Santa Margherita Staffora - Suoni e Danze sulla Via del Sale

GLI APPUNTAMENTI IN CALENDARIO

Introduzione a Oltrepò terra di tradizioni
Romagnese: la Galìna Grisa
Zavattarello: l'altro violino
Pometo - La Fiera di Maggio
Canevino: Le Piante Officinali
Golferenzo - I vini di Golferenzo
Volpara - Il Moscato di Volpara
Fortunago - "Agri-culture" in Oltrepò
Valverde - Memoria e cultura
Menconico ed il tartufo
Borgoratto - I vini di Borgoratto Mormorolo
Colleri - Le voci di Colleri
Le notti della Cometa
Gli interpreti

E TORNA IL TEMPO DELL’ALPEGGIO

Dopo il tempo delle acquate di aprile, sotto un mobile cielo nero, dopo il vento terso a preparare il sole,
maggio gonfia la terra e per ogni angolo, prato, riva di campo l’erba nasce, s’allunga, come se altro non 
aspettasse che queste lunghe giornate chiare, senza riposo.

E il cuore s’allarga nella gioia della promessa mantenuta dalla pioggia, dal sole, 
dalla terra e sogguarda la distesa ondeggiante dell’erba.

Tornano le vacche all’alpeggio: escono dalla stalla, come ragazzine al suono di un’attesa campanella, 
dapprima esitanti, poi di corsa, al piccolo trotto, con buffe movenze come di ballo, come posate, 
grassette signore, dimentiche della trascorsa dignità al suono di una vecchia musica.

Si abbandonano al trasporto di una gioia primitiva, elementare, saltano, si spingono tumultuose, 
per fermarsi d’improvviso, tremanti, nell’erba molle fino alle ginocchia e quasi non osano 
affondarvi il muso, per la prima fragrante boccata, non di fame, ma di puro, semplice piacere.

Trascorsi sono i giorni del freddo, della nebbia umida e bassa, lontano il ricordo della rastrelliera, 
del fieno pungente. Ora non è dato nessun tempo se non quello del chiarore dell’alba, 
del caldo torrido del mezzogiorno, dell’indefinito lunghissimo spegnersi della luce.

Ora vi è solo erba e cielo e infiniti pomeriggi all’ombra dei faggi, muso contro schiena, solo 
la coda, appena, si muove mentre le grosse teste pelose lentamente reclinano nell’erba.

Andare all’alpeggio: con passo sicuro, chinando appena il muso a tratti, sbuffando adagio 
su antichi odori, su fino ai pascoli della vetta, le vacche più vecchie avanti, tagliando 
i tornanti attraverso il bosco, in coda i vitelli ansanti, i tori possenti e la Grigia 
come sempre a chiudere, con il passo corto per non scoraggiare il vitello di pochi giorni.

La sera le coglie in una vasta conca odorosa, tiepida di sole, coronata di tremule poe, di radi faggi: l’aria risuona di lunghi, trepidi richiami, dapprima distanti, interrogativi, poi sempre più vicini, nel chiaro riconoscersi di madre e figlio che si annusano, ritrovandosi. A poco a poco ogni suono si dissolve, piegate le zampe sotto i corpi poderosi, reclinano l’umido muso all’indietro, solo un’orecchia tonda sbatte, un fiocco peloso muove l’aria. Rinchiuse in se stesse, come scrigni segreti dormono, scrigni di cui solo l’alba ritroverà la chiave. Dormono nel breve orizzonte di questa conca, che è tutta la loro vita, erba, cielo, acqua, vitello… non altro. Andare all’alpeggio: noi con loro, passo dopo passo, fino ai pascoli, dove anche per noi spazio e tempo ritrovano significato. Concetta Pugliese

SANTA MARGHERITA STAFFORA

16 giugno
ore 21 - Cegni
FESTA DA BALLO
"Danze sulla via del sale"
Stefano Valla (piffero) - Marco Domenichetti (piffero) 
- Daniele Scurati (fisarmonica) - Cesare Campanini (fisarmonica).

