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Castello aragonese

Il castello di Reggio Calabria è di fondazione medioevale. Rifatto ampiamente dagli Aragonesi nel XV secolo perché considerato uno dei nodi strategici del sistema difensivo calabrese, e poi ristrutturato anche dagli spagnoli (XVI-XVII secolo), conserva quasi integra la parte sud caratterizzata da due grandi torrioni circolari. il castello di Reggio è considerato il monumento più antico della città ed era già noto al tempo dei Normanni. Fu edificato sul rialzo naturale del terreno che si protendeva da oriente verso l'abitato. Il massiccio intervento aragonese rientrava nel programma difensivo del regno progettato ed attuato da Ferrante: per suo ordine al vecchio impianto vennero aggiunte due grosse torri verso scirocco ed un potente rivellino coronato da merli ad oriente. lo steso Ferrante, negli ultimi anni del suo regno, ed a conferma dell'importanza attribuita a Reggio ed al suo castello, ordinò che "a sicurtà e tutela di tuta la città e terre della ultima Calabria di cui Reggio era metropoli, fosse questa rifatta e rifabbricata di mura, attorniata di baluardi, di vallazioni e di fossati". l'edificio difensivo ha subito, nel corso dei secoli, numerosi danni per demolizioni assurde, crolli e terremoti ( particolarmente dirompenti quelli del 1783 e del 1908), ma soprattutto per le continue e devastanti incursioni turchesche. La città di Reggio venne infatti saccheggiata e distrutta dai Turchi per ben sei volte dal 1511 al 1595. Nel 1543 la fortezza venne quasi completamente rasa al suolo dagli invasori ed il viceré Pietro da Toledo, preoccupato per le sorti del viceregno, ordina l'erezione di un nuovo castello, detto Castel Nuovo o Forte a mare, nel lato meridionale della città. Ma i lavori, partiti alacremente, vennero sospesi e mai ripresi. L'elemento architettonico di maggiore interesse del castello reggino era il rivellino esterno (costruito sul lato orientale col fine di rafforzarlo), purtroppo progressivamente scomparso a causa di una serie di crolli e demolizioni. Il rivellino era fortemente proiettato verso l'esterno e composto da un corpo triangolare asimmetrico sul cui vertice, dopo un breve tratto rettilineo, si innesta un torrione a mandorla. Esso inoltre fu parzialmente demolito tra il 1851 e il 1852 dopo l'invasione garibaldina e scomparve definitivamente nella ricostruzione post terremoto del 1908. Il Castello, ora restaurato (eliminazione delle superfetazioni, consolidamento strutturale e recupero degli elementi linguistico-formale) è stato sede negli anni Settanta dell'osservatorio geofisico della città).