Sulla guerra, contro tutte le guerre

Sulla guerra, contro tutte le guerre.

 

In linea di principio la guerra è una pratica che non trova mai il consenso, ma sul piano pratico ogni guerra sottende principi intrinsecamente accettati. Non esiste una ragione ma molte giustificazioni alla guerra.

Ora in tempo di relativa pace qualcuno e qualcosa tramano affinché si giunga ad una situazione che giustifichi l'intervento bellico e ognuno di noi può indagare su i fattori che produrranno le condizioni per un intervento militare.

La guerra in Cecenia o a Timor Est hanno, come in altre realtà geografiche, maturato nel tempo le condizioni.

Come per la più vicina guerra nella ex Yugoslavia l'intervento di forze militari ha condizionato la vita di migliaia di cittadine e cittadini civili e non senza un preavviso considerevole di ciò che si stava creando. Le "condizioni" sono alla portata dei cittadini perché si verificano quando le comunicazioni sono aperte e lo scambio di informazioni è più libero.

Vorrei proporre di costituire un osservatorio pubblico che in primo luogo elenchi e valuti le suddette condizioni e immediatamente poi si attivi per trovare le formule per scongiurare ciò che tutti a posteriori si trovano in enorme difficoltà a controllare.

Nella pratica quotidiana i nostri comportamenti sono spesso piccoli atti di intolleranza o indifferenza che alimentano nel tempo il disegno di distruzione a cui farà seguito una ricostruzione più conforme alle regole di sottomissione al sistema egemone.

Va da se che questo appello è rivolto a tutti coloro i quali sono consapevoli che l'egemonia è fattore liberticida intollerabile in tempo di pace, ma pur tuttavia in preoccupante progressiva crescita nel nostro territorio.

 

Franco

 

 

 

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