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Scilla

 

E' l'antico Scyllaeum ( rupe di Scilla ), noto per il classico mito legato al suo nome. Sul promontorio sorse l' Oppidum Scyllaeum (città di Scilla ), ricordato da Plinio, che col tempo crebbe d'importanza. Scilla fu conquistata nel IX secolo dai saraceni e nel secolo XI dai Normanni ; nel 1255 Pietro Ruffo, in lotta con Manfredi ne fortificò il castello, del quale di singolare bellezza sono la scala, il corridoio d'accesso e le segrete restaurate, nel 1282 vi cercarono scampo le navi di Carlo I d'Angiò dopo il fallito assalto a Messina. Devastata dal terremoto del 1783, fu contesa dal 1806 al 1808 tra Francesi e Inglesi, nel periodo napoleonico, e nel 1812 sostenne vittoriosamente un assedio inglese. Giuseppe Garibaldi nel 1860 liberava il regno delle due Sicilie facendo sbarcare a Scilla alcune sue truppe, e nel 20 Agosto del 1862 lo stesso Garibaldi rimase ferito dopo una dura battaglia sull'Aspromonte e venne trasportato a Scilla per essere imbarcato sul bastimento del duca di Genova. Con il terremoto del 1908, Scilla venne nuovamente distrutta pressapoco come nel precedente 1783. E' patria del naturalista padre Antonio Minasi (1736-1806 ) e del chimico e patriota Raffaele Piria. Nel 1949 sorse la "Scuola di Scilla" fondata da un gruppo di artisti con a capo Renato Guttuso e pittori di grande fama internazionale come Giovanni Omiccioli, Saro Mirabella e lo scultore Giuseppe Mazzullo, che costituirono un movimento artistico che tendeva a un realismo armonico, da qui una vasta produzione di opere ispirate al paesaggio ed alla gente di Scilla. 

 

Ma Scilla è soprattutto Mito: per millenni ha atterrito naviganti che s'avventuravano nello Stretto. "Scilla ivi alberga, che moleste grida di mandar non ristà": così nell'Odissea Circe avverte Ulisse costretto a far rotta attraverso lo Stretto per raggiungere Itaca. Ventisette secoli or sono Omero fu molto preciso, ove si consideri che ancora oggi guide e portolani avvertono che fra Scilla e Cariddi, a causa del livellamento del bacino tirrenico e ionico, si formano correnti (la "montante" verso nord e la "scendente" verso sud) che si alternano ogni sei ore: ne risulta un rimescolio delle acque che forma dei vortici e dei mulinelli che mettono in pericolo le imbarcazioni più piccole.

 

La piantina di Scilla si può dividere in tre parti: Marina Grande, fantastica spiaggia delle sirene costeggiata da una splendida "promenade" è meta preferita dai turisti richiamati dalla sabbia sottile e dai colori violacei del mare; il Castello, posto su una imponente rupe che domina l'intero paesaggio permette di ammirare l'incantevole e suggestivo panorama dei quartieri scillesi; Chianalea, antico borgo di pescatori con le sue caratteristiche abitazioni costruite a ridosso del mare, attraversato da strette stradine proiettate in uno splendido scenario.