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Il Lungomare

L'itinerario della via Marina è di particolare interesse, sia naturalistico che culturale. Splendido il panorama che vi si può ammirare, dello Stretto di Messina e della Sicilia; eccezionali le piante che ombreggiano l’intero percorso per oltre un chilometro. Ricca di effluvi marini è l’aria che vi si può respirare durante le ore in cui il traffico non è intenso. Lungo l’intero corso della via vi sono innumerevoli riferimenti alla storia della città e alla storia italiana.

La via Marina 

E' costituita da tre strade: la più alta, che è utilizzata a senso unico in direzione Sud-Nord è via Vittorio Emanuele III ed è volgarmente denominata "Via Marina Alta"; la più ampia via che a senso unico funziona invece in direzione Sud è la Via Giacomo Matteotti e volgarmente è denominata "Via Marina bassa". Una terza via detta "Carraia" si svolge in riva al mare, partendo dal lido comunale è stata sistemata da poco. Tra la via Vittorio Emanuele e via Giacomo Matteotti è una fascia di verde che misura complessivamente ca. 25.000 mq. 
Realizzata dopo il 1908, si estende per tutta la lunghezza del viale. Maestose sono tutte le piante d’alto fusto tra le quali quelle più presenti sono: il Ficus Magnolioides e vari tipi di palme.

Il Ficus magnolioides, si riconosce facilmente per le maestose radici anche aeree e per le lucide e ampie foglie. Alcuni esemplari superano i quindici metri d’altezza con un fusto di 4-6 metri di circonferenza. Si tratta di una pianta ornamentale originaria dell’India che produce un lattice un tempo usato per fabbricare la gomma. (Un bell’esemplare con evidenti radici aeree si trova a pochi metri dal monumento ad Ibico reggino, all’inizio di via Marina).
Il Phoenix canariensis è la cosiddetta "Palma delle Canarie", di cui molti esemplari sono presenti sulla via Marina. E' caratteristica l’estensione delle sue foglie, che sono pieghettate e raccolte e la sua capacità, a Reggio Calabria, di fruttificare.Un’altra specie di palma presente è la cosiddetta "Palma nana" o "di San Pietro" nota come Chamaerops humilis, di piccole dimensioni, autoctona, dalla quale i contadini e gli artigiani locali traevano fibbre per la fabbrica di cordami. Notevole per la sua altezza, poichè vi sono esemplari che raggiungono anche i 20-25 metri di altezza, la Washingtonia filifera, di origine americana. Nei pressi delle mura greche, all’altezza del palazzo  delle poste, si può ammirare la Erytrina crista-galli, di origine argentina, caratteristica per    i bei fiori rossi a forma di cresta di gallo. Infine è presente un arbusto, spesso usato lungo la via, nelle bordure delle aiuole, noto come Pittosforum fobira, originario del Giappone, sempre verde, dalle foglie lucenti e dai fiori che somigliano ai fiori d’arancio. Un’ultima curiosità botanica: nel recinto degli scavi delle mura greche è presente l’arancio amaro, Citrus sinensis i cui frutti non sono commestibili.
Dalla via Marina può capitare, seppure assai raramente, di vedere riflessa nel cielo e capovolta, in eccezionali condizioni climatiche, la dirimpettaia Messina. Questo fenomeno, al quale è stata dedicata ampia letteratura, è denominato Fata Morgana.

 
Sotto i palmizi adiacenti il Museo, all’angolo con via Veneto, sorge il monumento allo scultore Corrado Alvaro, opera di Alessandro Monteleone, eretto dal Lions Club della citta. C. Alvaro è il massimo scrittore contemporaneo della Calabria. Romanziere e giornalista di livello europeo, la sua opera più nota è la raccolta di novelle Gente in Aspromonte. Il monumento rappresenta le opere principali dello scrittore e ricorda il rapporto della gente calabrese con la natura e il territorio, il senso della famiglia, la dignita e la difficoltà del vivere quotidiano del Calabrese. Sulla destra sono la fontana di Piazza indipendenza e la sotterranea stazione di Reggio Calabria Lido. Superato Largo Colombo e il chiosco dei gelati di "Cesare", che è ormai entrato nella storia della città, sulla sinistra si vedra il Palazzo Barbera, eretto tra il 1924 e il 1926, mentre sulla destra, sistemato su blocchi delle mura greche, è il monumento al poeta Ibico Reggino, lodato da Aristofane, citato da Platone, vissuto nella Reggio greca (sec. VI a.C. ), il quale canta:
"A primavera, nell’intatto giardino delle Esperidi, fioriscono i cotognià per me, invece, l’amore in nessuna stagione sta sopito". (Trad. di Armando Zagari).

