La Taberna Mylaensis, il prestigioso gruppo folk di Milazzo (l'antica Milae) nasce durante il folk revival degli anni settanta sotto l'impulso e la guida di Luciano Maio che avvia il recupero della grande tradizione musicale della Sicilia: canti di lavoro, che scandivano ritmicamente, una stagione dopo l'altra, la fatica dei vendemmiatori e dei mietitori, ma anche canti religiosi, d'amore, di rabbia e di protesta. Un recupero musicale che abbraccia diversi secoli: dal Cinquento all'Ottocento, dai canti dell'isolamento e della solitudine a quelli che ruotano attorno alla delusione post-risorgimentale, alle lotte contadine, all'occupazione delle terre. Tutto ciò si identifica in una espressione musicale che diviene prima di tutto musica del mediterraneo cioè una musica che suona come un incrocio di culturale. ******************************************************************************** Taberna Mylænsis, il prestigioso gruppo di musica etníca nasce negli anni settanta sotto l'impulso e la guida di Luciano Maio che avvia il recupero della grande tradizione musicale siciliana che abbraccia diversi secoli: dal Cinquecento all'Ottocento. Il tutto si identifica in una espressione musicale che diviene prima di tutto musica del mediterraneo cioé una musica che suona come un incrocio di differenti culture... " ...La forza della Taberna sta nel fatto che puó fare ascoltare questo senza perdere nulla della sua originalitá; i testi e le musiche diventano metafora utile ad indagare nel sentimento umano". ( Noordzon Festival, Groning NL, 24 agosto 1997) ******************************************************************************** Il cantautore Luciano Maio terrà un concerto dal titolo La chiami Sicilia, Domenica 2 settembre alle ore 21,30, presso il ParcoMuseo Jalari (fraz. Maloto - Barcellona P.G.), il cantautore Luciano Maio dei Taberna Mylaensis, gruppo storico della folk music, terrà un concerto dal titolo La chiami Sicilia, tratto dallultimo cd live omonimo. Accanto a Maio, i musicisti Giuseppe Greco (chitarra), Giuseppe Viola (fisarmonica) e Tony Cigna (percussioni). Lo spettacolo si inserisce nellambito della rassegna musicale programmata dalla direzione del ParcoMuseo Jalari. Il gruppo dei Taberna, la cui musica è prima di tutto musica del Mediterraneo, che suona come crocevia di culture, nasce dal lontano 1975 per dare nuova voce e più moderna valorizzazione alla musica popolare con un mirabile lavoro di ricerca e di recupero. La forza del gruppo è che può far sentire tutto questo senza perdere originalità ed identità. I Taberna Mylaensis operano da anni soprattutto in Nord Europa, invitati nei più importanti festival internazionali di Worl Music ******************************************************************************** SICILIAN MUSIC IN CONCERT IN COPENHAGEN The Taberna Mylaensis group from Milazzo to promote local musical traditions (News ITALIA PRESS, 22 marzo 2002) Copenhagen The ethnic Sicilian musical group Taberna Mylaensis from Milazzo will perform on April 5 at the Auditorium of the Italian Cultural Institute in Copenhagen. This prominent Sicilian group was founded during the 1970s by Luciano Maio (voice, classical guitar, mandola, mandolin, and tammorra) in order to preserve the Sicilian musical tradition from the 1500s to the 1800s. The concert in Copenhagen will focus on a classical repertoire that demonstrates the wealth of musical idioms representative of the Mediterranean and its multiple cultures. All pieces are based on original texts and arrangements that become metaphors for intimate human sentiment and, at the same time, an anthropological search for Sicilian ethnic-folk culture. This visit to Copenhagen is but one of the many international stops that Taberna Mylaensis will make during its itinerary full of European festivals and tours with other Italian artists like De Gregori and Pino Daniele. News ITALIA PRESS ******************************************************************************** Taberna Mylaensis Fammi ristari 'nto menzu di to brazza Populu e santi Formazione storica per il canto in siciliano nota a livello internazionale che già nella seconda metà degli anni '70 tracciò le strade per un possibile sviluppo del canto tradizionale. Per la prima volta pubblicati in Cd, questi due album traggono notevole valore artistico dall'esperienza di Luciano Maio, grande interprete e fondatore del gruppo, e dalla sua voce che da sempre ha espresso colori e suggestioni ineguagliabil ******************************************************************************** Barcellona: tour della «Taberna Mylaensis» Musica popolare d'«esportazione BARCELLONA Il parco «Jalari» è stato testimone di un grande evento culturale, nonostante la serata sia stata caratterizzata da avverse condizioni meteorologiche. A tenere a battesimo l'ultimo lavoro: «A ballata du mari» è stato il gruppo folk «Taberna Mylaensis». L'ex sodalizio milazzese, guidato da Luciano Maio, è riuscito con il suo nuovo gruppo composto da: Giuseppe Viola (fiati); Ruggero Mascellino (fisarmonica); Giuseppe Greco (chitarra); Tony Cigna (percussioni) e Mario Tarsilia (basso) ad «ammaliare» una vasta e variegata platea «affezionata» alla musica popolare. A presentare il gruppo folkloristico è stato l'ideatore del parco-museo «Jalari», Mariano Pietrini, che ha voluto ricordare ai presenti che l'espressione musicale della «Taberna Mylaensis» s'identifica con lo spirito delle pietre scolpite ed assieme parlano lo stesso linguaggio. Per quasi due ore, Luciano Maio con la sua inseparabile chitarra ha sciorinato vecchi e nuovi successi, riscuotendo applausi a scena aperta. Dal parco «Jalari» di Barcellona è partito ufficialmente il tour della «Taberna Mylaensis», che continuerà con numerosi spettacoli in Danimarca, Turchia e