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Il Parco Nazionale d'Aspromonte Il Parco Nazionale d'Aspromonte, la cui sede è in Gambarie viene istituito nel 1994 su un'area di 76 mila ettari ricadente nel territorio di 37 comuni della provincia di Reggio Calabria. La sua ampiezza corrisponde ad un terzo della superficie dell'intera provincia. A seconda del versante di approccio, il paesaggio appare sensibilmente diverso. Il versante tirrenico, esposto alle correnti fresche e umide di Nord-Ovest, si caratterizza per la presenza di una copertura arborea densa e rigogliosa che si esprime dapprima con i fitti boschi di leccio attestati sulle scoscese pendici delle aree più a valle, poi con gli svettanti cedui di castagno (mirabili quelli di Marrappà), quindi con le piante di pino laricio (quelle di Pietra Salva in comune di Delianuova e di Petrulli in comune di Sant'Eufemia), dove si può ammirare il pino cavo in cui si sedette Garibaldi ferito, sono tra le più belle) ed infine con le foreste di faggio ed abete bianco (splendide quelle di Santa Cristina, Molochio, Delianuova e Basilicò) distese a rivestire senza soluzione di continuità le vette più alte. L'abete bianco d'Aspromonte rappresenta il nucleo più meridionale d'Europa e perciò è una curiosità scientifica oggetto di osservazione e di studio. Un accenno alla fauna: un cenno a parte merita il falco pecchiaiolo, localmente detto adorno. Questo volatile migratore, ad ogni inizio di primavera, specie lungo le pendici meridionali dell'Aspromonte, viene sistematicamente sterminato dalla tartarinesca velleità di migliaia di cacciatori. Appostati al varco nei "passi", una sorta di trincee sistemate a bella posta, centinaia e centinaia di fucili, in omaggio ad una tradizione dura a morire, si arroventano al passaggio dell'adorno, la cui presenza, di anno in anno, diviene sempre più rada. Nelle selve boscose vive ancora in gruppi il lupo appenninico. Facile incontrare cinghiali e volpi.
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