Ai piedi del Monte Gennaro, il Lucretile dei romani,
sorge Palombara Sabina, paese che secondo il Nibby "si
direbbe rotolato dalle vette del vicino Monte Gennaro".
Si narra che prenda il suo nome da una grande quantità
di colombi che avevano scelto come dimora le antiche torri
che svettano verso il cielo. Le sue origini sono antichissime:
nella frazione di Cretone sono stati rinvenuti resti di
fossili umani, tra cui L'uomo di Cretone che si trova attualmente
al Museo Pigorini a Roma. I benestanti romani lasciavano
la città per raggiungere il territorio di Palombara
e vi avevano costruito sontuose ville, come dimostrano i
ritrovamenti di colonne di marmo, statue, mosaici per pavimenti,
e recentemente due statue copie di statue greche. Antichi
scrittori, come Strabone, Catone ed altri vogliono attribuire
a Palombara nomi quali Cameria, Antenne, Ficuleia, Crustumeria,
città Sabine nate prima di Roma. Ma in epoca più
moderna gli storici non si sono trovati d'accordo con quanto
si affermava in passato, sostenendo che queste città
erano realmente esistite,ma non nella zona di Palombara.
sembra che il primo nucleo sia stata una cella usata come
romitorio (rifugio di eremiti). Ma le prime notizie certe
di Palombara risalgono al Medio Evo: nacque come castrum
che era un accampamento militare temporaneo o permanente
a pianta in genere quadrangolare; successivamente le baracche
adibite ad alloggiamento della guarnigione vennero ampliate
e trasformate in abitazioni e il castrum divenne un paese.
Si fa riferimento al Castrum Palumbariae nel testamento
di Papa Onorio IV, stilato nel 1285,come possedimento della
famiglia Savelli alla quale Nicola De Palumbaria, ultimo
dei Conti di Palombara avrebbe venduto tale possedimento.
Intorno alla metà del XV secolo la famiglia Savelli
era proprietaria di diversi castelli nella Sabina, ma nel
1461 le forze pontificie,capitanate da Federico da Urbino,conte
di Montefeltro volendo punire Giacomo colpevole di aver
ospitato alcuni malfattori autori di rapine e delitti a
Roma, strinsero d'assedio i Savelli che alla fine persero
i castelli di Montorio, Castel Chiodato, Cantalupo, Poggio
Moiano, Forano, ma riuscirono a conservare per la benevolenza
del Papa PIO II, quello di Palombara e di Aspia ( Cosperia
). Nel corso dei secoli vari casati si contesero la proprietà
di Palombara e del Castello Savelli ( VIII secolo ) che
conserva ancora il suo territorio originale.
La costruzione venne iniziata dagli Ottaviani e successivamente
continuata dai Savelli. I più importanti avvenimenti
che il Castello ricorda a chi lo va a visitare sono l'arresto
dell'antipapa Innocenzo III ( Lando di Sezze ), il processo
contro i Templari nel 1300, l'ospitalità che diete
a Benvenuto Cellini nel 1532 la nascita della fondatrice
delle Oblate Agostiniane di S. Maria dei Sette Dolori, Virginia
Savelli Farnese. C'è poi la Chiesa dedicata a San
Biagio, patrono di Palombara che fù edificata o rifatta
da Onorio III ( 1216-1222 ) e successivamente restaurata.
Ha le tombe di due Tosi di Palombara, uno dei quali, Giovanni
Battista, si distinse nella battaglia di Lepanto contro
i Turchi e conserva i resti della cella Benedettina. Vi
si può ammirare anche la famosa MADONNA della NEVE,
tavola dipinta da Antonio da Viterbo. Ma i palombaresi vanno
fieri soprattutto dell'Abbazia di S. Giovanni in Argentella,
centro benedettino di stile romanico sorto sui resti di
una villa romana localizzata in un fondo distante dalla
chiesa circa trecento metri.