Non Solo Napoli - La storia di Napoli
   

 
 


 

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LA STORIA DI NAPOLI

DOMINAZIONI GRECO - ROMANE 

La città di Napoli fu fondata da coloni GRECI nel V sec. a.C. definita Neapolis ovvero città nuova in contrapposizione a Palepolis, città vecchia già abitata dai fenici sulla collina di Pizzofalcone. La struttura della città fu quella ippodamea da Ippodamo di Mileto, architetto greco del V sec. a.C inventore di questa caratteristica struttura urbana tipica delle cittadine greche contraddistinta da strade parallele principali (decumani) intersecate perpendicolarmente da strade minori (cardini). Dalla sua fondazione Napoli ha conosciuto un interminabile serie di dominazioni straniere succedutesi nei secoli, ognuna delle quali ha lasciato tracce nella lingua, nella cultura, nel folklore e nei monumenti storici che ancora oggi documentano un passato travagliato ma allo stesso tempo donano alla città un incomparabile fascino. Nel 326 a.C Napoli divenne ALLEATA DI ROMA, ma sotto il dominio romano mantenne usi e costumi greci compresa la lingua e divenne per i romani, sempre attratti dalle tradizioni greche, una prestigiosa meta di vacanza. Uomini politici ed intellettuali fecero costruire sontuose dimore principalmente nella zona di Posillipo. Oggi i resti documentabili della dominazione greco-romana sono pochi ma di estrema rilevanza, forse il più importante è Napoli Sotterranea formata da un sistema di acquedotti e cisterne che permisero il rifornimento di acqua alla città, la cui costruzione iniziata dai greci fu ampliata dalle dominazioni successive e utilizzata sino al XIX secolo, nonché in epoca più recente, durante la seconda guerra mondiale, Napoli sotterranea rappresentò un rifugio per la popolazione napoletana contro i bombardamenti. Un'altra importante testimonianza della dominazione grego-romana è la Crypta Neapolitana, alle spalle di Piedigrotta, dove secondo alcuni autori è sepolto il celebre poeta Virgilio, scavata nel tufo e lunga più di settecento metri, fu edificata per permettere una agevole comunicazione tra la città di Napoli e l’area flegrea, e ancora la Grotta Seiano che collega Posillipo con Coroglio permettendo una più agevole comunicazione con il porto di Pozzuoli, poi nella zona dei Campi Flegrei sono riscontrabili numerosi reperti di questo periodo storico, tra cui l’anfiteatro di Pozzuoli, le terme di Baia ...... e tanti altri . 

Durante l'Impero Romano, Napoli rappresentava uno dei principali centri culturali d'impronta greca (Virgilio vi studiò presso la scuola di Sirone, stabilendosi più tardi e vi fu sepolto). Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente i BIZANTINI riuscirono a conquistare Napoli penetrando attraverso l'acquedotto. Qualche anno dopo gli Ostrogoti entrarono in città, ma successivamente essi furono cacciati dai Bizantini. Durante l'amministrazione dei Bizantini Napoli respinse diversi tentativi di conquista dei Longobardi (581, 592, 599). In cambio di tale collaborazione, Bisanzio concesse ai Napoletani un'ampia autonomia tale che il vincolo di dipendenza di Napoli dall'imperatore si allentò progressivamente rompendosi sotto il duca-vescovo Stefano II (763).  Per quasi quattro secoli ,dal 763 al 1139, Napoli si eresse a capitale di un ducato che si estendeva molto al di là delle sue mura, riuscendo a salvaguardare la sua autonomia e libertà nonché a sviluppare l'economia e le attività culturali con una politica ora di forza ora di accortezza, che ebbe momenti epici nella lotta vittoriosa contro i musulmani (secc. IX e X) e instabili rapporti con le altre forze del Mezzogiorno quali il Sacro romano impero, Bisanzio e i principati locali derivati dal disfacimento del ducato longobardo beneventano.

