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Questo sito è e vuole restare indipendente da qualsiasi influenza sia di carattere sindacale, sia di carattere aziendale, sia di carattere politico, ma ben volentieri accoglie chiunque, in modo costruttivo,
voglia rispondere alle nostre domande o voglia porne lui di sue.


Nino pagliaroli     cobas   roma

1) Vedo in P.I. S.p.A. un'azienda sempre più votata  ai prodotti finanziari, immagine, call center, ecc.  quasi a considerare il recapito una sorta di "paria" scomodo e relegato sempre più in secondo piano. Cosa  ne pensi a proposito?

 "Le conseguenze "negative" della privatizzazione del servizio postale pubblico sono state dettate dal piano d'impresa aziendale. Gli effetti collaterali come la riorganizzazione selvaggia, la drastica riduzione di personale e la esternalizzazione dei servizi postali remunerativi come il recapito dei pacchi, postacelere e delle raccomandate sono stati segnali negativi per le lavoratrici e lavoratori addetti al recapito. L'obiettivo aziendale di accreditarsi come sportello bancario alternativo( circa 14000 agenzie sul territorio italiano) pesa come un macigno sul futuro del recapito. L'unicità aziendale è in pericolo e questa mia preoccupazione è gia stata espressa da diversi dirigenti sindacali, di base e confederali, periferici che vivono giornalmente il pericolo dello smantellamento del recapito. "

 2) Quali e quante colpe sono da addebitare ai  sindacati confederati per tutto ciò che sta  succedendo, vedi art.18?

"
Non è un problema di colpe ma di ruolo e di collocazione sociale. Negli anni 90 qualcuno ha barattato la scala mobile con una presunta politica dei redditi che avrebbe dovuto salvaguardare le buste paga. Cosi non è stato, la concertazione sindacale ha prodotto effetti sconcertanti, grossi guadagni per le imprese, salari più bassi in Europa e ulteriori riduzioni dei diritti. Oggi, grazie ai governi di centrosinistra, la maggioranza parlamentare di centrodestra vuole eliminare lo statuto dei lavoratori, precarizzare e flessibilizzare il lavoro e tagliare la previdenza e tutti i servizi sociali. Oggi " sempre qualcuno" sta organizzando qualche nuovo baratto dato che il conflitto sociale non parte e solo il sindacalismo di base, delegati RSU, il movimento NO GLOBAL ed i social forum sono scesi in piazza in difesa dello stato sociale. Anche oggi, come allora, la CGIL vive l'ennesimo isolamento sindacale e politico perchè, come allora, non sa decidere il " che fare". "

 3)Quali pensi possano essere le strategie e e le forme  di lotta per poter garantire alla nostra categoria un  futuro?

"
Le lavoratrici e i lavoratori postali devono ritirare la delega in bianco concessa , sino ad oggi, ai sindacati di categoria e riprendersi il diritto di parola, del sapere e delle informazioni, delle discussioni e delle decisioni finali, insomma dobbiamo recuperare la pratica " partecipata" della democrazia sindacale, perchè, sono anni che la categoria NON decide, NON partecipa e NON vota . Il sindacalismo di vertice e della concertazione selvaggia ha fatto abbastanza guai, è tempo di dire basta."

 4)Chi vorresti intervistare tu oggi e che cosa gli chiederesti?
 
"Vorrei intervistare le donne e gli uomini che hanno e che ancora lavorano " alle Poste", espulsi per effetto degli accordi sindacali e riconvertiti dai tagli e ristrutturazioni, e domandargli, con molto affetto: nell'ultimo decennio abbiamo vinto o perso, abbiamo migliorato o peggiorato la nostra condizione sociale di classe lavoratrice?."