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Scuola di Incisione Calcografica e Xilografia REMONDINI (Maestro Armando Martini), Bassano del Grappa (VI)
 
BASSANO 2001 - Mostra di Alan Frederick Sundberg "My 100 Prints/ Cento Incisioni" - Scuola di Grafica Remondini.
Congresso Internazionale:
"Bild Druck Papier/ Immagine Stampa Carta" - 24.-27/5/2001 - Museo Civico di Bassano del Grappa (VI) / Museo di Berlino.

Torchio Thiene Stamperia d'Arte di Armando Martini (dal 1971), Villa Ca'Beregane, Thiene (Vicenza) - Scuola  di Grafica - Stamperia - Edizioni - Calcografia e Xilografia - Summer Workshops - Corsi di Grafica - Intaglio Printmaking in Italy - Corsi Estivi - Bassano, Thiene e Venezia - Tel. 0445-861737 - Fax. 0445-380980 - Cell. 0349-0612144
 
Dal 1981 Armando Martini č entrata a far parte dell' "Associazione Incisori Veneti", che ha come scopo la valorizzazione dell'arte incisoria nella sua forma piů elevata. (Vedi: Cultura incisoria veneta" di Giorgio Trentin)
 
INFO
 
Giorgio Trentin |
Associazione Incisori Veneti 

Incisione Calcografica 
 

Con la II edizione della Biennale dell'incisione contemporanea Italia/ Premio Tiepolo "Il segno e la memoria" [18/11/00-21/1/01] conferma la volontà della sua civica amministrazione di valorizzare l'arte incisoria. Questo centro, piccolo per dimensioni territoriali, ma ricco di tradizioni e di significative testimonianze, (come ad esempio la villa Zianigo di Giandomenico Tiepolo), ha preso in consegna l'impegno, che Venezia, almeno per il momento [?], ci sembra abbia dimenticato.

E ciò grazie a una particolare sensibilità che è venuta maturando e soprattutto grazie all'impegno operativo di alcune personalità di spicco come Giancarlo Tonolo, già sindaco di Mirano, i fratelli Marzaro, Beppi e Vittoria Surian e il folto gruppo di persone legate alle molteplici e, spesso, assai notevoli iniziative promosse dal centro Lorenzo Lotto, guidato da Gianfranco Quaresimin, Gianni Mercato, Giovanni Munerati, Luciano Brisson, Giorgio Tonolo. Questa eredità è stata successivamente raccolta dai sindaci Franco Marchiori e Gianni Fardin, da Renata Cibin, già assessore alla cultura, a cui si deve il recupero di un vecchio e antico progetto di Biennale incisoria e la sua felice concretizzazione con la prima edizione del 1998, nelle sale della barchessa di villa Morosini-xxv Aprile e oggi, con pari entusiasmo, tenacia e sensibilità da Luciana Mion, nuovo assessore alla cultura, da Mario Esposito, da lunghi anni autorevole responsabile dell'ufficio Cultura del Comune miranese. L'impegno di tutti è stato quello di offrire uno spazio sia fisico che di divulgazione di quest'arte che spesso viene esclusa con sistematicità dai programmi culturali delle amministrazioni.

Sicuramente i riflessi della vicina Biennale incisoria veneziana alla Fondazione Bevilacqua La Masa, le iniziative alla Galleria Rivière diretta da Vittoria Surian e alla barchessa di villa Morosini-XXV Aprile, in particolare la grande manifestazione dedicata all'opera incisoria dei Tiepolo, e una serie di appuntamenti in varie zone del Veneto come a Cittadella, Padova, Bassano del Grappa, Oderzo, Gaiarine, e del Friuli Venezia Giulia, Udine, Gorizia, Gradisca, Grado, hanno reso più facile questo impegno.

E non vi è dubbio alcuno che la programmazione di questa seconda edizione della rassegna sia legata al successo ottenuto dalla precedente manifestazione e a un rinnovato interesse a salvaguardare i valori legati alla tensione emotiva propria del linguaggio incisorio, che si traduce spesso in intensa drammaticità figurativa grazie alla capacità quasi radiografica di quest'arte di percepire le verità più segrete. Si deve inoltre sottolineare come sia numerosi artisti, per lungo tempo legati ad altri settori delle arti figurative, sia gruppi di giovani si siano lasciati attrarre nei meandri misteriosi e nell'atmosfera densa di fascino di un procedere indagatore a cui non sarà concesso se non all'ultimo istante di conoscere il raggiungimento, o meno, della meta sognata.

