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La storia della chiesa

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La Chiesa e l'annesso convento dei padri Carmelitani devono datarsi, di certo, anteriormente al 1500. I decreti del 1581 ci danno ulteriore conferma della presenza dei Carmelitani e dell'esistenza della Chiesa che era rivolta ad oriente ed aveva l'ingresso nel vicolo adiacente. Il convento e la chiesa rovinarono a causa del sisma del 1688. Ultimati i lavori di ristrutturazione, il 13 giungo 1693 la chiesa era consacrata da Mons. Marcello Cavalieri, Vescovo di Gravina e vicario apostolico di Benevento. Nuovi danni erano recati dal terremoto del 1702. Il priore Annuba con il signor  Domenico Fontana, per una spesa di 150 ducati, stipulava una convenzione intorno ai lavori da eseguirsi alla balaustra dell'altare maggiore. Sappiamo pure che Giovanni Rauzino eseguiva un'opera di marmo di tutta bontà e perfezione per la costruzione dell'altare maggiore. L'Orsini, che tanto apprezzava l'opera svolta dai religiosi Carmelitani per questa imponente opera di restauto, offriva la somma di 10.000 ducati. Il terremoto del 1732 danneggiava nuovamente la chiesa. Dopo ulteriori lavori fu aperta sul Corso Garibaldi, il convento fu ubicato nel vicolo, la Chiesa ebbe così quella sistemazione che ancora oggi possiamo osservare. Il 23 luglio del     1741, Mons. Manfredi consacrava il sacro edificio: quello della Pietà, eretto a devozione dei patrizi Cardona Albini, quello dell'Assunta, donato dai patrizi Annuba, quello di Sant'Anna, offerto dai signori Liguori, quello di Santa Maria degli Angeli, dai signori Zoppoli. Il 7 aprile 1799 Carlo Popp proclamava l'abdicazione della città e del contado alla repubblica francese. I padri Carmelitani, dopo un'assenza di pochi mesi, ritornarono, ma per breve tempo. In forza del decreto 14 agosto 1806, si allontanarono definitivamente da Benevento. La chiesa e il soppresso convento dei Carmelitani, il 18 aprile 1823 passarono ai Missionari del Prez.mo Sangue che, per volontà di Pio VII, e per desiderio unanime dei cittadini, avevano stabilito permanente dimora in Benevento, fin dal 10 marzo dello stesso anno. La chiesa conserva oggi il suo impianto settecentesco. L'aula è a croce greca con abside quadrata, in questa e nei due bracci della croce si aprono finestre quadrate. Sulla campata centrale del transetto si solleva una cupola bassa. A destra e a sinistra della porta d'ingresso vi sono due acquasantiere in marmo bianco, con vasca a conchiglia su mensole a volute, che sono databili al secolo XVIII. In una grande cornice marmorea è racchiusa la bella tela riproducente la Vergine con S. Luigi Gonzaga, e S. Maria Maddalena, opera di Sebastiano Conca. Nella navata si inseriscono sei cappelle. Nella prima cappella, a sinistra, non vi è altare. Sulla parete è collocata ad olio riproducente l'immagine del Cristo che reca la Croce, a destra, la Madonna. L'altare ubicato nel braccio destro della croce è in mano policromo con paliotto, al centro vi è un tondo con stella intarsiata. Sulla parete, alla notevole tela settecentesca rappresentante Sant'Anna, la Madonna e il Bambino, situata ora nella sagrestia, è stata sostituita la statua policroma di Sant'Anna: è una scultura lignea del 1700 di scuola napoletana. Nel braccio sinistro l'altare anch'esso in marmi policromi ed è presente una tela dedicata a San Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Prez.mo Sangue. Nella seconda cappella è collocata una tela ad olio di mediocre interesse artistico raffigurante la Vergine circondata da Putti. Nella seconda cappella la parete è arricchita da una tela ad olio raffigurante l'Assunta in alto, in basso San Carlo, Sant'Antonio di Padova, Sant'Andrea Corsini, Sant'Alberto.

Preghiera a S.Anna

Dio dei nostri padri,che hai Santi Gioacchino e Anna hai dato il privilegio di avere come figlia Maria, madre del Signore, per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli di godere i beni della salvezza eterna.

Notizie utili

I nomi dei genitori di Maria si conoscono nel   «Protoevangelo di Giacomo» (sec. II). Il culto di Sant'Anna è documentato in Oriente nel sec. VI, in Occidente nel sec. X; quello di San Gioacchino nel sec. XIV. Nel rito bizantino il 25 luglio si ricorda la dedicazione a Costantinopoli di una basilica in onore di Sant'Anna.

 

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