Procedendo ancora avanti, sempre sulla via Vittorio Emanuele, sulla sinistra si potranno osservare le architetture di ispirazione rinascimentale di casa Romeo Retez (1929), all’angolo con via Panella e di casa Fiaccadori (1922), all’angolo con via Camagna.
Di fronte all’istituto Magistrale si incontrera, sulla destra, la stele in onore di Giovanni Pascoli e proprio di fronte a Casa Fiaccadori, il monumento di A. Monteleone a Francesco Sofia Alessio, insigne latinista di Taurianova (Rc), per tre volte vincitore della medaglia d’oro al concorso di poesia latina di Amsterdam.
Più avanti, quasi in corrispondenza della chiesa di S. Giorgio, sul mare è stato rimontato, successivamente ai lavori di sistemazione della via il cippo a Vittorio Emanuele III sistemato sul molo di Porto Salvo. Il monumento fa da sfondo al bellissimo anfiteatro all'aperto che diventa, soprattutto d'estate, con le rassegne teatrali e cinematografiche e con il Festival Europeo del Cinema, punto d'incontro per i reggini e i turisti.
Il principe sabaudo, infatti, essendo stato ucciso suo padre Umberto I mentre egli navigava nella zona, toccò il suolo italiano come re per la prima volta a Reggio Calabria, al molo di Portosalvo, da dove poi ripartì in treno verso la capitale. Di un certo effetto è la Villa Genoese Zerbi (1925) che si incontra subito dopo casa Fiaccadori. Contornata da un parco-giardino, fu costruita su modelli veneziani del sec. XIV con archi di stile gotico. 
Segue subito dopo palazzo Spinelli (1920), oggi sede del Rettorato della Università, dalla bella porta d’ingresso in ferro battuto, e poi Palazzo Giuffrè (1921) e l’Albergo Miramare, nella cui architettura e nei cui interni è ancora presente il Liberty. Nella hall dell’albergo è esposto un pezzo di mosaico pavimentale romano ritrovato sul posto.
Di fronte all’albergo Miramare, in corrispondenza con via Giudecca è una fontana monumentale di C. Autore, originariamente destinata a corredo del monumento ai caduti e poi sistemata in sede autonoma. Nei pressi forse era localizzato il ghetto ebraico, con la sinagoga. L’importanza della comunità ebraica di Reggio è testimoniata dalla stampa, avvenuta in città nel 1475 del Commentario al Pentateuco, in caratteri ebraici.
Continuando si incontrano i motivi classicheggianti di Palazzo Guarna (1921), nelle cui fondazioni è venuto alla luce un mosaico romano di età imperiale con scene di palestra e le loggette di Palazzo Spanò Bolani (1925).
Sulla destra, esattamente all’incrocio con via Spanò Bolani, e affacciato al mare, vi è l’imponente monumento ai caduti, in bronzo, opera di Francesco Jerace, inaugurato nel 1924 dal Re Vittorio Emanuele III.
Di fronte, sulla sinistra, è il bel palazzo della Prefettura (1915) dalle linee classicheggianti, dell’Ing. Gino Zani che varrà la pena ammirare anche da Piazza Italia, dove è l’ingresso principale. Procedendo ancora si incontra sulla sinistra il grande palazzo delle Poste (ingresso su via Miraglia), poi il palazzo dell’Ufficio del Registro e quindi il Genio Civile e l’Intendenza di Finanza.
Si incontrano, sul lato mare della via l’Istituto Tecnico Statale "R. Piria", il monumento al grande latinista di Reggio Diego Vitrioli, definito "Virgilio redivivo" per la sua incredibile versatilità nell’uso della lingua latina, ammirato da Leone XIII, dal Carducci, dal Mommsen, che ebbe fama per il suo poemetto Xiphias.
Ha inizio, sulla sinistra, via Cavour, che viene ricordata perchè al civico n. 41 nacque nel 1886 (la casa è stata ricostruita perchè bombardata) il grande pittore futurista Umberto Boccioni.

Sulla destra, tra via Vittorio Emanuele II e Viale Matteotti, si possono osservare gli scavi archeologici che hanno portato alla luce ampi tratti di mura greche e le terme romane, ove sono state ritrovate alcune basi marmoree con iscrizioni dedicatorie e mosaici pavimentali. Le mura greche sono state scoperte nel 1912. Sono in pietra calcarea siracusana e risalgono al sec. V-VI a.C.. 

Nei pressi oggi trovasi il Circolo Velico che ha il merito di preparare molti giovani all’esercizio della nobile attività sportiva, che nel mare di Reggio è favorita dalle condizioni ambientali con venti ottimali per frequenza e intensità, che da recenti e prolungate rilevazioni risultano per il 29% da Sud e 26% da Nord con velocità media di 15/35 Km. Il circolo organizza competizioni di livello nazionale e internazionale. Le terme romane, con piscina ellittica, calidarium e mosaici, sono del periodo imperiale e furono scoperte nel 1886. Presso i vicini scavi delle mura greche sono in particolare evidenza alcune basi di monumenti con iscrizioni dedicatorie e pezzi di colonne. Poco pi· avanti si noterà, guardando a sinistra, l’inquadratura del Duomo, visto da via Marina attraverso via Tommaso Gulli. Sulla sinistra è la Stazione Sperimentale delle essenze e degli olii agrumari, del Ministero dell’Industria, con i suoi laboratori di ricerca e la Biblioteca specializzata e un piccolo ma assai interessante Museo del bergamotto nel quale sono raccolti tutti gli oggetti un tempo utilizzati per la lavorazione del bergamotto, dalle "spugne" per la raccolta ai "saccotti" per la filtrazione, alle "ramiere" per la custodia dell’essenza . Vi sono anche le prime macchine a torchio, vecchi strumenti di laboratorio e una importante raccolta di fotografie dei primi del secolo che documentano fasi della raccolta e della lavorazione dell’agrume. (Per la visita rivolgersi alla Direzione della Stazione). Dove la via accenna a terminare curvando leggermente a sinistra verso la stazione FF.SS., si alza una colonna ritrovata durante i lavori di costruzione del palazzo della Provincia, appartenente probabilmente ad una costruzione civile del periodo romano. Il reperto è stato poi donato dalla Provincia al Comune di Reggio Calabria che lo ha dedicato a Giuseppe Valentino, emerito reggino. Più avanti vi sono i giardini della Villa comunale e infine la Stazione centrale FF.SS.

Le foto del nuovo lungomare "Falcomatà", dal nome del sindaco scomparso prematuramente, che ha fatto tanto per la città di Reggio Calabria, le potete trovare nella sezione Immagini.