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Duchamp, Nudo che scende le scale
Conclusioni In questottica, non serve neanche chiedersi quale sia la descrizione più fedele. Tutte contribuiscono a testimoniare di una serie di cristallizzazioni dello sguardo. Lo schema proposto da Debray è così completo e accurato che a prima visto sembrerebbe pronto ad accogliere qualsiasi monumento. Abbiamo provato ad applicare allAltare della patria, che è stato loggetto della tesi da me discussa con il prof. Eco. Dove questo andrebbe inserito è facile a dirsi. lAltare della patria è un monument-message. Il suo registro è quello storico; come detto sopra è un luogo di culto (afferma una sacralità), è un luogo dove svolgere una cerimonia civile. Il suo raccomandato è senzaltro cerimoniale, nasce come simbolo della Nazione, chiede a chi lo osserva un atteggiamento di fede, è un monumento edifiant, il suo responsabile principale è il politico che lha costruito. Ma è solo questo lAltare della patria? Questo monumento-messaggio è il luogo visto e vissuto dai due soggetti visitatori del 1936 e del 1939 (nel momento più forte dellapologia fascista). Lì il visitatore si trova di fronte ad un luogo con le caratteristiche perfettamente individuate da Debray. Il luogo vissuto dal visitatore del 1950 è un luogo diverso (si vive la demonizzazione del monumento del dopoguerra),_il visitatore si limita a guardare il monumento, non a credergli (Fonctionne), vi entra non en corps ma da solo facendo una passeggiata (en promeneur). Il Vittoriano nello sguardo della guida del 1950 diviene solo un monumento Impressionat e sospeso a un jugement de goût estetique. Le proprietà del monument-message sfumano in quelle del monument-forme.Ancora diversa è la situazione per il visitatore degli anni settanta, dopo la chiusura, avvenuta nel 1968, del monumento. Dopo il giudizio negativo del dopoguerra il Vittoriano viene di nuovo reintegrato nella città, ma come memoire di un passato lontano. Il Vittoriano diviene testimone (temoigner) di un epoca storica. Non solo, a causa della chiusura del monumento, il visitatore si deve limitare a conoscere ledificio (au savoir), magari guardandolo di sfuggita (en car). Il principale responsabile del monumento diviene larchitetto che come abbiamo visto spesso ne propone dei nuovi utilizzi (cambia quindi anche la risposta alla domanda: Double emploi de ledificie? ). Ecco che librido creatosi fra il tipo monument-message e il tipo monument-forme assume anche caratteristiche proprie del monument-trace. Ogni osservatore storicizzato è, come già detto, rintracciabile solo attraverso e in quelli va cercato e confrontato con lOggetto architettonico. Possiamo dire che il monumento Vittoriano ha attraversato una serie di esperienze storiche e di questo cammino ci sono restati dei testi che mostrano le successive cristallizzazioni. Queste tappe successive ci si presentano però necessariamente concatenate fra loro. Una descrizione del 1950 mantiene la memoria del testo del 1939 che lo ha preceduto e così una descrizione del 1996 ricorda i testi precedenti. Non può esistere un Vittoriano esclusivamente monument-message o esclusivamente monument-trace. Le proprietà evidenziate da Debray hanno senso solo se, attraverso la pratica dellanalisi semiotica, si riconosce il monumento come prodotto trasversale alle varie tipologie. In questo senso, lanalisi semiotica sta a metà fra lanalisi storica e lanalisi architettonica. Da una parte deve individuare i momenti in cui avviene il colpo di cui ci parla Florenskij (vedi capitolo introduttivo), il momento cioè in cui una serie di esperienze storiche vengono ordinate in una certa prospettiva, quindi deve andare a cercare i testi che rendono conto di questa messa in prospettiva e cercare in essi le marche del nuovo itinerario, del nuovo sguardo sulloggetto. Una messa in prospettiva finale storica delloggetto non può comunque esserci. Loggetto rimane sempre e comunque aperto al dialogo con i testi che lo rappresentano e ogni futuro colpo sarà suscettibile di analisi.
Dallaltra deve svelare attraverso questi itinerari, succedutisi nelle serie storiche, "le posizioni spaziali relative imposte dallarchitettura che definiscono i rapporti contrattuali e polemici definiti in anticipo dalle posizioni delle persone e delle cose" (Hammad, 1988, p.244). E questo è un lavoro ancora in gran parte non sviluppato.
Ruggero Ragonese
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