Germania. Al ritorno dalla tournée all'estero, il nuovo cd sarà fatto conoscere in diversi centri della Sicilia. All'inizio di quest'anno, Luciano Maio per festeggiare i suoi 25 anni d'attività aveva immesso sul mercato il live: «La chiami Sicilia» composto da alcune canzoni popolari presentate al pubblico fra il 1978 ed il 2000. «Il nostro ultimo nostro lavoro sostiene Luciano Maio, leader del gruppo musicale è stato pensato, musicato ed elaborato per tenere presente che nella cultura del popolo siciliano esiste una propria «anima» mistica, non astratta dalla realtà, ma armonizzata con l'ambiente naturale della propria terra, dove la scienza popolare si esprime con canti e poesie sugli elementi della natura come il sole, la luna, il vento ed il mare. La rivoluzione della band ha proseguito Luciano Maio segna il trapasso con il vecchio modo d'intendere la musica popolare e questo ha sancito una svolta storica nel modo di fare ed interpretare la musica popolare. Negli ultimi anni, la Taberna Mylaensis si è occupata della filosofia popolare, della cultura siciliana ed in particolare della poesia siciliana del 1200, che si riconduce a Federico II di Svevia». La ricerca antropologica portata avanti dalla «Taberna Mylaensis», che alla fine degli Anni '70 aveva ricevuto particolari citazioni da illustri firme, sta iniziando il nuovo corso e quanto prima il gruppo siciliano tornerà ai vertici delle classifiche della musica popolare nazionale ed internazionale. Giusy Paratore ******************************************************************************** Cambiando del tutto genere, passo all'ascolto di L'Anima du munnu (Taberna Mylaensis - Paradox, disco di cui ci siamo già occupati in un articolo di Piero Bottali sul numero di settembre), un CD indefinibile e straordinario (soprattutto se si è in grado di comprendere il siciliano), che mette subito in evidenza, in modo ancor più tangibile di prima, la propensione dei diffusori a scomparire letteralmente dalla scena. La voce del cantante viene resa con una naturalezza ed una fedeltà timbrica che lasciano di stucco, mentre le chitarre acustiche sono davvero complete di tutte le loro naturali risonanze. Il suono è a tratti maestoso, ma sempre molto pulito e levigato, ed in basso si conferma la generosissima estensione della linea di trasmissione, non disgiunta però da un ottimale senso di articolazione e smorzamento. ******************************************************************************** ARTICOLI RECUPERATI SU INTERNET...CONTINUA -------------------------------------------------------------------------------- GLI ARTICOLI DELLA TABERNA SULLA GAZZETTA DEL SUD DAL 1998/2001 Milazzo / Taberna Mylaensis: l'anima di Trinacria Alberto Nania MILAZZO - Forse lo spirito che oggi anima la Taberna Mylaensis, gruppo musicale tra i più rappresentativi della tradizione siciliana non è più lo stesso. Forse l'ispirazione folk-revival che nei primi anni '70 diede vita alla prima formazione è solo un ricordo. Forse i continui cambi di guardia e le contaminazioni musicali dell'ultima ora hanno preso il sopravvento. Una cosa è certa: la Taberna continua a far parlare di se. In parte si deve a un cantautore come Luciano Maio (voce storica del gruppo) da sempre impegnato a portare avanti un progetto artistico nella quale oggi sono sempre più le giovani leve a trovare spazio e quindi a riconoscersi, apportando nuova linfa. Sostanziale è poi la presenza e il calore dei numerosi fan (vecchi e nuovi) che non perdono occasione di assistere a ogni esibizione che il gruppo tiene ogni qualvolta torna in Sicilia (da anni ormai Luciano Maio e compagni si esibisce per lo più in nord Europa). Ascoltarli dunque al Castello di Milazzo (il concerto è stato organizzato dall'associazione «La Penisola») ha significato rivivere la vera anima della Sicilia e non solo: un'esibizione che ha assunto i toni della festa popolare e dove il vero protagonista è stato ancora una volta il pubblico. Diciamo subito che per motivi tecnici non dipesi dall'organizzazione il concerto è slittato di un'ora e mezza ma ciò non ha compromesso lo spirito della serata che è comunque andata a buon fine. Maio racconta la sua terra e lo fa senza piagnistei, senza rassegnazioni, senza proclami, la sua è una Sicilia che guarda al futuro pur non perdendo di vista le proprie radici culturali. Risuonano così le nanni nanne di chi «La chiama Sicilia» e «Fammi ristari nto menzu di to brazza» dove ai ritmi lenti che esprimono il dolore e la malinconia si succedono quelli incalzanti dell'«Anima du mundu», «Terra bruciata», «Allah montagna» e «Mari», brani che si rifanno alla tradizione etnica non solo dell'isola, ma del mare in cui questa è immersa e che la circonda. Dalle varie aree del Mediterraneo provengono i ritmi, gli strumenti e gli arrangiamenti che compongono le sue canzoni ricche di originalità: «A ballata du mari» e «Sciruccata», entrambi pezzi inediti che presto faranno parte del nuovo cd sono un esempio. Sul palco accanto a Maio, la fisarmonica del giovane Antonio Vasta ha contrappuntato ogni passaggio poetico, arricchito dalle sonorità ora arabe, ora greche, ora flamenche del chitarrista Giuseppe Greco. Mario Tarsilia al basso o al contrabbasso, quando richiesto, ha contributo a tessere eleganti ritmiche. I fiati di Orazio Maugeri e le sue incursioni jazzate hanno poi vivacizzato l'atmosfera, raffinando al contempo un sound che Salvo Compagno alle percussioni, quando ne ha avuto la possibilità, ha trasformato in un richiamo tribale scandito dagli applausi del pubblico rimasto entusiasta.18/08/02 -------------------------------------------------------------------------------- Mantenere l'identità attraverso il dialetto Alberto Nania BARCELLONA Mantenere viva l'identità culturale di un popolo vuol dire soprattutto