Questo risultato lo si deve a non pochi maestri che con estremo rigore e generosità hanno tenacemente continuato a educare i giovani negli istituti accademici di Belle Arti e che qui ci piace ricordare: Giovanni Giuliani e Virgilio Tremontin, Cesco Magnolato, Mario Guadagnino, Giuseppe Fantinato, Gianfranco Quaresimin, Onorina Frazzi e Diana Ferrara all'Accademia di Venezia; Mario Calandri e Francesco Franco, Giacomo Soffiantino, Vincenzo Gatti e Franco Fanelli, Daniele Gay all'Albertina a Torino; Benvenuto Disertori, Pietro Diana, Alberto Venditti e Giorgio Roggino a Brera a Milano; Paolo Manaresi e Luciano De Vita a Bologna; Nemesio Orsatti alla Scuola Dosso Dossi a Ferrara; Celestino Celestini, Rodolfo Margheri, Giuseppe Viviani, Vairo Mongatti, Rodolfo Ceccotti, Paolo Ciampini all'Accademia fiorentina; Mino Maccari, Arnoldo Ciarrocchi, Lino Bianchi Barriviera, Duilio Rossoni, Pippo Gambino a Roma; Carlo Alberto Petrucci alla Calcografia Nazionale; Leonardo Castellani, Renato Bonscaglia, Pietro Sanchini, Walter Piacesi all'Istituto Statale d'Arte del Libro e all'Accademia di Urbino; Arnoldo Ciarrocchi, Lino Bianchi Barriviera, Bruno Starita all'Accademia partenopea; Pippo Rizzo e Pippo Gambino, Stefano Lo Presti all'Accademia palermitana.

Esperienza condotta e vissuta con passione nel respiro di un impegno culturale portato consapevolmente al superamento delle presenti, gravi carenze rappresentate dalla totale assenza nei programmi delle varie cattedre di Storia dell'arte, di ogni e qualsiasi corso settoriale dedicato alla storia dell'incisione. A tutto questo da anni si è affiancata l'attività dell'Associazione degli Incisori Veneti, uno dei maggiori punti di riferimento per questi artisti, ormai non più soffocabile, né arrestabile dagli apparati di sicurezza delle strutture dell'ufficialità accademica, e che ha affermato con vigore il suo sostegno per quest'arte in un clima di progressiva rinuncia e di disimpegno, di abdicazione a certe responsabilità, nel vuoto crescente di compiacenti, nebulosi intimismi, sempre più densi di incertezze e nell'esasperazione di eterni sperimentalismi fine a se stessi, incapaci, o paurosi e timorosi di ogni e qualsiasi conclusione.

Una realtà incisoria chiamata a rivelarsi sempre più come una trincea, come un baluardo a sostegno del diritto irrinunciabile a ogni libertà decisionale e portata, in quanto tale, a scuotere e animare, oggi, non pochi settori di un mondo giovanile. E tutto ciò è stato recepito dalla giunta comunale miranese, come attesta l'intenzione e la volontà di conferire continuità tra un'edizione e l'altra della Biennale dedicando il periodo tra esse intercorso a una iniziativa intesa alla valorizzazione e all'approfondimento conoscitivo di una grande personalità della storia, antica come contemporanea, dell'incisione italiana e internazionale.

Infatti lo scorso anno sempre Mirano, dopo la prima Biennale del 1998, ha dedicato una straordinaria esposizione a una delle maggiori e più significative personalità dell'arte settecentesca veneta ed europea quale è stato Bernardo Bellotto, testimoniando il grande impegno che questo artista ha dedicato all'arte incisoria. Bernardo Bellotto, insieme allo zio Antonio Canal, a Giambattista e Giandomenico Tiepolo, a Michele Marieschi, a un po' tutti i maggiori protagonisti dell'incisione settecentesca veneta, nel cui contesto l'intera cultura figurativa veneta di quel secolo sarebbe venuta riscontrando, a nostro giudizio, la più alta e commossa testimonianza, sono stati chiamati, sia per un'estrema vicinanza a Venezia sia per l'interesse che non pochi tra essi dedicarono, con la loro opera, al paesaggio delle nostre zone, a registrare attraverso l'arte incisoria messaggi legati a quel particolare tessuto ambientale, permettendo così a quanti preposti alla gestione della cosa pubblica di riconoscere che questa cultura, condotta nel proprio vitale condizionamento al ritrovamento del personaggio umano nella verità delle proprie istanze più profonde, avrebbe, come già detto, nello spirito di un tale messaggio incisorio, riscontrato lo strumento più funzionalmente in grado di garantire la propria più fedele comunicazione.

Questa seconda edizione della Biennale è destinata, ci auguriamo, non soltanto a riconfermare, ma anche ad andare oltre il successo conseguito due anni or sono. Sia in particolare per la partecipazione giovanile, in quanto a quest'ultima è legata la garanzia di ogni prospettiva di rinnovamento. Sia in relazione alla positività del confronto, per gli artisti italiani, con incisori di un paese straniero, di cui la manifestazione, in ogni suo appuntamento, di volta in volta prevede la partecipazione, consentendo l'indispensabile arricchimento portato a scaturire dagli incontri e dagli scambi con esperienze diverse; un confronto chiamato quest'anno a vedere la presenza degli artisti di una nazione a noi vicina in modo particolare, come la Repubblica Slovena.

