Parco ed aeroporto: una storia
S
ono moltissimi anni che si discute sulla destinazione dell'area dell'ex aeroporto militare. Durante la seconda guerra mondiale l'aeroporto venne reso inutilizzabile dalle truppe tedesche (dopo l'8 settembre '43), bombardato e poi utilizzato come base dalle squadriglie alleate (fino all'agosto del '45). L'aeronautica militare italiana non ricostruì la base. Vi atterrò invece, negli anni '70, un aereo militare (a reazione) con un pilota che fuggiva dai paesi dell'Est.Da sempre, praticamente, a Fano si discute sull'utilizzo dell'area.
Agli inizi degli anni '70 scatenò una vivace polemica tra gli ambientalisti che proponevano la creazione di un parco e i sostenitori dello scalo aereo, questi ultimi arrivarono a sostenere che con un'adeguata pista di cemento potevano atterrare a Fano anche i giganti dell'aria: i famosi Jumbo Jet (Boeing 747). Cosa avrebbe fatto Fano con i Jumbo? La proposta era insensata tanto che nel dicembre del 1970 la Giunta comunale discusse le "linee programmatiche 1972/75" e venne ufficializzata la proposta della creazione di un parco.
Da quel momento si sono succedute alterne vicende: furono approvati i piani di Urbanizzazione Vallato e S.Orso (zone circostanti l'aeroporto); i fautori dello scalo aereo ottennero anche una "vittoria", una votazione favorevole al rilancio dell'aeroporto. In anni successivi, sempre il consiglio comunale, approvò un ordine del giorno che condizionava lo sviluppo dell'aeroporto alla creazione di un Parco pubblico.
A distanza di anni la situazione continua a peggiorare: mentre la prospettiva della costruzione di uno scalo aeroportuale ha fatto grandi passi: creazione di un
partecipazione della Provincia e della Camera di Commercio), nuovi hangar, nuove costruzioni (tutti investimenti con soldi "pubblici"); la proposta di Parco è invece rimasta al palo.
La situazione di stallo viene giustificata dalla particolare situazione della proprietà del suolo: la proprietà del demanio (oltre 90 ettari) e quella comunale (oltre 60 ettari) si intersecano tra loro e, forse per caso, il progetto di parco fino ad ora elaborato (circa 35 ettari nel triangolo, Via Papiria, quartiere Vallato e recinzione aeroporto) è quasi tutto in area di proprietà del demanio, che ovviamente si disinteressa della questione. A complicare ulteriormente la situazione c'è la rivalità tra associazioni aeree. Prima esisteva solo l'Aereo Club e gli aerei dei soci erano collocati nei vecchi hangar, in maniera gratuita. Quando venne creato il nuovo aeroporto (e i nuovi hangar), venne creato anche una nuova associazione "Avioclub", in stretto contatto con la società "Fanum Fortunae" propietaria degli impianti. Per alloggiare gli aerei nei nuovi capannoni viene richiesto il pagamento di un affitto. Pertanto, contando nel disinteresse del demanio dello stato, gli aerei del vecchio club sono ancora parcheggiati nei vecchi hangar.
Tutto sembra "congegnato" in modo da rendere irrealizzabile il parco. Per la realizzazione di questo non si trova l'accordo con il demanio, non si prendono decisioni, tantomeno si stanziano fondi. Invece per lo sviluppo del nuovo scalo vengono "tranquillamente" trovate risorse pubbliche! (forse esiste un ben organizzata "lobby"?). Per giustificare nuovi investimenti la società aeroportuale ha anche affidato uno studio all'ISTAO (Istituto di Studi Adriano Olivetti); lo studio offre conclusioni di una vaghezza disarmante, ma naturalmente favorevoli allo sviluppo dello scalo, e ciò accontenta solo il committente dello studio.
Lo studio dell'ISTAO non prende minimamente in considerazione l'impatto ambientale e soprattutto i problemi di sicurezza che il previsto incremento dei voli produrrà.
Durante la seconda guerra mondiale l'aeroporto era situato a circa un chilometro dal centro abitato, con lo sviluppo della città dal dopoguerra ad oggi, l'aeroporto E' ENTRATO NELLA CITTA'. Sono stati edificati due ampi quartieri (Vallato/S.Lazzaro e S.Orso) a ridosso dell'aeroporto con palazzoni di diversi piani proprio accanto l'area dell'aeroporto.
Ma c'è di più, il Piano Regolatore Generale, attualmente vigente (ma anche lo studio preliminare del nuovo, in corso di realizzazione non varia la situazione) assegna oltre cento ettari all'aeroporto, teoricamente ampliabili con l'eliminazione dell'attuale percorso di via del Fiume, spostata in modo da rendere possibile un allungamento della pista d'atterraggio, al parco rimangono una trentina di ettari (inizialmente ne erano stati promessi 35). C'è anche la previsione della strada "interquartieri" che dividerebbe l'aeroporto dal centro abitato, con un "regalo" di alcuni terreni che consentirebbero (una volta alienati dalla proprietà pubblica)... la costruzione di nuovi palazzoni, con "vista" aeroporto.