continuare ad alimentare il proprio dialetto. In Sicilia la percentuale di coloro che lo parla correntemente si sta abbassando sempre più. Salviamo il dialetto è dunque questo l'appello lanciato dal presidente della Federazione italiana tradizioni popolari, Lillo Alessandro a conclusione del convegno sul tema «Il folklore: usi e tradizioni del popolo siciliano», tenutosi nella sala conferenze del parco museo Jalari di Barcellona. «Noi facciamo molto male a non parlare il dialetto ha detto Alessandro la lingua siciliana sta morendo, i giovani lo considerano volgare e la scuola non fa nulla per rivalutarlo, eppure in Italia eminenti professori universitari lo studiano». Sulla questione è intervenuto anche il dialettologo Giuseppe Labisi della società internazionale dialettologia e geolinguistica, il quale richiamando l'attenzione sulle varietà alloglotte presenti in Sicilia (tra queste il gallo italico) ha ribadito l'importanza di mantenere in vita tali minoranze linguistiche. «La dimensione dialettologica ha spiegato Labisi di norma viene omessa dagli stessi storici della cultura materiale, museografi ed etnografi, i quali non hanno quasi mai curato indagini utili alla ricostruzione dei cicli di lavoro tradizionali, nomenclando in dialetto i vari oggetti». Organizzato dall'associazione folklorica «Longano» presieduta da Carmelo Aliquò, moderatore della serata, in collaborazione con l'associazione culturale etnografica ambientale «Jalari», il convegno al quale hanno preso parte tra gli altri il responsabile ricerche gruppo «Longano», Giuseppe Saraò (che ha brevemente sintetizzato le attività svolte in questi anni dal gruppo folklorico barcellonese, sempre attento alla ricerca filologica delle rievocazioni storiche), il prof. Mariano Pietrini, l'etnomusicologo, Mario Sarica (recentemente insignito del premio «Colapesce») e lo storico Santi Correnti è servito tra l'altro a fare il punto sullo stato di conservazione dei beni etnografici nella provincia di Messina, ricca di testimonianze etnoantropologiche. Sarica, che da anni cura il museo di cultura e musica popolare dei Peloritani, ha illustrato la sua esperienza museografica di conservazione e valorizzazione delle tradizioni musicali. «Gli strumenti musicali ha detto Sarica nella cultura popolare assolvono a una funzione primaria. Intimamente legati alla scansione delle stagioni essi testimoniano usi e costumi di una comunità». Su quest'ultimo argomento è intervenuto lo storico Correnti; la sua, più che una relazione, è stata una divertente chiacchierata farcita di una miriade di aneddoti curiosi e divertenti. Storie di gente comune, storie di uomini e donne coraggiose quest'ultime più diplomatiche, discrete, pronte a sfidare tutto e tutti. Correnti nel giudicare il carattere dei siciliani ha distinto tre principali caratteristiche: l'umorismo, la creatività e la diffidenza. A margine del convegno intervallato da alcuni interventi musicali di Luciano Maio dei Taberna Mylaensis, il gruppo folklorico «Longano» ha tenuto uno spettacolo.03/01/02 -------------------------------------------------------------------------------- MANIFESTAZIONI ESTIVE Taberna Mylaensis al castello di Milazzo MILAZZO Musica forte, che vibra, che avvolge. Musica mediterranea, che parla di vento, di sale, di sudore, di terra bruciata. È questa la musica che Luciano Maio e il suo progetto artistico targato Taberna Mylaensis, ci farà ascoltare domani alle 21,30 al teatro al Castello su iniziativa dell'associazione culturale La Penisola. Una musica che sa ora di note arabe, ora di danze greche, ora di nenie siciliane dove ai ritmi lenti che esprimono il dolore e la malinconia si succedono quelli incalzanti, che comunicano vivacità e allegria attraverso un percorso che legittimato dal folk revival anni '70 è andato via via contaminandosi. Ad accompagnare Luciano Maio, che oltre ai pezzi storici proporrà alcuni brani inediti in uscita con il prossimo cd, ci sono Giuseppe Greco (chitarra), Orazio Maugeri (fiati), Antonio Vasta (fisarmonica e zampogna a paro), Mario Tarsilla (contrabbasso e basso acustico) e Salvo Compagno (percussioni).18/08/02 -------------------------------------------------------------------------------- La world music di Luciano Maio conquista il pubblico del Jalari Alberto Nania BARCELLONA È un pubblico in visibilio catturato da un'interpretazione intensa e coinvolgente quello accorso numeroso al Jalari per assistere all'esibizione di uno tra i più affermati rappresentanti della world music d'estrazione siciliana: il cantautore Luciano Maio ( nella foto) già leader storico deI Taberna Mylaensis, accompagnato dal nuovo gruppo, ha reso ancora una volta omaggio alla sua terra natia. Risultato: una grande festa popolare nella suggestiva cornice etnografica del parco museo di contrada Maloto ha richiamato più generazioni riunite in perfetta armonia a ballare e cantare sulle travolgenti ritmiche d'ispirazione folk. Un mix di nenie arabe, accordi flamenchi, ritmi nordafricani, melodie normanne e richiami musicali greci hanno costituito l'humus ideale per raccontare in musica la Sicilia, la sua anima, l'anima di tutti i popoli che nei secoli l'hanno attraversata. Quello proposto dalla band è stato un meraviglioso viaggio all'interno della cultura popolare a tre punte, avente precisi riferimenti storici, mitologici e di tradizione. Condotto per mano tra virtuosistici arrangiamenti di chitarra, incursioni di fisarmonica tonante e flautati strumenti d'estrazione etnica, lo spettatore si è ritrovato immerso in una dimensione mistica non astratta dalla realtà, ma armonizzata con il contesto culturale della propria terra, ma armonizzata con il contesto culturale della propria terra, ovvero la Sicilia, terra africana, terra «taliana, terra du tunni... un centru du munni». Da Lu