A noi vicina, oltre che geograficamente, anche per i profondi legami venuti intercorrendo in lunghi anni di contatti e d'incontri, di collaborazioni, sviluppate sul piano di molteplici iniziative, con Venezia e la Fondazione dell'Opera Bevilacqua La Masa e significativamente con l'Associazione degli Incisori Veneti; legami determinati, anche oltre i rapporti di amicizia andati naturalmente maturando sin dai primi anni cinquanta, dall'importanza che la città di Lubiana, con la Moderna Galerija e le sue Biennali Internazionali d'incisione e grafica, e oggi con il Centro Internazionale di Arti Grafiche, avrebbe assunto sotto la dinamica direzione di Zoran Krzisnik, sin dai primissimi anni del dopoguerra, quale uno dei massimi punti di riferimento, in campo internazionale, in questo particolare settore delle arti figurative. Biennale dell'incisione/ "Premio Tiepolo" destinata a inserirsi, con questo suo secondo appuntamento, tra i maggiori e più qualificati punti di riferimento e di sostegno, nel contesto di questa vasta battaglia di rinnovamento culturale, strettamente connesso, lo ripetiamo con insistenza, a quelle capacità di ritrovamento, di riscoperta delle genti, d'incontro, e di commossa partecipazione alle loro quotidiane preoccupazioni chiamate, nell'acuta verifica indagatrice del linguaggio incisorio, a riscontrare la loro più funzionale possibilità e prospettiva di concretizzazione.

E ciò nell'ampio respiro di una battaglia di Libertà, contro ogni oppressiva minaccia di massificato appiattimento e diemarginazione, che un movimento quale quello degli Incisori Veneti avrebbe saputo contribuire a maturare a livello di una coscienza politica. Di una battaglia destinata ad avere riscontrato e a riscontrare, quest'anno, puntualizzazioni estremamente significative anche in una serie d'altri determinanti appuntamenti, come le rassegne Il segno impresso, Il Bisonte, Storia di una Stamperia e Attualità della tradizione. Incisori per il Bisonte per celebrare a Firenze il quarantesimo anniversario della fondazione del Centro culturale del Bisonte, diretto da Maria Luigi Guaita Vallecchi, l'importante iniziativa dedicata alla Presenza dell'arte incisoria nel contesto della cultura contemporanea delle Arti Figurative promossa al Museo Civico di Bassano del Grappa, nonché la I Biennale dell'Incisione Italiana di Campobasso, quale frutto di un lungo e tenace lavoro condotto da un personaggio quale Domenico Fratianni in un tessuto ambientale sino a ieri totalmente incolto, e la VII edizione della Biennale dell'Incisione di Gaiarine nel trevigiano, singolare testimonianza di uno straordinario impegno dell'Associazione degli Incisori Veneti attraverso la generosa dedizione e la preparazione di un'altra singolare personalità qual è Aldo Segato.

Vorrei ricordare in questo mio testo la scomparsa a soli 52 anni di Marcello Colusso, un uomo generoso, entusiasta della vita a cui, sin da anni lontani, quando era assistente di Mario Abis alla cattedra di Storia dell'arte dell'Accademia veneziana di Belle Arti, eravamo profondamente legati da affetto e stima immensi, da viva e fraterna amicizia. Uomo di cultura, critico e storico dell'arte di notevole preparazione, titolare fino allo scorso anno di una della cattedre di Storia dell'arte all'Accademia di Brera a Milano, promotore di molteplici iniziative culturali, Marcello Colusso, oltre che pittore sensibile, fu anche raffinato incisore e attento indagatore di quest'arte singolare, in cui ebbe a operare anche quale aderente a quella Associazione di Incisori Veneti a cui rimase sempre fortemente legato.

E a quest'arte incisoria che lo aveva visto tra i massimi sostenitori della realizzazione della prima Biennale dell'incisione contemporanea, promossa dal Comune di Mirano, egli sarebbe stato chiamato a dare un particolare, prezioso contributo quale membro autorevole della commissione preposta alla selezione e premiazione dei giovani artisti concorrenti al "Premio Tiepolo" di questa seconda Biennale. A Marcello Colusso idealmente vorremmo dedicare questa iniziativa; e, ne siamo certi, continueremo a sentire, nonostante tutto, la sua costante, affettuosa, calda partecipazione. Il suo ricordo non cesserà di accompagnarci nel proseguire del nostro impegno.

Giorgio Trentin, Presidente dell'Associazione Incisori Veneti             Indice-Index  |  E-mail 
Torchio Thiene
 
 

"Cultura incisoria veneta" di Giorgio Trentin
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