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Questo
sito è e vuole restare indipendente da qualsiasi influenza sia di
carattere sindacale, sia di carattere aziendale, sia di carattere
politico, ma ben volentieri accoglie chiunque, in modo costruttivo,
voglia rispondere alle nostre domande o voglia porne lui di sue. |
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1)
Vedo in P.I. S.p.A. un'azienda sempre più votata ai prodotti
finanziari, immagine, call center, ecc. quasi a considerare il
recapito una sorta di "paria" scomodo e relegato sempre più in
secondo piano. Cosa ne pensi a proposito?
"Le conseguenze "negative" della privatizzazione del
servizio postale pubblico sono state dettate dal piano d'impresa
aziendale. Gli effetti collaterali come la riorganizzazione selvaggia, la
drastica riduzione di personale e la esternalizzazione dei servizi postali
remunerativi come il recapito dei pacchi, postacelere e delle raccomandate
sono stati segnali negativi per le lavoratrici e lavoratori addetti al
recapito. L'obiettivo aziendale di accreditarsi come sportello bancario
alternativo( circa 14000 agenzie sul territorio italiano) pesa come un
macigno sul futuro del recapito. L'unicità aziendale è in pericolo e
questa mia preoccupazione è gia stata espressa da diversi dirigenti
sindacali, di base e confederali, periferici che vivono giornalmente il
pericolo dello smantellamento del recapito. "
2) Quali e quante colpe sono
da addebitare ai sindacati confederati per tutto ciò che sta
succedendo, vedi art.18?
" Non è un problema di colpe ma di ruolo e di collocazione
sociale. Negli anni 90 qualcuno ha barattato la scala mobile con una
presunta politica dei redditi che avrebbe dovuto salvaguardare le buste
paga. Cosi non è stato, la concertazione sindacale ha prodotto effetti
sconcertanti, grossi guadagni per le imprese, salari più bassi in Europa
e ulteriori riduzioni dei diritti. Oggi, grazie ai governi di
centrosinistra, la maggioranza parlamentare di centrodestra vuole
eliminare lo statuto dei lavoratori, precarizzare e flessibilizzare il
lavoro e tagliare la previdenza e tutti i servizi sociali. Oggi "
sempre qualcuno" sta organizzando qualche nuovo baratto dato che il
conflitto sociale non parte e solo il sindacalismo di base, delegati RSU,
il movimento NO GLOBAL ed i social forum sono scesi in piazza in difesa
dello stato sociale. Anche oggi, come allora, la CGIL vive l'ennesimo
isolamento sindacale e politico perchè, come allora, non sa decidere il
" che fare". "
3)Quali pensi possano essere
le strategie e e le forme di lotta per poter garantire alla nostra
categoria un futuro?
"Le lavoratrici e i lavoratori postali devono ritirare la
delega in bianco concessa , sino ad oggi, ai sindacati di categoria e
riprendersi il diritto di parola, del sapere e delle informazioni, delle
discussioni e delle decisioni finali, insomma dobbiamo recuperare la
pratica " partecipata" della democrazia sindacale, perchè, sono
anni che la categoria NON decide, NON partecipa e NON vota . Il
sindacalismo di vertice e della concertazione selvaggia ha fatto
abbastanza guai, è tempo di dire basta."
4)Chi vorresti intervistare
tu oggi e che cosa gli chiederesti?
"Vorrei intervistare le donne e gli uomini che hanno e che ancora
lavorano " alle Poste", espulsi per effetto degli accordi
sindacali e riconvertiti dai tagli e ristrutturazioni, e domandargli, con
molto affetto: nell'ultimo decennio abbiamo vinto o perso, abbiamo
migliorato o peggiorato la nostra condizione sociale di classe
lavoratrice?." |