Diamanti a Terra bruciata passando per Unu avanti e centu arreti, L'anima du munnu, Binidittu sia e la stessa La chiami Sicilia, le citazioni di poeti come Ignazio Buttitta, Gesualdo Bufalino, Giovanni Verga e Giuseppe Pitrà ci riconciliano con gli elementi della natura: il sole, la luna, il vento e il mare. Ma anche richiami a chi governa la vita e l'azione dell'uomo sono presenti in Cu jè, Cantu l'amuru, Malasorti, San Giuseppe, Novi misi, Luciano Maio si interroga e ci interroga su quale sarà il nostro destino di siciliani. Ecco riapparire il tema della speranza, un grido di denuncia contro i mali che vola alto. Guardare avanti senza perdere di vista le proprie radici culturali è la sentisi a cui approda la ricerca antropologica dell'artista milazzese. Assoluta e di grande trasporto la resa esecutiva dei sei componenti coadiuvati a dovere da un Pino Greco in grande forma. I suoi disegni armonici alla chitarra sostenuti dalle percussioni sempre in tiro di Fabrizio Giammanco, arricchiti dai giri di basso del giovane Mario Tarsilia hanno creato perfetti giochi poliritmici in cui trovavano posto ora le contorsionistiche volatine su fisarmonica di Ruggiero Mascellino ora le incursioni indiavolate dei mandolini dello stesso Maio ora le insuflazioni lignee di Giuseppe Viola (zampogna, pifferi,sax alto) risultate eccellenti. Sempre gradito lo special Taberna con i più classici pezzi di Barbablù a La Sicilia è la terra di li rosi. Finale tutto in crescendo tra gli applausi del pubblico. Numerose le richieste di bis dopo l'accorata Tammuriata 123. Una versione assolo di U Tritola accolta con ovazione.06/09/01 -------------------------------------------------------------------------------- barcellona / Musica etnica stasera al Parco Jalari Alberto Nania BARCELLONA Una festa in musica, che avrà risvolti popolari, vedrà protagonista, questa sera alle 21,30, nella suggestiva cornice etnografica del parco museo «Jalari», frazione Maloto, il cantautore milazzese Luciano Maio, già leader storico dei Taberna Mylaensis, esibirsi in concerto con il nuovo gruppo musicale. Artista di solida formazione folk, Maio nel 1975 diede vita a quella che poi si trasformerà nella storica formazione dei Taberna Mylaensis, prima con Bobo Otera e successivamente con Tanino Lazzaro. In quegli anni i Taberna riscoprono la grande tradizione musicale siciliana che abbracciava diversi secoli dal XVI al XIX secolo: dai canti di isolamento e solitudine, alle canzoni che ebbero originie dalla delusione post-risorgimentale, a quelli che si riferiscono alle lotte contadine, alla occupazione delle terre, al massacro di Portella delle Ginestre. Con l'avvento degli anni '90, il gruppo dei Taberna, allora formato, oltre a Maio, da Tanino Lazzaro, Nando La Rosa, Giuseppe Greco e Massimo La Guardia, sfornerà due riuscitissimi progetti discografici: il primo nel '96 con l'album «Allah Muntagna», il secondo nel '99 con «L'anima du munnu», il tutto sotto il patrocinio dell'associazione culturale «Taberna Mylaensis». A distanza di due anni, Luciano Maio, che non fa più parte dell'associazione culturale "Taberna Mylaensis", ha costituito una nuova formazione con la quale tutt'ora collabora. Accompagnato dai musicisti Giuseppe Greco (chiatarre), Giuseppe Viola (flauti), Ruggiero Mascellino (fisarmonica) e Tony Cigna (percussioni), Luciano Maio ripercorrerà questa sera per la gioia di tutti i fans l'intera carriera musicale. In anteprima verrà presentato il singolo «La chiami Sicilia», struggente ballata che recita così: «La chiami Sicilia, terra africana / la chiami Sicilia, terra 'taliana, / la chiami Sicilia, terra du munnu / Ma pi mia... è u centriu du munnu». «Esplorare l'anima della Sicilia spiega Maio , un'isola al centro del vecchio mondo mediterraneo, incrocio delle diverse culture che si susseguono l'una dopo l'altra, è il significato più autentico che io do alla mia musica; far sentire tutte queste influenze senza perdere alcuna delle loro originalità e identità è l'obiettivo primario».02/09/01 -------------------------------------------------------------------------------- Milazzo / Festeggia la Taberna Mylaensis Venticinque anni d'attività Alberto Nania MILAZZO La Taberna Mylaensis festeggia i venticinque anni di attività discografica. Luciano Maio che del gruppo musicale (costituitosi a Milazzo nel 1975) ne è il leader storico, ha voluto omaggiare tutti i fan, pubblicando un cd live che raccogliesse alcuni tra i maggiori successi della band. L'album dal titolo «La Chiami Sicilia», in uscita in questi giorni in promozione con la Gazzetta del Sud (cd + giornale £ 11.400 solo cd 9.900), contiene 11 brani eseguiti dal vivo tra il 1978 e il 1997 e tratti dai concerti che la band ha tenuto ad Instanbul, Amsterdam, Copenhagen e Scheveningen. Presenti nel Cd gli altri componenti che in questi 25 anni si sono legati alla Taberna: Bobo Otera, Franco Salvo, Carmelo Gitto, Alberto Cocuzza, Tanino Lazzaro, Nando La Rosa, Massimo La Guardia. Il loro contributo si è rivelato determinante per il proseguo artistico della formazione che è riuscita nonostante vari avvicendamenti a rimanere sulla cresta dell'onda. Fondamentale in tal senso la presenza più che ventennale del fisarmonicista ed arrangiatore Tanino Lazzaro. Dal lontano '77, anno in cui la Taberna venne chiamata a supportare il tour di Francesco De Gregori, la band milazzese ne ha fatta di strada. Firmato un contratto per la RCA con la pubblicazione di tre album «Fammi Ristari» '77, «Populi e Santi» '78 (recentemente ripubblicati in versione cd per l'etichetta discografica «Teatro del Sole» di Palermo su licenza della BMG, Ricordi) e «Parco Lambro», la Taberna nel 1978 tenne il suo primo tour nei Paesi Bassi. Nel '96 pubblica con la Pan Record , etichetta discografica olandese specializzata in world music, l'album «Allah Muntagna»: il disco venne distribuito in tutto il mondo. La popolarità dei bottegai milazzesi che nel frattempo si sono costituiti in associazione (presidente Nando La Rosa, componenti Tanino Lazzaro e Luciano Maio), in Nord Europa arriva a livelli finora mai raggiunti da band italiane nell'ambito della Folk music. Il nuovo album L'anima du munnu del 1998 ne è la dimostrazione. Per i fan di sempre e per quelli che solo di recente si sono avvicinati alla musica dei Taberna, il live La chiami Sicilia costituisce uno straordinario documento storico da non perdere. Luciano Maio si esibirà a Milazzo al teatro al Castello, domani sera alle 21,30. 