La ricerca semiotica

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Paul Ricoeur, Lectures 2, La contreé des philosophes, Seuil, Paris, 1999.

Questo volume si presenta al lettore come una raccolta di saggi scritti in periodi diversi ma aventi un oggetto medesimo, ossia le diverse correnti filosofiche che hanno attraversato il novecento, viste attraverso una critica delle opere degli esponenti di spicco di tali correnti. Si colloca all’interno di una trilogia di volumi in cui il grande filosofo si occupa anche di grandi temi di politica e di etica. La presente recensione sarà necessariamente parziale in quanto limitata a ciò che riguarda l’interesse semiotico. In particolare, Ricoeur si sofferma sull’opera di Claude Lévi-Strauss e quella di A.J. Greimas per un confronto serrato con la sua ermeneutica, confronto che investe tanto il piano delle metodologie quanto quello dei presupposti filosofici. Infatti, l’autore mantiene sullo sfondo la coppia di termini esplicazione-comprensione come postulato di ogni ermeneutica, in ciò aderendo e riportando quasi pedissequamente la comparazione tra modi in cui nel tempo si è intesa l’opposizione tra Geisteswissenschaften e Naturwissenschaften che costituisce l’esordio di Verità e metodo di Gadamer. A partire da queste posizioni discute lo strutturalismo di Lévi Strauss, sottolineandone le grandi divergenze metodologiche dall’ermeneutica:

"L’explication structurale porte (1) sur un système inconscient (2) qui est constitué par des différences et des oppositions (…3) indépendamment de l’observateur. L’interprétation d’un sens transmis consiste dans (1) la reprise consciente (2) d’un fonds symbolique surdéterminé (3) par un interprète qui se place dans le même champ sémantique que ce qu’il comprend et ainsi entre dans le ‘cercle herméneutique’"(pp.378-379).

Ne segue la discussione del ruolo che l’esplicazione strutturale avrebbe, nel cammino verso il senso, come tappa dell’obiettività scientifica. Ma, per il filosofo,

"Il n’y a pas de reprise du sens, dirai-je dans une formule symétrique et inverse de la précédente, sans un minimum de compréhension des structures"(p.382)

e

"Dès lors, la compréhension des structures n’est pas extérieure à une compréhension qui aurait pour tâche de penser à partir des symboles ; elle est aujourd’hui l’intermédiaire nécessaire entre la naïveté symbolique et l’intelligence herméneutique"(p.385).

Il discorso si fa più complesso riguardo al rapporto tra l’ermeneutica e la semiotica, rappresentata da Greimas. Ricoeur rifiuta infatti una prospettiva riduttiva che vorrebbe schiacciare l’ermeneutica sul lato della comprensione, e la semiotica su quello della spiegazione. Tanto la semiotica quanto l'ermeneutica, sebbene da prospettive diverse e ponendo l’accento sull’uno o sull’altro termine, tendono ad entrambi gli obiettivi. Per questa ragione, la semiotica greimasiana è a tutti gli effetti una ermeneutica, ancorché distinta da quella rappresentata da un Gadamer. Per questo motivo L’autore analizza a fondo la concezione greimasiana del piano del contenuto; opera un importante riconoscimento di originalità nei confronti del quadro semiotico e del meccanismo logico che lo governa, pur esprimendo dubbi. Analizza il rapporto tra il livello profondo e quello superficiale del modello non tanto dal punto di vista della generazione dell’uno dall’altro, quanto dal punto di vista della mediazione, il che lo porta a considerare, a criticare e a richiedere al modello un maggior approfondimento del rapporto tra i due livelli, che egli considera rispettivamente semiotico e linguistico. E se certe annotazioni sul ruolo della deissi, certe critiche sulle relazioni di quasi-contrarietà, quasi-contraddittorietà, quasi-implicazione che per Ricoeur si realizzano sulla superficie dei testi sembrano anticipare l’evoluzione della teoria verso una maggiore attenzione nei confronti del continuo pre-categoriale e del meccanismo passionale dei testi, traspare sempre un grande rispetto nei confronti di questa teoria, ripresa nel saggio più recente del ’90: l’ermeneutica di Gadamer e quella di Greimas sono concordi nell’aderire ad uno schema epistemologico in cui la dialettica comprensione-esplicazione è interna alla teoria. Le differenze allora consisteranno nel fatto che mentre nella ermeneutica di Gadamer-Ricoeuer,

"l’explication est tenue pour une médiation obligée de la compréhension, selon la maxime : expliquer plus pour comprendre mieux"(p.437),

nell’ermeneutica semiotica greimasiana

"la compréhension est tenue pour un effet de surface de l’explication, sans que toutefois la compréhension des figurations de surface perde son rôle heuristique (…)"(p.437).

Nel porsi al di fuori di una pretesa oggettività scientifica che elida il lato della comprensione pretendendo di spiegare il senso al di fuori di pratiche etiche e politiche, entrambe le prospettive sembrano porsi in reciprocamente in un classico circolo ermeneutico, guadagnandosi pari dignità di porsi all’interno di una ermeneutica generale:

"Un renversement méthodologique sépare certes les deux herméneutiques ; mais je vois ce renversement opéré à l’intérieur d’une herméneutique générale, pour laquelle la différence entre expliquer et comprendre reste indépassable"(pp.437-438).

Francesco Galofaro

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