Gighe, Monferrine, Alessandrine, polke, valzer, mazurch eseguite da eccellenti esecutori 
del repertorio da piffero. Una serata da ballo di grande fascino, nel segno della tradizione.

17 giugno
ore 10 - Pian del Poggio
Partenza dell'escursione guidata per l'Alpeggio Laguion

ore 12,30 - Alpeggio Laguion
Merenda sul prato con prodotti locali
Canti e musiche con il Coro Valtrebbia

ore 15,30 - Pian del Poggio
Sala del Circolo Poggio 2000 - Palazzo del Faggio
APERTURA DELLA MOSTRA


Terre di suoni 
Suonatori e strumenti popolari dell'Appennino pavese"

ore 16 - Pian del Poggio
Sala del Circolo Poggio 2000 - Palazzo del Faggio
SEMINARIO
"Lo sviluppo rurale delle Quattro Province: dal progetto al risultato finale, esperienze a confronto".

Quattro territori: dialetti, gesti, tradizioni, cibi, vicende che il tempo e la storia hanno 
ora intrecciato, ora allontanato seguendo il filo dele vallate e delle gesta dei potenti.
Ora questi quattro territori, si ritrovano uniti da un programma europeo che riporta al 
centro dello sviluppo le risorse delle zone rurali e quindi, prima di tutto, le persone che 
ancora vivono e lavorano in quella che veramente possiamo chiamare "un'isola 
tra i monti". Il seminario vuol essere un momento aperto dove tutti coloro che sono 
impegnati in questo processo di crescita portano le loro esperienze, i risultati, gli errori 
e le speranze, per andare avanti e costruire insieme reali condizioni di sviluppo.

ore 18
DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI TIPICI DELLE QUATTRO PROVINCE

ore 21 - Pian del Poggio, la Rotonda
CONCERTO
"Canti e suoni sulla via del Sale"
I Canterini del sentiero del Sale (Lombardia)
I Musetta (Emilia)
La Rionda (Liguria)
Umbria Gaia (Piemonte)

La polivocalità appenninica dei Canterini del sentiero del Sale e i balli da piffero 
dei Musetta, i canti e le musiche liguri de La Rionda e le musiche "fin du siecle" 
di Umbria gaia, dal Piemonte. Uno spettacolo dedicato alla tradizione musicale delle Quattro 
Regioni in un contesto ambientale di grande fascino. Sul palco oltre venticinque artisti.

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18 giugno
ore 10/19 - Aie di Casanova Sinistra
"Fiera dei sapori e dei saperi dell'Appennino"

Appennino é terra di montagne, di strette valli laterali, di capricciosi crinali che 
tagliano, dividono, allontanano, creando luoghi, paesaggi, condizioni, culture diverse 
e diversi saperi.
Mutano gli accenti della parlata e muta il modo di cagliare il latte, di legare un tralcio, 
di chiudere un raviolo e così nasce la ricchezza infinita della tradizione e dei buoni 
sapori e profumi dell'Appennino.
Tra le case di pietra di Casanova Sinistra "Sapori e saperi" di Appennino si ritrovano, 
come al tempo delle antiche fierre, quando tra i banchi e gli ombrelli si scambiavano 
prodotti e parole e a sera ognuno tornava alla sua frazione con una piccola provvista di 
monete in  tasca e racconti nel cuore.
Un invito, dunque, a ritrovare i prodotti antichi di questa terra per poterli gustare 
e portare a casa, nella vita quotidiana.

ore 16 - Aie di Casanova Sinistra
ANIMAZIONE E BALLI IN STRADA
"Sta 'n banda"
Bandalpina

La musica e gli strumenti della tradizione alpina incontrano sapori e saperi dell'Appennino.
Quindici suonatori con un vasto strumentario popolare (baghet, organetti diatonici, 
violini, ocaarine, mandolino, bombardino, contrabbasso e percussioni) animano le aie con 
Marce, Scottish, Valzer, Polke e Manfrine.