17/08/01 -------------------------------------------------------------------------------- Luciano e i ragazzi della Taberna Storia on the road nata a Milazzo Alberto Nania MILAZZO A volte tornano. Stavolta con un sogno realizzato, tra tante fatiche. Parliamo di Luciano Maio, leader storico dei Taberna Mylaensis, formazione che negli anni '70 e '80 ha tracciato la storia della musica di tradizione popolare siciliana. La vicenda di Maio, oggi cinquantunenne, non è tanto diversa da quella di molti altri suoi coetanei, pionieri della cultura on the road. È in quel contesto che l'espressione artistica in particolar modo quella musicale ricopre una posizione centrale. Prima con il gruppo «Le lamette» e successivamente con i «Fops», (componenti Carmelo Gitto, Gabriele Cento e Nino Repici) Maio si forma musicalmente. I suoi modelli sono i grandi rocker americani e inglesi. Al contempo però Milazzo le sta stretta e così la voglia di conoscere cosa ci fosse al di là dello stretto lo induce a peregrinare da una città all'altra. Zaino in spalla e senza fissa dimora, da buon «figlio dei fiori» gira in lungo e largo l'Europa, entrando in contatto con diverse culture e tradizioni. Vende i propri quadri e si esibisce con la chitarra. Ma forse la nostalgia di casa è più forte di quanto sembra; il suo essere siciliano non lo distoglie dalle proprie radici e decide allora di ritornare in patria. Con l'amico Santo detto Bobo Otera, Luciano darà vita ai Taberna Mylaensis, ovvero i «Bottegai di Milazzo» nome che tprende spunto dalla bottega del vino meglio conosciuta come taverna, gestita allora dalla madre di Bobo, la signora Flavia, in via Nino Ryolo. La Taberna vuole essere innanzitutto un progetto artistico-cultuale che nasce con l'idea di dare nuova voce e più moderna valorizzazione alla musica popolare siciliana. L'anno è il 1975: il Folk revival dilaga tra i gruppi musicali. Per Luciano e compagni, tra cui spicca la presenza di Carmelo Gitto, altra voce tonante del gruppo, Franco Salvo e Alberto Cocuzza, ha inizio un mirabile lavoro di ricerca e di recupero. L'etichetta IT di Roma di proprietà di Vincenzo Micocci, li chiama per un provino, successivamente visionato dalla Rca, etichetta per la quale la Taberna pubblicherà con successo due album: «Fammi ristari 'nto menzu di to brazza» nel '76 e «Populu e Santi» nel '77. Da allora la Taberna si è conquistato un posto di rilievo prima nel panorama della musica folk italiana e poi in quello ben più ampio riconosciuto sotto il nome di World music. Luciano Maio che non esita e definirsi un importatore ed esportatore di culture, vive e opera oggi per lo più ad Amsterdam in collaborazione con l'Istituto di cultura italiana, ma appena può ritorna nella sua Milazzo, terra da cui trae ispirazione. Attualmente in Sicilia sta tenendo un tour, a Milazzo si esibirà il 18 e festeggerà in musica i venticinque anni d'attività discografica con gli amici di un tempo. A volte tornano.11/08/01 -------------------------------------------------------------------------------- Abbinato alla «Gazzetta del Sud» il nuovo cd dei Taberna Mylaensis È in questi giorni nelle edicole di Messina e provincia in promozione con la Gazzetta del Sud il nuovo cd live della Taberna Mylaensis, dal titolo «La Chiami Sicilia». L'album, una sorta di meraviglioso viaggio in musica dagli albori del Folk revival anni '70 alle attuali sonorità etniche d'estrazione mediterranea, racconta venticinque anni di attività discografica della storica formazione capitanata dal milazzese Luciano Maio. Prodotto dall'etichetta olandese Paradox, il cd della Taberna conta 11 brani eseguiti dal vivo tra il 1978 e il 1997 e tratti dai concerti che la Taberna ha tenuto a Istanbul, Amsterdam, Copenaghen e Scheveningen. Costituitasi nel 1975 per dare nuova voce e più moderna valorizzazione alla musica popolare siciliana con un mirabile lavoro di ricerca e di recupero, il progetto artistico-culturale «Taberna Mylaensis» ha ottenuto nel corso degli anni sempre maggiori affermazioni sia in campo nazionale che internazionale. Chiamata a supportare nel lontano '77 il tour di Francesco De Gregori, la formazione di Luciano Maio ha firmato un contratto per la Rca con la pubblicazione di tre album, «Fammi Ristari» '77, «Populi e Santi» '78 (recentemente ripubblicati in versione cd per Teatro del Sole di Palermo su licenza della Bmg, Ricordi) e «Parco Lambro». Nel 1978 la Taberna parte per il suo primo tour nei Paesi Bassi e nel 1984 rappresenta l'Italia al Festival internazionale di poesia e musica popolare a Rotterdam. È proprio dall'Olanda che la Taberna stringe i suoi più importanti rapporti di lavoro: l'album «Allah Muntagna» porta la firma della Pan Record, etichetta olandese specializzata in world music. Il disco venne distribuito in tutto il mondo. Nel 1998 l'album «L'Anima du Munnu» segna la svolta. (a.m.)08/08/01 -------------------------------------------------------------------------------- In edicola con «Gazzetta del Sud» il nuovo cd della Taberna Mylaensis Alberto Nania MILAZZO È in edicola e lo sarà fino al 18 agosto in promozione con la Gazzetta del Sud il nuovo