rivista quadrimestrale di poesia internazionale

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LEKSA MANUS
ALEXANDER BELUNGI

Amari čhib

La nostra lingua

Natarajah, il Signore della Danza,
Ai nostri lontani padri,
Nella valle dove scorre il fiume Indo,
Diede il liuto, lo strumento caro agli Zingari.
Molte corde sono d’oro,
Al di sopra l’altre sono argentee,
E tutte cantano così come nel sanscrito.
Ma si ode che dentro la canzone
Vi è qualche parola persiana o armena,
E le greche io odo,
Si hanno altrove parole valacche,
Ci sono le ungheresi, altrove le slave…
Ma tutte le straniere
Presto si fondono nella lingua dei bramani,
Nella lingua ch’è la sola ricchezza
Che noi abbiamo nella nostra vita.
Perciò serbatela, non dimenticatela,
Per i nostri bambini conservatela!

RASIM SEJDIC

A čilem pe ivitsa provalje

Sono rimasto in bilico

Sono rimasto in bilico
sulla lama di un coltello
sono rimasto gelato come la pietra.

Il mio cuore tremò
sono caduto sul filo del coltello.

Mi è rimasta la mano destra
e l’occhio sinistro
ho versato lacrime
ad Auschwiz dove sono rimasti
                                              gli zingari.

La lacrima è scesa
la mano ha preso la penna
per scrivere parole qualunque.

            POESIA ZINGARA