Questa è solo una brevissima e certamente incompleta rassegna del più ampio "Progetto MonteBueLab", di quello che un'adeguata sistemazione dei due edifici può portare. Si tratta solo di vincere l'inerzia che troppo spesso blocca progetti di questo tipo!! Ma è in atto un cambiamento! I numerosi contatti di questi ultimi mesi ci stanno dimostrando che c'è voglia di cambiare, di fare investimenti mirati più al recupero che al nuovo. Recupero dell'ambiente e delle proprie tradizioni! Investire sull'ambiente fa paura, ma ogni investimento fatto sarà solamente un guadagno della collettività!! |
Aggiornato il: 1/12/2004