Entrare nella casa-studio
di sebastian è un po’ come accedere al bateau-lavoir di picasso
e dei suoi amici. L’aroma del cafè e del quotidiano si mischiano
agli odori quasi impercettibili delle resine con cui sebastian dà
volto ad un’impressione. L’impressione di uno sguardo incrociato
con uno sconosciuto. Sebastian cavalca l’onda dello sconosciuto,
che non è altro che il ponte fra scienza e arte. Tra i ripiani
dello spazio che resta disponibile fra i dipinti accostati l’uno
accanto all’altro, si incontrano i libri, con le loro parole che
danno voce a ciò che Sebastian, come afferma, sa dire solo con
la pennellata. In primo piano, il Trattato della pittura di Leonardo che
rimanda a quel connubio fra pittura e scienza che nell’arte di oggi
sembrerebbe perduto, ma che in realtà persiste, seppur in forme
diverse. Perché se i paradigmi della scienza sono mutati, lo sono
anche quelli dell’arte, e viceversa. L’uomo è ancora
fulcro del conoscibile, perché nell’uomo tutto l’universo
si coagula in piccola scala. Ma l’uomo è al contempo condensazione
dello sconosciuto, utopia continua, almeno per il tempo in cui il genere
umano vuole resistere. Il tratto nei dipinti di sebastian non è
un tratto verista, scientifico nel senso moderno del termine. La soggettività
in arte e la sua fierezza sono giunte sino a lui, e si vedono. La spatolata
veloce, i contorni sfumati, il colorismo espressionista, a volte pop.
Erede di una tradizione e consapevole, grato di esserlo, sebastian sembra
catturare quel momento in cui tutto si ferma e al contempo ogni cosa danza
intorno al vuoto. Come dirlo, questo vuoto? Non si può, in verità,
si può solo coglierlo, danzandoci attorno. Con parola poetica,
altrove, qui con il colore. Di Camilla Ugolini Mecca |
Dati Biografici. Sebastian De Gobbis nato nel 1971 a Beirut da famiglia veneziana, trasferitasi in Libano per motivi di lavoro. Tornato in Italia, ancora adolescente, da Venezia si trasferisce a Verona, per frequentare il Liceo Artistico. Negli anni si accosta ad ambienti artistico-culturali diversi, viaggia per approfondire la propria cultura e decide di dedicarsi interamente alla pittura. Dal 1995 cura ed allestisce mostre personali in varie Gallerie Italiane ed estere. |