| Fernando TERMENTINI è
un Generale in ausiliaria dell'Arma del Genio dell'Esercito
Italiano che ha maturato un'esperienza ventennale nel
settore della bonifica degli Ordigni Esplosivi (UXOs) e
delle mine in varie aree del mondo. (i
suoi precedenti) |
| AFGHANISTAN,
KUWAIT,SOMALIA,MOZANBICO e BOSNIA sono le regioni dove ha
lavorato quando era in servizio. Attualmente ha messo ha
disposizione la propria professionalità e si dedica alla
bonifica umanitaria fornendo consulenza ad una NGO
italiana - INTERSOS- |
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Autore di molte pubblicazioni tecniche
in materia di bonifica ha partecipato e partecipa a vari forum
internazionali e si dedica alla formazione di personale
dei vari Paesi destinato ad essere impiegato nel delicato
settore della bonifica in generale e dello sminamento in
particolare. Ha partecipato e partecipa quale docente anche a Master di
Peace Keeping organizzati dall'Università di Torino e
dall'Università Roma 3.
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| Dopo la Convenzione di OTTAWA,
la bonifica delle aree minate o infestate da UXOs impegna
l'interesse di studiosi di diritto umanitario, di specialisti
della bonifica e di tutto coloro cui sta a cuore il futuro
dell'umanità . Con la fine di recenti guerre condotte nei
Balcani ed in particolare al termine di quella in KOSOVO
l'argomento mine si è ripresentato nella sua vastità , ma
ingigantito da un altra componente, che forse si dimostrerà nel
tempo ancora più pericolosa delle mine :
In Kosovo è emerso pressante il
problema di altri oggetti inquinanti i terreni del dopoguerra. Ordigni
che oltre alle mine e forse più delle mine impongono immediati
interventi di bonifica: LE CLUSTER BOMBS o "Bombe a
grappolo"
Questo pericolo è stato confermato se non
ingigantito dalla situazione che si è presentata in AFGHANISTAN a
gennaio del 2002, appena terminati i bombardamenti della Coalizione
militare anglo - americana.
La situazione afghana di per sè già grave in
quanto almeno i 2/3 del territorio sono ancora minati, è stata
ulteriormente aggravata dalla presenza di Cluster Bombs inesplose,
anche perchè oggetti sconosciuti alla popolazione e non previsti nei
programmi di Mine Awarennes che vengono svolti ormai da anni nel
Paese.
Percorrendo il territorio afghano non c'è
angolo, strada, terreno agricolo che non sia inquinato dalla presenza
di ordigni bellici non esplosi. Decine di migliaia risalenti al
periodo della resistenza afghana contro l'invasore sovietico, altri
lasciati dai trenta anni di guerra civile, altri ancora derivati dalla
recente guerra .
A questo si aggiungono i milioni di mine ancora
interrati. In alcuni punti per decine di chilometri la campagna che
costeggia la strada è cosparsa di mine, la gente raggiunge le proprie
case attraverso i territori minati percorrendo sentieri appena
tracciati.
Uscire dal sentiero anche per errore significa
rischiare di saltare.
Fernando TERMENTINI a gennaio del 2002 è
arrivato in area ed ha immediatamente avviato l'addestramento ed il
coordinamento degli specialisti locali per fronteggiare il problema .
Le attività sono ancora in corso e fino ad ora hanno permesso di
formare equipaggiare ed impiegare più di 300 specialisti locali nella
ricerca e distruzione di UXOs e Cluster Bombs. |
| Fino ad oggi e nei momenti salienti della campagna
mondiale contro le mine antipersona si è sempre e solo parlato di
mine, trascurando gli UXOs e il restante materiale bellico rimasto non
esploso sul territorio.
Un errore che deve essere nel breve tempo rivisto
ed eliminato.
Una popolazione che vive in un territorio da anni
minato, in qualche modo conosce la natura del pericolo e dove esso è
collocato. riesce in qualche modo a difendersi anche se il problema è
di dimensioni grandissime e provoca ogni giorno incidenti in tutto il
mondo come le statistiche delle Nazioni Unite denunciano.
La stessa popolazione, invece, è attratta
dall'Ordigno bellico non esploso (UXO) in quanto apparentemente
innocuo e che comunque può rappresentare - se manomesso o smontato -
una fonte di reddito laddove procurarsi un reddito minimo è questione
di sopravvivenza.
L'UXO, infatti, è costruito con parti realizzate
con metalli nobili (rame, alluminio, tugsteno, ecc), contiene
esplosivo materia commerciabile per usi leciti e non, è di ferro ed
il ferro può essere venduto. Attira quindi l'interesse di chi ha
bisogno di danaro e non altro mezzo che quello di cercare in giro
qualcosa che possa essere venduto. Spesso, quindi,
tenta di smontare l'ordigno ed asportarne ciò che di prezioso può
contenere. Non lo fa con l'approccio dovuto e quindi incorre in
incidenti gravissimi.
Per questo motivo ed altri simili parlare solo di mine e di
sminamento è un errore concettuale che deve essere eliminato
dall'approccio con cui la comunità internazionale affronta
il problema specifico.
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Si
deve, invece, parlare di
bonifica :
BONIFICARE
SIGNIFICA PULIRE DA TUTTO CIO' CHE SPORCA ED INQUINA. |
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| Per questo l'autore, con
una lunga esperienza maturata "in aree calde del
mondo" nel settore della bonifica dei territori a
rischio per la presenza di mine , ordigni e trappole
esplosive, ha deciso di sottoporre il "tema" a
tutti, attraverso la "rete telematica", con la
speranza che l'iniziativa possa indurre a discutere sul
problema e a innescare lo scambio di opinioni e di
esperienze elementi fondamentali per arrivare ad
ottimizzare le possibili soluzioni.
Questi i motivi principali che hanno indotto a
mettere in rete queste pagine, sicuramente artigianali ma - almeno si
spera - utili a chi desidera studiare la tematica.
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