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Duchamp, Nudo che scende le scale
Oggetto e Discorso Greimas, nel suo saggio Il contratto di veridizione, sottolinea che di fronte il problema dei vari contratti sociali stipulati nei veri contesti , il semiotico non può sbarazzarsi del problema: "facendone carico allo storico, ma deve sforzarsi di renderne conto lui stesso" Bisogna, per il semiotico francese, da uno studio dei linguaggi connotativi di Hjelmslev (cfr. Hjelmslev, 1968). "Se seguiamo la teoria di Hjelmslev e vediamo il segno come risultato della semiosi che congiunge i due piani dellespressione e del contenuto, vediamo che ciò di cui ci stiamo occupando sono segni complessi. I diversi atteggiamenti che le culture adottano sono le interpretazioni meta-semiotiche connotative."(Greimas , 1984, p. 105)Si tratta insomma di invertire il problema: "non sono i discorsi ad essere definiti dai contesti culturali, ma sono i contesti culturali ad essere definiti dalle interpretazioni connotative dei discorsi" (Ibidem, p.105).Il rischio grosso, che un errata interpretazione dellesortazione di Greimas può comportare, è quello di partire e finire con il Discorso, dimenticando loggetto dichiarandolo inarrivabile se non attraverso il Discorso stesso. Laltro rischio è invece quello di concentrarsi sulloggetto e ridurre a questo tutti i testi che gli si riferiscono. Limitarci al Discorso, dimenticandoci lOggetto, è una possibilità suggestiva. Michel Foucault viene solitamente indicato come il maggior artefice del tentativo di analizzare il Discorso mettendo da parte lOggetto; questa schematizzazione è solo in parte accettabile. Se in Storia della follia, infatti, Foucault cerca di ricostruire la pazzia attraverso la Storia del Discorso, già in Archeologia del Sapere, ma ancor più in la Volontà di sapere, la posizione dello studioso francese cambia notevolmente. Il Discorso non vive più indipendente, ma deve riconoscere lesistenza della cosa. E la cosa che incontrando la parola trasforma la materia in sostanza e crea la realtà delle cose. Così, distinguendo fra sessualità (il Discorso storico sul sesso) e sesso (la realtà dei corpi), Foucault può affermare: "non bisogna riferire allistanza del sesso una storia della sessualità; ma mostrare come il sesso è storicamente dipendente dalla sessualità . Non porre il sesso dal lato del reale, e la sessualità da quello delle idee confuse e delle illusioni; la sessualità è una figura storica ben reale, che ha suscitato, come elemento speculativo, necessario al suo funzionamento, la nozione del sesso." (Cfr. Foucault, 1964; 1969; 1976).Ecco, allora, che il discorso foucaultiano diviene per noi estremamente interessante. LOggetto architettonico in quanto cosa ha bisogno del Discorso, ha bisogno di essere detto per diventare oggetto. Si supera in questo modo anche il problema del rapporto testo-referente. In quanto la cosa , il testo di riferimento, non è che la sostanza del contenuto che il Discorso mette in forma. Non abbiamo testi-segno (le guide turistiche) che rimandano ad un referente: abbiamo due testi che, in un certo senso, traducono, un altro testo. Il concetto di traduzione merita un ulteriore approfondimento. Paolo Fabbri, in La svolta semiotica, (Fabbri, 1998). libro recentemente pubblicato che raccoglie un ciclo di lezioni tenute nel 96, propone di passare dal termine traduzione a quello più complesso ed ampio di trasduzione. La traduzione, secondo Fabbri, viene limitata a testi che abbiano la stessa sostanza dellespressione; comunemente non si parla di traduzione di fronte a sostanze dellespressione differenti. Ma ponendo proprio il caso del rapporto possibile tra architettura e linguaggio verbale, il semiologo afferma che "non si tratta di assimilare architettura e linguaggio, si tratta di trovare una base comune a partire dalla quale confrontare, e poter indicare la loro differenza a prescindere dalla sostanza dellespressione fisicamente usata". (Ibidem, p. 113).E possibile paragonare le forme spaziali usate dalla semiotica linguistica con quelle usate dalla semiotica architettonica. Allo stesso tempo, però, partendo dalle affermazioni sopraccitate, si vuole qui riaffermare limportanza del testo architettonico. I testi verbali che ci apprestiamo ad analizzare portano nella loro stessa struttura i segni del testo terzo, ancor di più essi recano i segni della Storia del testo terzo. Ancora Fabbri sostiene, riprendendo Lotman, che "latto di traduzione è il primo atto di significazione". "Non basta dire che un testo è dialogico perché ha al suo interno molteplici valenze.... ogni atto di significato è perlomeno un atto di traduzione, quindi è dialogico" (Ibidem, p. 116).Sia Fabbri, sia Lotman sia Foucault, insomma, sembrano ribadire limportanza e la necessità di un testo traduttore. Ci preme ricordare, riallacciandoci anche alle affermazioni prima riportate, che Greimas aveva notato, molto puntualmente: "Lotman sostiene che le culture differiscono essenzialmente attraverso lattitudine che adottano riguardo ai propri segni. Questa interpretazioni si ritrova poi, sotto il nome di episteme, anche in Foucault." (Greimas, 1984, p.104).Sia Fabbri sia Lotman sia Foucault si rifanno, dichiaratamente, allopera rivoluzionaria di Bachtin. Lo studioso russo parlò per primo, nei lontani anni 20, della stratificazione ideologica dentro il testo, testo che non può essere che lintersecarsi di momenti storici e culture diverse. Scrive Bachtin: " La classe non coincide con la comunità semiotica che è la totalità degli utenti della stessa serie di segni della comunicazione ideologica. Così, classi diverse useranno la stessa lingua. Come risultato, accenti diversamente orientatisi intersecano in ogni segno ideologico." (Bachtin, 1976, p.146).Per Bachtin, Il segno è qualcosa di diverso del semplice segnale, che entra in gioco nella comunicazione meccanica: "il segno è caratterizzato dalla sua adattabilità ai suoi contesti situazionali sempre nuovi e diversi: il segno non richiede la mera identificazione, ma instaura un rapporto dialogico" (Ponzio, 1994, p. 4).Il testo ha bisogno, allora, di un altro testo che lo traduca e che lo complichi, ma, allo stesso tempo, una cultura ha bisogno di oggetti da interpretare e attraverso i quali definirsi. INDICE: torna all'indice dell'articoloAvanti!: vai alla pagina seguente. Indietro!: torna alla pagina precedente. Abstracts: torna alla pagina degli abstracts
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