NORMANNI, SVEVI, ANGIOINI, ARAGONESI, BORBONI

Nel 1139 i Normanni conquistarono la città sotto la guida di Ruggiero II, incoronato primo re di Sicilia. Durante la dominazione Normanna  Napoli si adattò alla parte non più di capitale (la capitale del regno era Palermo), ma di capoluogo di una provincia con il nome di principato di Capua.  Sotto la dinastia angioina (1266-1442) Napoli riacquistò dignità di capitale dopo che la Sicilia, con la rivolta dei Vespri (1282), passò agli Aragonesi. Crebbe il suo peso politico, crebbero la popolazione, e si incrementarono le attività economiche e culturali, molti importanti monumenti furono costruiti in questo periodo quali il Castel Nuovo (poi denominato Maschio Angioino), rilevanti chiese gotiche quali San Lorenzo Maggiore e Santa Chiara, ma allo stesso tempo si inasprivano i contrasti sociali e il fiscalismo; per di più, dopo la morte di Roberto (1343), si scatenarono quelle lotte che sboccarono nell'affermazione degli Aragonesi con Alfonso V (I) il Magnanimo, re d'Aragona e di Sicilia, che conquistò Napoli dopo un lungo assedio (1441-1442). Alfonso V fece costruire immediatamente un segno del suo potere su quello che era il simbolo del vecchio potere.; ovvero fece costruire l’arco trionfale all’ingresso del Maschio Angioino . I re aragonesi incontrarono difficoltà nel conquistarsi il favore popolare e Alfonso V (I) e Ferdinando I (Ferrante) non riuscirono ad arrestare i malcontenti che nel  1485- 1486 si manifestarono nell'accoglienza trionfale a Carlo VIII di Francia (1495) e successivamente alle lotte franco-spagnole, nel 1503 vi fu l’ingresso a Napoli di Consalvo di Cordova, che prese possesso della città in nome del re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Il dominio vicereale spagnolo durò dal 1503 al 1707, in questa fase si assiste ad un importante sviluppo urbanistico con la costruzioni di via Toledo e dei Quartieri Spagnoli ma a costo di un fiscalismo sempre più pesante, e in un ambiente dominato da contrasti culturali e socio-economici che sfociarono nella rivolta popolare legata al nome di Masaniello (1647). Nel 1707 fino al 1734 si assiste al passaggio dalla dominazione spagnola alla dominazione Austriaca, in cui si assistette a qualche rimpianto del passato, tanto che l'avvento di Carlo III (VII) di Borbone (1734-1759) vincitore degli Austriaci, fu accolto dai Napoletani con largo favore, come inizio della restaurazione della città nel rango di capitale di un regno indipendente e sovrano. I Borboni non delusero le aspettative dei loro nuovi sudditi: Carlo e il suo successore Ferdinando IV diedero un notevole impulso alla vita della città sotto ogni aspetto, soprattutto culturale intraprendendo alcune riforme ispirandosi alla corrente Illuministica. La Rivoluzione francese e le conseguenti guerre coinvolsero Napoli, dove si susseguirono l'effimera Repubblica Partenopea (1799), espressione della volontà di un'esigua minoranza "giacobina", e l'occupazione francese, che portò al trono prima Giuseppe Bonaparte, poi Gioacchino Murat. Nel periodo francese (1806- 1815), la città ebbe nuova amministrazione e nuovo incremento urbanistico e culturale; ma ciò non bastò a far dimenticare la vecchia dinastia Borbonica riparata a Palermo. Perciò la restaurazione dei Borboni, in veste di re delle Due Sicilie (Ferdinando IV, Francesco I, Ferdinando II, Francesco II, dal 1815 al 1860), fu accolta con soddisfazione dalla popolazione. La città di Napoli continuò a progredire: a Napoli fu inaugurata la prima ferrovia (la Napoli-Portici, 1839), adottate le prime comunicazioni telegrafiche d'Italia; nel 1848 la marina napoletana era la terza d'Europa, i traffici, specialmente marittimi, prosperavano, il costo della vita era modesto e la tassazione media tenue. Si arriva quindi alla conquista di Garibaldi (7 settembre 1860) e la formale annessione del regno agli Stati sabaudi (plebisciti dell'ottobre). Da quel momento la storia di Napoli si inserisce nella storia d'Italia: tra gli eventi più importanti che interessarono la città, duramente provata dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale, meritano ricordo le quattro giornate di lotta popolare, che la liberarono dall'occupazione tedesca (25-28 settembre 1943).

 

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