INIZIATIVA COMUNITARIA LEADER II

A partire da dicembre 1988, anche in Oltrepò, a Casanova Staffora, si è insediato 
un Gruppo di Azione Locale responsabile dell’iniziativa comunitaria LEADER II, 
avviata dall’Unione Europea con la Comunicazione agli Stati Membri 94/C/180/12 
a favore delle aree rurali maggiormente svantaggiate.

Con tale iniziativa, la Commissione Europea ha voluto dar vita ad un’esperienza pilota, 
un “laboratorio” da cui poter trarre spunti di riflessione per un approccio innovativo 
alla programmazione delle aree rurali. 

La finalità del programma Leader è infatti quella di stimolare il contesto locale 
sostenendo la crescita e lo sviluppo socioeconomico di medio e lungo periodo, nonché 
i rapporti socioculturali funzionali alle potenzialità delle aree rurali.

Si tratta di un obiettivo particolarmente ambizioso, dal momento che si fonda sulla creazione 
di competenze specifiche, la partecipazione della popolazione locale, la condivisione del 
progetto da parte delle forze economiche e sociali che operano nel territorio.

A differenza di altri interventi pubblici tradizionali, il LEADER è una proposta 
di sviluppo fondata su azioni prevalentemente immateriali, quali la mobilitazione 
degli operatori, la creazioni di reti fra attori locali, 
l’animazione territoriale.

Il suo valore va ricercato non tanto nel peso economico delle iniziative realizzate, 
quanto nella capacità dei beneficiari di attivare e consolidare strumenti in grado 
di sensibilizzare le popolazioni locali sulle responsabilità individuali e 
collettive dei processi di sviluppo in corso.

Fare LEADER significa dunque stimolare la capacità propositiva 
degli attori locali 
favorendo la nascita di nuove iniziative ed il potenziamento di quelle esistenti.

Una delle componenti essenziali del LEADER è la concertazione che, 
a livello locale, 
ha trovato espressione nei Gruppi di Azione Locale (GAL) nei quali sono presenti 
partner pubblici e privati.

La costruzione di tale Gruppo ha rappresentato anche per l’Oltrepò una vera novità, 
una sfida, in quanto la filosofia ispiratrice del LEADER consiste nella promozione 
di azioni per creare condizioni durature di sviluppo e non solo occasioni di investimenti 
resi possibili da un programma comunitario.

L’iniziativa LEADER offre la possibilità di riunire un insieme di attori locali che 
con l’adozione di una strategia di intervento sviluppano un 
approccio innovativo 
nel territorio rurale. 

La definizione e l’affermazione delle azioni da intraprendere per sostenere lo sviluppo 
economico e sociale va espressa nel Piano di Azione Locale.

In esso sono indicati gli obiettivi, le strategie e gli interventi che il Gruppo intende 
adottare per innescare e sostenere il processo di sviluppo del territorio.

Gli ambiti di azione del programma sono riconducibili a diverse 
aree di intervento, 
tuttavia i settori strategici sono stati individuati nel turismo rurale, le piccole 
e medie imprese e l’artigianato, la tutela dell’ambiente. 

La maggior attenzione verso questi ambiti è motivata dal fatto che essi rivestono 
un ruolo determinante nei processi di sviluppo economico del 
sistema territoriale locale.

Il filo conduttore ed il fondamento dell’attività di sviluppo 
del GAL Alto Oltrepò 
devono comunque identificarsi nel senso di appartenenza e 
di identità 
socioterritoriale, nonché nel recupero dei valori della cultura rurale, da intendersi 
come vere e proprie risorse economiche e sociali del territorio.

Raffaella Piazzardi