cd live della Taberna Mylaensis dal titolo «La Chiami Sicilia». Prodotto dall'etichetta olandese Paradox, il cd della Taberna, formazione tra le più rappresentative dell'attuale scena musicale mediterranea, conta di 11 brani eseguiti dal vivo tra il 1978 e il 1997 e tratti dai concerti che la world band del milazzese Luciano Maio ha tenuto a Instanbul, Amsterdam, Copenhagen e Scheveningen. L'album, una sorta di meraviglioso viaggio in musica dagli albori del Folk revival anni '70 alle attuali sonorità etniche d'estrazione mediterranea, racconta venticinque anni di attività musicale della Taberna. Costitutasi nel 1975 per dare nuova voce e più moderna valorizzazione alla musica popolare siciliana con un mirabile lavoro di ricerca e di recupero, il progetto artistico-culturale «Taberna Mylaensis» ne ha fatta di strada. Chiamata a supportare nel lontano '77 il tour di Francesco De Gregori, la formazione capitanata da Luciano Maio ha ottenuto nel corso degli anni sempre maggiori affermazioni artistiche sia nazionali che internazionali. Dopo aver firmato un contratto per la RCA con la pubblicazione di tre album «Fammi Ristari» '77, «Populi e Santi» '78 (recentemente ripubblicati in versione cd per Teatro del Sole di Palermo su licenza della BMG, Ricordi) e «Parco Lambro», la Taberna ha varcato i confini nazionali, tenendo nel 1978 il suo primo tour nei Paesi Bassi. Nel 1984 ha rappresentato l'Italia al Festival Internazionale di Poesia e Musica Popolare a Rotterdam. È proprio dall'Olanda che rinasce in grande stile l'attività discografica della Taberna Mylaensis: l'album «Allah Muntagna» porta la firma della Pan Record, etichetta olandese specializzata in world music. Il disco venne distribuito in tutto il mondo. Nel 1988 l'album «L'Anima du Munnu» segna la svolta. La popolarità della Taberna arriva a livelli finora mai raggiunti da band italiane nell'ambito della Folk music. Annoverata oggi tra le band italiane entrate a pieno titolo nel circuito della world music, la Taberna opera da un paio di anni a questa parte in collaborazione con l'Istituto di Cultura italiana ad Amsterdam ed è presente nei maggiori Festival internazionali di musica popolare. 04/08/01 -------------------------------------------------------------------------------- Gli studenti del Commerciale alla riscoperta delle tonnare MILAZZO Interessante iniziativa degli studenti del Commerciale L.Da Vinci che questa sera alle 21 alla Ngonia del Tono presenteranno una rievocazione delle Tonnare di Milazzo. La manifestazione, intitolata Storie e credenze popolari delle tonnare di Milazzo si prefigge di ripercorrere gli usi e i costumi della comunità mamertina operante attorno alle tonnare negli anni Trenta, considerati quelli di maggiore pescosità. Ad aprire la rassegna, la proiezione di un documentario, realizzato dagli stessi studenti, sui luoghi dove un tempo sorgevano gli stabilimenti per la lavorazione del tonno dislocati lungo tutto il promontorio. Un plastico riproducente in scala la tonnara della Baia del Tono verrà collocato di fronte la chiesetta della Madonna del Tindari. L'allestimento che vedrà impegnati una settantina di ragazzi è curato dalle professoresse Maria La Malfa e Mariella Ellandri e si avvale della consulenza storico-artistica di Orazio Carnazzo, Peppe D'Amico e Rodolfo Cultrera. Le coreografie su musiche della Taberna Mylaensis, sono di Katya Laquidara; le scenografie sono realizzate da Marina Burrascano e Pasquita Pollicino. (a.n.) Gualtieri, un referendum pro Liguria GUALTIERI SICAMINÒ Dopo Pace del Mela anche Gualtieri Sicaminò ha raccolto le firme per il referendum per chiedere il distacco amministrativo dalla regione Sicilia e l'aggregazione alla Liguria. 514 cittadini hanno sottoscritto il referendum che si svolgerà il prossimo anno. La richiesta è stata indirizzata al sindaco Sciotto tramite l'associazione Tsc di Pace del Mela. L'intento è quello di scuotere il mondo politico siciliano, refrattario alle richieste continue di aiuto da parte dei cittadini. Vengono infatti evidenziate le mancanze della Regione siciliana sul problema ambientale, quali ad esempio la non istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (omissione per la quale la Sicilia sconta ogni anno una penale di tre miliardi). (e.f.)03/06/01 -------------------------------------------------------------------------------- Taberna Mylaensis, il tour europeo comincia stasera ad Amsterdam Alberto Nania MILAZZO Prenderà il via stasera dal Pleintheater di Amsterdam il tour europeo della Taberna Mylaensis. L'etno-band tra le più longeve di Sicilia sbarca in Olanda per promuovere l'ultimo lavoro discografico dal titolo «L'Anima du Munnu» registrato per la Ludus records. Per i siciliani Taberna si tratta di un gradito ritorno dopo i precedenti successi discografici che l'hanno posta all'attenzione dei maggiori festival annuali di world music. Luciano Maio e compagni approdano per la prima volta ad Amsterdam nel 1984 in occasione del «Festival Internazionale di Poesia e Musica Popolare» chiamati a rappresentare l'Italia. Da quel momento sono riusciti a ritagliarsi uno spazio musicale tutto loro, facendosi apprezzare oltre che dalla ristretta schiera di comunità siciliane anche da un'ampia fascia di pubblico olandese. Fondata nel '74 dal milazzese Luciano Maio, voce storica sin dagli albori, la Taberna Mylaesis può oggi contare su un organico completamente rinnovato. Ad affiancare Maio, quattro giovani musicisti di comprovato talento artistico: Giuseppe Greco alle chitarre, Giuseppe Viola (fiati e zampogna), Ruggiero Mascellino (fisarmonica) e Tony Cigna (percussioni). I Paesi Bassi non sono l'unica nazione nord-europea dove la Taberna si esibirà: a Copenhagen infatti la band sarà ospite dell'Etnorama Theater, considerato il tempio danese della