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Ne segue la discussione del ruolo che l’esplicazione strutturale avrebbe, nel cammino verso il senso, come tappa dell’obiettività scientifica. Ma, per il filosofo,
e
"Dès lors, la compréhension des structures n’est pas extérieure à une compréhension qui aurait pour tâche de penser à partir des symboles ; elle est aujourd’hui l’intermédiaire nécessaire entre la naïveté symbolique et l’intelligence herméneutique"(p.385).
Il discorso si fa più complesso riguardo al rapporto tra l’ermeneutica e la semiotica, rappresentata da Greimas. Ricoeur rifiuta infatti una prospettiva riduttiva che vorrebbe schiacciare l’ermeneutica sul lato della comprensione, e la semiotica su quello della spiegazione. Tanto la semiotica quanto l'ermeneutica, sebbene da prospettive diverse e ponendo l’accento sull’uno o sull’altro termine, tendono ad entrambi gli obiettivi. Per questa ragione, la semiotica greimasiana è a tutti gli effetti una ermeneutica, ancorché distinta da quella rappresentata da un Gadamer. Per questo motivo L’autore analizza a fondo la concezione greimasiana del piano del contenuto; opera un importante riconoscimento di originalità nei confronti del quadro semiotico e del meccanismo logico che lo governa, pur esprimendo dubbi. Analizza il rapporto tra il livello profondo e quello superficiale del modello non tanto dal punto di vista della generazione dell’uno dall’altro, quanto dal punto di vista della mediazione, il che lo porta a considerare, a criticare e a richiedere al modello un maggior approfondimento del rapporto tra i due livelli, che egli considera rispettivamente semiotico e linguistico. E se certe annotazioni sul ruolo della deissi, certe critiche sulle relazioni di quasi-contrarietà, quasi-contraddittorietà, quasi-implicazione che per Ricoeur si realizzano sulla superficie dei testi sembrano anticipare l’evoluzione della teoria verso una maggiore attenzione nei confronti del continuo pre-categoriale e del meccanismo passionale dei testi, traspare sempre un grande rispetto nei confronti di questa teoria, ripresa nel saggio più recente del ’90: l’ermeneutica di Gadamer e quella di Greimas sono concordi nell’aderire ad uno schema epistemologico in cui la dialettica comprensione-esplicazione è interna alla teoria. Le differenze allora consisteranno nel fatto che mentre nella ermeneutica di Gadamer-Ricoeuer,
nell’ermeneutica semiotica greimasiana
Nel porsi al di fuori di una pretesa oggettività scientifica che elida il lato della comprensione pretendendo di spiegare il senso al di fuori di pratiche etiche e politiche, entrambe le prospettive sembrano porsi in reciprocamente in un classico circolo ermeneutico, guadagnandosi pari dignità di porsi all’interno di una ermeneutica generale:
Francesco Galofaro
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