Nell’opera di sostegno e solidarietà alla causa della travagliata vicenda nelle terre dell’Himalaya
LA GRANDE IMPRESA:
il contributo alla comprensione di quanto ognuno possa essere testimone e protagonista,
messaggero di valori e civiltà ,
di libertà e democrazia.
In Nepal, come in ogni altra parte
del nostro pianeta
Sua Santità
Tenzin Gyatso - XIV Dalai Lama
in ricordo di
Padre Francesco Orazio Olivieri della Penna “… ci siamo ritrovati tutti insieme, persone appartenenti a diverse culture, diverse razze, diversi credo religiosi, e ci siamo dimenticati di queste differenze, ci siamo ritrovati tutti insieme e ci sentiamo tutti uniti da qualche cosa e penso che questo sia un momento veramente straordinario.
Io penso, e in genere lo ripeto continuamente, che è proprio quel sentimento di simpatia di affetto che si può avere gli uni nei confronti degli altri, che hanno il potere di risolvere i problemi del mondo. Mentre invece se questo sentimento manca, se l'amore verso il prossimo non è sufficiente, allora benché tutti noi siamo esseri umani e allo stesso modo dipendiamo strettamente gli uni dagli altri, a questo buon sentimento si sostituisce invece un atteggiamento egoista e quindi l'interesse a fare del male agli altri per potere ottenere il proprio vantaggio. Ecco che quella è proprio la causa di ogni problema e alla base di ogni conflitto di questo mondo. Se noi vogliamo veramente promuovere la pace dobbiamo assumerci la responsabilità di questo.
… Oggi, per noi invece possiamo comunicare molto più facilmente, viaggiare, incontrarci come e quando vogliamo, questo diventa molto più semplice e quindi bisogna trovare continuamente occasioni per farlo. “
Pennabilli – 15 giugno 1994
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Fra’ Orazio della Penna:
Missionario Cappuccino e Prefetto della Missione in Tibet,
nacque a Pennabilli (PU) nel 1680 e morì a Patan, in Nepal, il 20 luglio 1745 dopo aver dedicato “3" anni della sua vita alla missione tibetana.
INTRODUZIONE
Ricevo sempre con immenso piacere messaggi, notizie e saluti dal Nepal.
Prima c'erano lettere che arrivavano, come dire, con comodo, senza fretta. Ma arrivavano… Adesso che pure dal Nepal è possibile comunicare con i mezzi più rapidi e sempre più "globali" c'è indubbiamente più incertezza e chissà, forse anche censura.
Purtroppo (!?!) la situazione non propriamente idilliaca che da un po' di anni è nata e si è sviluppata in quelle terre, non ha ancora direttamente coinvolto "noi" turisti-viaggiatori e quindi il mondo continua più o meno ad ignorare ciò che accade.
Mai nessun "occidentale" è stato bersaglio di guerrieri maoisti o forze governative e chi si è trovato coinvolto, come è talvolta capitato anche a me negli ultimi anni, al massimo ha dovuto pagare una piccola tassa o subire qualche ritardo o contrattempo.
Purtroppo il Nepal non ha neppure petrolio o altro tipo di "oro materiale”, e così, almeno al momento (e sono quasi 10 anni!), nessuno interviene…
Ma il turismo non poteva certo rimanere estraneo a questa situazione che tra l'altro, a parte brevi periodi di tregue, sembra non vedere rapidi sbocchi solutivi. Così negli ultimi anni il flusso turistico, già di per sé oggettivamente e naturalmente limitato da una destinazione ricca di fascino ma anche di un certo “normale impegno", da collegamenti non comodissimi e da una assai limitata accessibilità, ha subito un calo al limite del disastroso. Considerando anche che il Nepal è tra i paesi più poveri del nostro pianeta.
Un‘ottima strada per arrivare a soluzioni di dialogo e accordi, è stata indubbiamente ben rappresentata dal viaggio del gennaio 2004 quando, insieme alla CARITAS ed alla Polisportiva San Quirico, ebbi l’onore di recare messaggi di Pace ed avviare
“Patti di Fratellanza” da parte della città di Firenze con le città di Pokhara e Kathmandu.
La strada dell’informazione e dell’apertura, dell’invito all’abbandono delle armi ed all’incontro.
L'amico Karna SAKYA in un suo recente messaggio
bene rende l'idea del presente e di cosa ognuno di noi potrebbe fare, anche senza bicicletta (!!!)
e non solo per il Nepal…
Provo a riassumerlo:
"Ancora perdura la situazione di crisi del Nepal.
In tutti questi ultimi anni di agitazioni politiche
il turismo è stato fortemente penalizzato.
E con esso la maggiore fonte economica
del Paese.
Ma il Nepal non è certo l'unico paese
ad avere problemi! Come abbiamo ben visto
il "terrorismo" può colpire
in ogni momento e ovunque.
… perché il Nepal deve pagare tutto questo
in maniera così drammatica?
Vorrei rivolgere una specie di appello a te
ed a tutti coloro che sono interessati
a trasmettere un messaggio positivo:
il Nepal non è peggiore di quasi ogni altra località del nostro pianeta!
E per tutti gli amici del Nepal, un invito:
a non abbandonarci, a non avere paura,
a tornare, a passare parola ad altri amici!
Una piccola goccia può veramente generare
un grande mare,
come un piccolo sforzo
un grande cambiamento… "
Vanessa BERLOWITZ, della TV inglese "BBC",
appoggia il messaggio di Karna,
tra l'altro con un particolare ringraziamento
a Rajendra (di Nepal Nature),
per tutto l'ottimo lavoro svolto durante le riprese
di un recente documentario
nella regione dell'Everest.
Anche altri amici, Patrizio Roversi e Syusy Blady, tra una "tappa" in barca
e un “ballo sotto le stelle”, non si sono scordati del Nepal: sempre mi chiedono notizie e sempre continuano
a testimoniarmi il loro affetto
per quelle terre e quelle genti.
Come Erus Sangiorgi, medico e amico comune dei “Turisti”, da cui per la prima volta “PER CASO” sentii parlare
di Padre ORAZIO e della storia
di una misteriosa campana…
Riordinare un po’ di appunti e fogli, pagine di diario, imbattersi in un’immagine
e cercarne un’altra, un ricordo, un indirizzo, rivedere “xml:namespace prefix = st1 />20” anni di tante cose
e soprattutto di emozioni. Uno sguardo al calendario e poi, magari e sempre per quel famoso “caso”, incontri anche nuovi AMICI che ti propongono di affiancarti nell’avventura…
Ecco che quasi all'improvviso prende corpo e nasce un nuovo progetto, un nuovo “viaggio”. Nuove tappe di informazione
ed apertura, di speranza.
E con la solita grande e serena forza rinnovata prosegue nel contributo
alla causa di una cultura di Pace
e di Solidarietà.
Tanto, la mia bicicletta di Kathmandu è sempre pronta…
Dare un senso ed un valore aggiunto al viaggio…