musica di tradizione popolare, meta delle più rinomate world-band. «Oltre alla presentazione dei nuovi brani spiega Luciano Maio ripercorreremo in musica buona parte della nostra carriera artistica con la riproposizione di vecchi successi, rielaborati in chiave moderna. Le contaminazioni musicali di estrazione mediterranea che inevitabilmente sono ormai parte integrante del sound targato Mylaensis non devono farci perdere di vista lo spirito e la prerogativa principale del significato della nostra musica ossia la ricerca e il recupero di tutto ciò che culturalmente appartiene alla Sicilia vera e propria Anima du Munnu».23/11/00 -------------------------------------------------------------------------------- Taberna Mylaensis leader della musica popolare siciliana Alberto Nania MILAZZO Attualmente impegnata nella promozione dell'ultimo cd «L'anima du munnu», la Taberna Mylaensis ha varcato definitivamente i confini regionalistici della propria terra entrando a pieno titolo nel circuito della World music. Menzionata tra le formazioni leader della musica popolare siciliana, la formazione di Luciano Maio nel suo girovagare per il Nord-Europa non perde occasione (quando le viene data) di tornare a suonare per la propria gente. A Milazzo, suo paese d'origine, Luciano Maio a distanza di un anno, da quel concerto di beneficenza a favore dei profughi del Kosovo, si è presentato con una nuova formazione, orfana per il momento dell'altro componente storico, il fisarmonicista Tanino Lazzaro, sostituito da un altrettanto valente Ruggiero Mascellino. Al teatro al Castello la Taberna assieme alla ballerina (anche lei di origine milazzese) Donella Bucca ha dato vita allo spettacolo «Gira, volta e firria». Un progetto coreutico-musicale alla quale hanno preso parte oltre alla Bucca, undici elementi tra uomini e donne facenti parte del laboratorio diretto dalla stessa. Lo spettacolo montato in poche settimane ha avuto il beneplacito degli spettatori consapevoli che la maggior parte dei ballerini era alla prima esperienza pubblica. Per nulla intimorito dalla platea, il giovane corpo di ballo ha mostrato per quanto fosse possibile quella grinta e caparbietà che si addice a qualsiasi novello desideroso di emergere. È inutile dire che con la Bucca sul palco il salto di qualità era avvertibile a tutti soprattutto nelle performance a solo, i momenti più interessanti della serata. A fare da cassa di risonanza un sestetto in perfetta forma alle prese con sonorità e ritmiche mediterranee, leitmotiv di brani tratti dai cd «L'anima du munnu» e «Allah muntagna». In questa bolgia infernale di armonie intrecciate, rimescolate secondo un filo conduttore che trova la sua radice nella cultura siciliana intrisa di influenze le più variegate: dalla nenia araba, all'accordo flamenco, alla melodia normanna fino ad arrivare al richiamo musicale greco e nordafricano. «Tutto ciò - come suggerisce lo stesso Luciano Maio - è la Sicilia, la sua anima, l'anima di tutti i popoli che nei secoli l'hanno attraversata lasciando impressa in noi la nostra sicilianità». Da terra bruciata a Lampabbò... Lampà e ancora Allah muntagna e la strugente Cu jé è stato un continuo incalzare di emozioni e suggestioni fino allo sfogo finale dei singoli elementi: Giuseppe Greco, Ruggiero Masciellino, Giuseppe Viola, Fabrizio Giammarco, Giorgio Trifirò, Luciano Maio collaborati da Peppe D'Amico e Giovanni Ragno.31/08/00 -------------------------------------------------------------------------------- Milo / Lo spettacolo L'anima du Munnu Un viaggio nella cultura popolare Paolo Amato MILO Puntano decisamente alla qualità e alla riflessione culturale le proposte musicali con cui il Comune e la Pro loco di Milo hanno voluto alternare il programma delle serate tematiche indette in quest'ultimo scorcio d'estate nell'ambito della rassegna «Vinimilo 2000», che si concluderà il 10 settembre. Il centro pedemontano dell'Etna, che le riviste specializzate hanno eletto qualche anno fa «Villaggio ideale d'Italia» tant'è che artisti come Lucio Dalla e Franco Battiato l'hanno scelto come residenza estiva, diventa in questi giorni «L'anima du Munnu», per parafrasare il tema centrale dell'incontro musicale con la «Taberna mylaensis» che ha aperto le manifestazioni di quest'anno. Il gruppo milazzese fondato da Luciano Maio non ha smentito le attese di un'interpretazione intensa di colori tonali e ritmi coinvolgenti, proponendo un viaggio all'interno della cultura popolare siciliana che ha precisi riferimenti nella storia e nel lavoro dell'uomo, nelle passioni e nel mito, nell'originalità della lingue e nella natura. Le citazioni di autori come Buttitta, Verga, Bufalino, Ovidio, Pitrè, o quelle bibliche e mitologiche, nel repertorio proposto dalla «Taberna mylaensis» costituiscono certamente fonti autorevoli d'ispirazione arricchite dalla personale ricerca antropologica che attinge al mondo contadino, alla terra, al mare, agli amori e alle credenze popolari. Ma esse sono solo i mezzi per giungere a un'espressione del tutto originale, nella quale anche le note assumono forma di parole, allorché con intensi e delicati accenti timbrici raccontano l'anima, sfogliando e interrogando, con le cadenze dei ritmi autenticamente mediterranei, il diario del tempo che governa la vita e le azioni dell'uomo costantemente proteso a interrogare se stesso e il proprio destino. « Cu jè chi duna a vita, nasciri, crisciri, 'nvicchiari e poi muriri... Cu jè ddu Diu chi fici u munnu tali senza sapiri si fici beni o mali ». Con i dieci brani che costituiscono «L'anima du Munnu» il gruppo di Milazzo recupera in maniera forte il tema della speranza, forse in controtendenza rispetto al passato, ovvero rinunciando volutamente alla struggente vocalità che caratterizza la precedente produzione musicale