Indice
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Nonostante questo pensiamo che sullo sfondo fornito dalla struttura narrativa di errata, ciò che questo libro ha di realmente unico possa risaltare con più luce.
1)La situazione iniziale è determinata in un duplice contesto, familiare e storico, e è caratterizzata dal clima di montante razzismo nella cultura liberale mitteleuropea e sugli effetti anche paradossali sulla famiglia Steiner, costretta allesilio. Linfanzia del protagonista è caratterizzata dalla mancanza di qualcosa di raro, dalla myse en abyme costituita dallinesauribilità dei processi di scoperta, dallesperienza dellunicità, dal proliferare della differenza. La presa di coscienza della mancanza assume una forma peculiare:
La narrazione più ampia nella quale si colloca il nostro protagonista è la storia della persecuzione degli ebrei:
Ogni ebreo risente della maledizione tramandatagli da tre eroi, Mosè, Gesù e Marx, che hanno mostrato tre teologie tali da mettere in crisi la concezione delluomo occidentale, ossia una teologia negativa, trascendente che allontana dio; una teologia dellauto-sacrificio; una teologia messianica che sposta la salvezza sul piano sociale. E pertanto in un contesto teologico che anche il nostro protagonista risolverà il rapporto conflittuale con la cultura occidentale, una cultura che egli contribuisce a creare e dalla quale viene inevitabilmente perseguitato. Questo però avverrà soltanto alla fine di una lunga peregrinazione.
2) Esordio: il protagonista trova nella famiglia i mediatori che lo riconoscono, e i primi donatori, che lo sottopongono alle prime prove, come conversazioni in più lingue, su cui non ci soffermiamo. Un secondo riconoscimento viene da parte degli altri studenti dal quale egli si distingue (p.58); aiutanti lo iniziano alla vita; egli non è certo destinato ad unaurea mediocritas (come i falsi eroi, p.56). In questo contesto anche i primi addestramenti e i mezzi della ricerca; mezzi come la lettura, linteriorizzazione del testo e del commento, la memoria come via perché ciò che amiamo resti sempre con noi. Ed è a questo punto che la trama si apre per la prima volta e il processo di formazione del protagonista diviene il nostro (ma non accade forse in tutte le fiabe?). Egli diviene il nostro donatore e tramanda anche a noi mezzi e ammaestramenti; è a noi che viene mostrata lincompletezza e la parzialità delle diverse vie, testuali e non, dellermeneutica; il senso di responsabilità dellatto interpretativo, simboleggiato ancora una volta dalla traduzione; la grande importanza dei suoi aspetti etico-esistenziali (pp.24-33).Queste le vie attraverso cui il classico ci legge.
3)Marchiatura e Trasferimento. La prima avviene nei termini della scoperta, della sorpresa: della Berenice di Racine, ad esempio, (p.39) ma soprattutto dei Morti di Joyce:
Ora il nostro eroe ha senza dubbio acquisito le competenze per dedicarsi al suo compito:
Questo perenne viaggiare è causa di scontro con i vari spiriti nazionali, tuttavia porta il protagonista alla sua destinazione, e alle diverse prove che deve affrontare.
4) Compiti difficili. Traduttore e traduzione vengono messi ripetutamente alla prova in diversi campi; se la prova consistesse nel trovare una volta per tutte una sorta di definizione esaustiva delloggetto in questione entro un sistema, una teoria o quantaltro, il nostro protagonista fallirebbe miseramente. Costituisce invece la sua salvezza, il suo mezzo magico, laver compreso per tempo linesauribilità dellinterpretazione, la impossibilità di pervenire ad un significato univoco, finito. Ciò che gli consente di non tacere è a questo punto il grande rispetto verso loggetto dellanalisi, la sua coscienza e il suo senso di responsabilità.
Terreno di incontro tra i due è il canto, il quale, quasi heideggerianamente ci riporta alla casa dellorigine dove non siamo ancora stati(p.84). Ma dove nasce allora lo straordinario impatto della musica sulluomo?
La pre-umanità della musica, la in-umanità della musica può più delle scienze dimostrare la esistenza della metafisica; la sua alterità è alla base dei suoi rapporti con le altre arti e con la filosofia; la forma è contenuto e il contenuto è forma, una verità intuitiva musicale al pari dellesistenza dellanima.
La pluralità delle lingue.
La lingua libera dai vincoli impostici dalla nostra mortalità; costituisce una grammatica della speranza, tramite la quale possiamo fare ipotesi sul nostro passato, presente e futuro; permea in modo inimitabile il nostro vivere:
La coscienza civile
5)Persecuzioni, falsi eroi, incoronazione. Il peregrinare delleroe lo porta naturalmente allincontro e allo scontro con diverse tematiche del proprio tempo. Egli si occupa della crisi del linguaggio (la ritirata della parola) e del suo rapporto etico con la crudeltà del secolo che si è spento. Si occupa poi della connessione tra mito e grammatica (le Antigoni), poi dermeneutica e filosofia (Dopo Babele). Durante il suo percorso si scontra con diverse tipologie di falsi eroi: operatori di plagi o ipocriti fraintendimenti o ancora specialisti che ne criticano leclettismo; molti sono i rimpianti e le occasioni mancate, anche se infine egli assolve il suo ruolo storico di eroe ebraico nel pervenire alla formulazione di una teologia. Le sue premesse partono da una teodicea negativa, nella constatazione della difficoltà di comprendere il disegno divino dietro il male; per ciò che riguarda il rapporto tra fede e linguaggio, non è possibile definire dio con strumenti logici, né dimostrarne lesistenza al di fuori di uno sguardo ingenuo, immanentista. Gli studi sulla musica, così vicina a dio, disvelano limpossibilità di parlarne in termini linguistici, in quanto essa è considerata come limite, un confine del linguaggio. Da un punto di vista etico, poi, lateismo consegna alluomo la libertà e lautodeterminazione nellaffrontare le sfide attuali poste dalla scienza, la cui ambizione è spiegare il bisogno di dio della mente umana. Tuttavia resta uno spazio per una teologia di diverso segno, quella in cui lesistenza di dio è intesa come un dover-essere:
Francesco Galofaro
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