Il periodo più adatto per il trapianto è quello del suo
riposo vegetativo, quindi alla fine o al principio dell’inverno evitando il
periodo più freddo. Si può piantare l’olivo anche lungo il margine dei campi
solo o associato con altre piante. Il trapianto dell’olivo è preceduto da un
lavoro preparatorio del
terreno detto scasso reale, cioè da una lavorazione del terreno ad almeno un
metro di profondità conviene seguirlo qualche
mese per dar tempo, di modificare
la loro natura. Durante le operazioni di scasso si deve avere cura di
asportare tutte le radici legnose che in seguito potrebbero facilitare lo
sviluppo di un’infezione di marciume radicale. Le fosse e le buche vanno
eseguite con criteri analoghi a quelli dello scasso reale: devono avere una
larghezza di almeno di 1.20 m e la profondità di 1 m. Contrassegnando il
terreno con canne, avremo già la visione panoramica di come risulterà
l’appezzamento dopo la piantagione. Sul fondo delle buche si butterà un
miscuglio di concime organico ben maturo o un buon terriccio e ove si disponga
anche cenere di legna non lisciata (non bagnata o utilizzato per il bucato). Si
aggiunge sopra al concime della terra e poi vi si appoggia il piantone d’olivo
estratto col tutto il suo pane di terra. L’apparato radicale verrà ricoperto
interamente con uno stato di terra fine e tutto attorno ammasseremo tutta la
terra scavata formando una calotta sferica. Dopo l’impianto conviene sempre
procedere ad un’abbondante annaffiatura per facilitare l’attecchimento.
Prima di applicare i tutori, alla pianta, è opportuno aspettare che sia
avvenuto un certo assestamento ed assicurarci che la legatura non sia né troppo
larga e né troppo stretta e rinnovarle di tanto in tanto per adeguarle alla
crescita della pianta.