Fine luglio 68, assunto assieme al personale del Centro Studi della OSI, entro all'Ufficio Tecnico del Centro Stile Fiat diretto allora da Gian Paolo Boano, figlio del famoso carrozziere Boano. Stava nascendo la Fiat 128 e ho partecipato allo studio dei suoi particolari.
Studio
coupé 124 (1971)
City
car (1971)
Dopo qualche mesi in quell'ufficio, vengo trasferito nello Studio dell'architetto Pio Manzù, figlio del grande scultore Giacomo Manzù. Con lui, il lavoro diventa più interessante perchè si lavorava a diretto contatto con i modelli di gesso in scala 1:1. In quel periodo, Manzù crea la 127, per la quale ho studiato particolari come griglia, fanaleria. Ho partecipato ad altri studi di autovetture: una nuova 500 che anticipava la 126, l'Autobianchi G31 (coupé sportivo a motore centrale).
Autobianchi
G31

Purtroppo una tragedia interrompe questa collaborazione: un lunedi
mattina
aspettavamo Pio, che non è più arrivato. Era rimasto
ucciso
al volante della sua 500 nello scontro con il pilastro d'un ponte
sull'autostrada
Milano-Torino.
Lo Studio però non fu chiuso perchè si doveva portare a
termine
dei lavori di messa a punto sul modello della 127. Ci furono affidati
altri
studi per un coupé Lancia (è di allora l'assorbimento
della
Lancia da parte della Fiat) e del coupé 128 Sport. Con il mio
collega
Prever, ne ho creato la linea esterna e seguito tutta la fase della
modellazione.
Il nostro modello è stato scelto ed è stata una fortuna
perchè,
al Centro Stile, era difficile per un giovane stilista come me di
potere
disegnare una nuova auto di produzione. Di fatto, i progetti di solito
erano svolti dai dirigenti. Nei momenti liberi, ho imparato a costruire
modellini di clay in scala 1.10 di vari tipi di automobili.
Avviene una restrutturazione dell'organico del Centro Stile e vengo
inserito
in un nuovo team di designer, l'Ufficio studi futuri, sotto la guida
dell'Ing.
Sartorelli, il mio superiore della Osi. In quello Studio, avevamo la
libertà
di studiare future automobili senza troppi vincoli produttivi, che
sviluppavamo
dai figurini ai modellini in clay. E' lì che è nata
quella
che sarebbe diventata la Ritmo, disegnata dall'Ing. Sartorelli. Il
modello
era molto bello, ma purtroppo, per motivi di costi, la vettura di
produzione
derivata da questo progetto fu molto modificata ed appesantita.
Studio
d'interno (1972)
Studio
sportiva 128 a motore centrale (1971)
Malgrado la possibilità di studiare modelli senza costrizioni, sentivo che mi trovavo su un binario morto, con poche possibilità di evolvere. Non avevamo nessun contatto con la produzione, né con l'engineering od altri uffici di ricerca della Fiat, come il centro prove di sicurezza o la galleria del vento. Non ci era permesso di confrontarci con i tecnici degli stampi, dei metodi, ne ci hanno portati a visitare una linea di montaggio. Cosi quando sono venuto a conoscenza che lo Studio Ford di Torino cercava un designer, mi sono presentato e sono stato assunto fine 1972.