Questa volta e' stato un successo davvero !!! Il gruppo nord-ovest e' cresciuto del 200%, ci siamo trovati in 3 !!! Giulio "Strider" (promotore del giro e conoscitore della zona), io (zavorra guidante, con un ritmo tale che i moscerini mi tamponavano invece di suicidarsi sulla visiera del casco) e Giuseppe (un mio collega con lontani trascorsi da regolarista, padrone di CN e di XL600 e con velleita' africane). Quindi si e' capito chi tirava il gruppo e chi tirava a campare...

Ritrovo puntualissimo al casello di Ivrea della TO-AO. Si punta subito per la Serra di Ivrea (il lato sinistro della morena del ghiacciaio che millenni fa scendeva dalla valle d'Aosta) con una strada bellissima che sembra una pista in mezzo a dei bei boschi. Arrivati a Torrazzo prendiamo una scorciatoia sterrata (giusto per scaldarsi un po') che un paio di chilometri dopo ci fa ritornare sull'asfalto dopo essere passati anche attraverso una specie di toboga (60% in discesa...).

Di nuovo belle curve fino a Croceserra e poi "circonvallazione" di Andrate (stradina ciottolata in mezzo ai boschi). Dopo pochissimo asfalto inizia il "Tracciolino". Ufficialmente e' la Strada Provinciale 512, ma in certi punti a malapena e' una strada... In circa 25 km (3/4 sterrati) ci fara' arrivare a Oropa. Lo sterrato e' abbastanza bello; non tutti i punti, pero', sarebbero graditi ad un passeggero o a chi ha un enduro non troppo leggero (forse un CN richiederebbe dell'impegno). Ma il percorso e' bellissimo, peccato per le nuvole e la foschia altrimenti il panorama verso la pianura sarebbe notevole.

Arriviamo a Oropa poco prima di mezzogiorno in tempo per una rapida visita alla basilica vecchia (con la Madonna Nera) e per comprare un paio di ottimi panini alla panetteria del luogo. Contiamo infatti di mangiarceli in cima appena passata la Galleria Rosazza. Iniziamo quindi a salire, ma appena finisce l'asfalto la strada diventa il letto di un ruscello (per colpa dell'alluvione del 2000) e la strada e praticabile solo a moto da trial o a chi trova le carene sugli alberi... (le foto di questo tratto le trovate nell'album, almeno non pensate che abbiamo trovato scuse...).

Ci giriamo quindi verso valle con l'intenzione di esplorare la pianura sotto Biella. Ci avviciniamo alla Riserva della Bessa dove molte strade ci attirano, qualche pezzetto ci cattura (...), ma scopriamo dopo che, anche se non ci sono cartelli di divieto di accesso, forse non sono tutte aperte al traffico. Ritorniamo poi verso la Serra e rifacciamo un pezzo della strada dell'andata. Con Giulio ci salutiamo quindi al bivio del castello di Croceserra contenti per il bel giro che vale sicuramente la pena di ripetere con un tempo migliore.