popolare, attenta forse più alla denuncia dei mali che al bisogno di una positiva reazione.29/08/00 --------------------------------------------------------------------------------Taberna Mylaensis dal vivo per i profughi del Kosovo MILAZZO Oggi alle 19.30 al Paladiana di Milazzo la Taberna Mylaensis, gruppo leader nella riproposizione di musica popolare siciliana, terrà un concerto di beneficenza a favore dei profughi del Kosovo. Il ricavato della serata, tramite la missione «Arcobaleno», servirà a finanziare progetti umanitari nei Balcani colpiti dalla guerra. All'iniziativa che vede coinvolti gli alunni delle scuole milazzesi, hanno preso parte molte associazioni cattoliche e di volontariato. Da venticinque anni (anniversario che ricorre nel 2000) sulla scena musicale internazionale, la Taberna Mylaensis, inseritasi a pieno titolo nel circuito della world music, è impegnata in un progetto di ricerca e recupero delle tradizioni musicali siciliane, con l'intento di divulgare e valorizzare la cultura siciliana nel Mondo. Dopo la fortunatissima tournée olandese, la Taberna proprio in questi giorni è stata invitata a partecipare al «Festival della World music» di Istanbul, con due concerti che hanno riscosso grande successo. «L'esperienza di Istanbul è stata straordinaria spiega Tanino Lazzaro (fisarmonicista del gruppo) i turchi hanno mostrato di essere molto interessati alla nostra musica, questo ci gratifica e ci spinge ad andare avanti». A Milazzo il gruppo, composto da Luciano Maio, Tanino Lazzaro, Massimo Laguardia, Giuseppe Sgrò, Hans Minnaert, Giuseppe Greco, Pippo Garufi, proporrà i brani dell'ultimo Cd «L'anima du munnu», tra cui la canzone «terra bruciata» che dà il titolo alla manifestazione. L'album pubblicato dall'etichetta olandese Pan Records, attualmente in promozione nel nord-europa, uscirà in Italia nei prossimi giorni.08/05/99 -------------------------------------------------------------------------------- Taberna Mylaensis» da domani a Istanbul alla «World music» MILAZZO Ancora un importante riconoscimento per la «Taberna Mylaensis», il gruppo mamertino impegnato nello studio della musica mediterranea e che si appresta, nel 2000, a festeggiare i venticinque anni di attività. Dopo il successo ottenuto nei mesi scorsi in Olanda, «Taberna Mylaensis» è stata invitata a partecipare al prestigioso «Festival della World music» di Istanbul, in Turchia, in programma da domani al 28 aprile. Nell'occasione il gruppo, composto da Luciano Maio, Tanino Lazzaro, Pino Greco, Tony Cigna e Hans Minnaert, proporrà i brani dell'ultimo Cd «L'anima di munnu». «Taberna Mylaensis», in questi giorni a Milazzo, ha anche dei contatti aperti con la Legambiente del Tirreno (recentemente organizzatrice di un revival alla memoria di Fabrizio De Andrè) per cercare di organizzare, la prima domenica di maggio, e quindi al ritorno da Istanbul, due concerti di beneficenza per il Kosovo. La manifestazione sarà denominata «Terra bruciata» (dal titolo di una delle ultime canzoni della «Taberna Mylaensis») e destinata agli alunni delle scuole milazzesi.23/04/99 -------------------------------------------------------------------------------- Stasera il gruppo etnico in concerto a Caulonia Taberna Mylaensis, anima siciliana CAULONIA L'esigenza di testimoniare una propria anima mistica, non astratta dalla realtà, ma armonizzata con l'ambiente naturale della propria terra, dove la scienza popolare si esprime con canti e poesie sugli elementi, la natura come il sole, la luna, il vento e il mare, che trovano nel canto «benidittu sia cu fici lu munnu» un'espressione d'amore che sta alla base del lungo e importante lavoro della «Taberna Mylaensis». Nato durante il «Folk revival» degli anni '70, il gruppo, dopo aver partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive, ha preso anche parte a numerosi festival etnici europei, affermandosi con successo nel 1984 al «Poetry International» di Rotterdam e riscuotendo particolare popolarità proprio in Olanda. Nell'arco di una lunga carriera caratterizzatasi per una intensa ricerca culturale (si pensi al sodalizio del '77 con il poeta siciliano Ignazio Buttitta, autore di numerosi testi delle loro più belle canzoni), i «Taberna Mylaensis» hanno così liberato insieme con altri grandi esponenti folk, quali Rosa Balistreri, Cicciu Busacca e il «Gruppo Favarese», la musica popolare siciliana dall'asettico cliché da turismo oleografico, restituendole la capacità di esprimere sentimenti profondi, rabbia, frustrazione e forse speranza. Avvalendosi e degli strumenti tipici della tradizione siciliana (marranzano, chitarre e fisarmoniche) e di quelli dell'area mediterranea (tamorre, djmbé, congas, percussioni, tamburelli, etc.), i «Taberna Mylaensis» creano una nuova musicalità che nasce dal diverso intreccio di nenie arabe, accordi flamenchi, ritmi nordafricani o richiami musicali greci e che rispecchiano, a loro avviso, l'anima della Sicilia. Un'anima di tutti i popoli che nei secoli l'hanno attraversata e che hanno impresso la sicilianità. Questo spirito del resto non può che non risuonare nella vicina Calabria, crocevia di altrettante culture che, incontrandosi e scontrandosi, hanno dato vita a un modo del tutto particolare di essere, quello calabrese. È questo forte legame tra Sicilia e Calabria, che ha origine da quanto detto e da un necessario, oggi più che mai, bisogno di riscatto, innanzitutto culturale, che ha spinto la Pro Loco di Caulonia ad avere stasera i «Taberna Mylaensis» in concerto in una dimensione allargata con «L'anima du munnu». Cristina Scuteri18/08/98 -------------------------------------------------------------------------------- AGGIORNAMENTO CONTINUO...speriamo con l'aiuto di altri fans che sono in possesso di articoli sulla taberna mylaensis dal 1975/2002--GRAZIE |