Silverio Tomeo
La prodigiosa finzione
La diaspora salentina,Bodini,Pagano
Lo studio La prodigiosa finzione riguarda, come recita il sottotitolo, quella che il venerando Oreste Macrì ebbe a definire "la diaspora salentina", cioè un gruppo di letterati, poeti, traduttori, che non arrivò mai ad essere comunità e che il dibattito del secondo dopoguerra arrivò poi a disperdere. Un gruppo intellettuale che vide transiti regionali e un ponte, poi spezzato, nella Firenze dell’ermetismo letterario e critico dell’anteguerra. Due figure d’eccezione, probabilmente le più significative,Vittorio Bodini e Vittorio Pagano, vengono rilette al di fuori degli "accomodamenti" retorici e dalla chiacchiera localistica su quella ricca vicenda intellettuale. Bodini, traduttore e critico pionieristico della letteratura ispanica, Pagano traduttore dal francese antico e dei simbolisti francesi, entrarono consapevolmente negli entusiasmi e nelle delusioni del dibattito del dopoguerra. Bodini poeta ironico, quasi sovversivo, dialogante con la sua personale luna poetica; Pagano poeta di un simbolismo tragico e secolarizzato, consapevole del moderno. Entrambi vanno restituiti a un tentativo di autonomia culturale del Sud ed alla parte più fluida e rammemorante della poesia italiana sino agli anni ’60 e ’70. La tematizzazione incorre necessariamente nella figura di Oreste Macrì, vengono inoltre intercettati anche il poeta-barone Girolamo Comi e Vittore Fiore.
Le disposizioni attorno alla retorica del Novecento letterario appaiono oggi sterili, nello scorcio del secolo, sia se tendenziosamente di tipo fondazionista e categoriale sia se intese come sovrano accomodamento di una cultura estranea al conflitto, al paradosso, alla contraddizione, alla differenza. Pensiero mediterraneo o "meridiano" che sia, la possibilità di una ripresa culturale e democratica del Sud passa attraverso una ripresa di autonomia culturale. Disincanto, secolarizzazione e modernità, sapere tragico, riflessione sul simbolico, apertura dello spazio dell’interpretazione, pluralità delle culture, possono costituire altrettante versioni di una riflessione postmetafisica. Oggi è anche più facile comprendere quelle linee di ricerca e di lavoro intellettuale che si sono mosse, storicamente, verso il superamento delle appartenenze.
Silverio Tomeo è nato nel 1951 all’isola di Ponza. Vive a Lecce. E’ da considerare come autore pugliese. Nel ciclo di impegno degli anni ’70 ha animato fogli collettivi di "movimento". Produce collaborazioni per un quotidiano d’interesse regionale e per alcuni periodici salentini.
In copertina: Paul Klee Giardino subacqueo (1939).
L. 10.000