Purtroppo dobbiamo aggiungere altre variabili: durante la breve permanenza a Bruxelles di un europarlamentare della nostra zona, appassionato di trasporti e studioso del famoso "corridoio adriatico", arriva anche la proposta di sostituire l'attuale pista verde in erba con una colata di cemento. Per l'utilizzo "turistico" ed acrobatico l'attuale pista in erba è pienamente sufficiente (per la verità in diversi paesi su piste di questo tipo atterrano aerei anche più grossi, ma noi dobbiamo essere obbligatoriamente rivolti "verso il futuro"...); il cemento è necessario solamente nel caso di uno sviluppo dell'aeroporto in senso commerciale e trasporto passeggeri. Ma che senso avrebbe uno sviluppo in tal senso con altri due grossi aeroporti (Rimini e Falconara, attrezzati anche per voli internazionali) a distanza di circa 40 km ciascuno e raggiungibili con l'autostrada in breve tempo. Si sa poi che per merci e viaggiatori conta avere voli frequenti verso le principali destinazioni, non l'aeroporto sotto casa senza voli utilizzabili!!
Fano, purtroppo, è diventata un nodo di traffico secondario anche per le Ferrovie! Invece di sognare fantasmagorici passeggeri pronti per il volo, si dovrebbe almeno rispondere alle esigenze concrete dei passeggeri dei treni. Ma parlare di programmazione in una situazione dove la Provincia partecipa alla società che gestisce l'aeroporto di Fano (che fino al momento attuale ha prodotto solo spese per le amministrazioni pubbliche, quindi tasse per i cittadini), mentre il "Piano di coordinamento" sui trasporti a livello provinciale non prevede nessun sviluppo per il settore aereo.
Forse alcuni pensano di fare come per gli uccelli: basta mettere un richiamo, una bella pista, e poi gli aerei atterrano da soli.
Non finisce qui: ai cittadini è sempre più "interdetto" l'utilizzo dell'area dell'aeroporto! Anni fa quell'area era la meta preferita dei fanesi amanti della salute fisica, era uso comune utilizzare il numero di "giri dell'aeroporto" (inteso come giro perimetrico di corsa) per indicare lo stato di salute fisica. Ora questo non è più possibile: l'aeroporto è stato completamente circondato da una recinzione metallica, che impedisce la "circumnavigazione" dell'aeroporto e sembra il simbolo dei rinati campi di concentramento.
Ma, mentre per i cittadini fanesi diminuisce la possibilità di utilizzare quest'area, paradossalmente aumenta per gli animali. Infatti un'ampia zona dell'aeroporto invece di diventare parco, nel frattempo è diventata area di addestramento per cani da caccia, con naturalmente una graziosa recinzione che riduce ancor di più l'area libera. Il perché i cani abbiano la loro zona all'aeroporto e le persone no, non si saprà mai!
Alla fine del '97 parte una raccolta di firme (500, guarda caso raccolte principalmente all'aeroporto) per chiedere la "pista in cemento".
A questa raccolta firme ne segue una, con obiettivi totalmente contrari, per la realizzazione immediata di un parco nella zona dell'aeroporto, che raccoglie oltre 3.600 firme. La raccolta è promossa da associazioni ambientaliste e culturali (Argonauta, Kronos 1991, WWF, Circolo N. Papini ecc).
Ma la politica delle autorità procede imperterrita senza ascoltare le richieste che vengono dai cittadini. Qualche tempo fa si è svolto un incontro tra Sindaco, Presidente della Provincia (cioè gli azionisti della società Fanum Fortunae che gestisce lo scalo aereo) e sono stati decisi nuovi investimenti: Nuovi hangar, nuove attrezzature per il volo (compreso quello notturno!!), pista in cemento.
Noi chiediamo invece di fermare questo progetto insensato, che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Ma che soprattutto metterebbe una pietra sopra l'idea di uno sviluppo verde e a dimensione umana della città.
Pensiamo al percorso verde che dal Metauro attraversa la città e quasi si riconduce all'altro polmone previsto con il parco dell'Arzilla.
Questa idea non è nostra, bensì dei bambini, dei famosi bambini di Fano!!
Nell'anno scolastico 1983/84 i ragazzi della IV B e E della scuola elementare "Corridoni" svilupparono l'idea di una città circondata dal verde: Parco del Metauro, Parco all'aeroporto, canale Albani, Passeggi, ancora viali alberati lungo il canale Albani fino ad arrivare all'area verde poco conosciuta della ex darsena Borghese e, a monte, fino all'area verde dell'Arzilla.
Non è un progetto utopico, è un progetto altamente realizzabile.
Basta solo la volontà. E la volontà "politica" verrà presto messa alla prova.
Nel preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, insieme a diverse indicazioni, più o meno condivisibili, sulle regole per la cementificazione, pochissimo spazio è dedicato alle aree verdi e sull'aeroporto c'è silenzio totale.
Nei prossimi mesi il "preliminare" dovrà diventare "Piano". Pertanto è necessario sviluppare un dibattito nella città che sposti gli equilibri, fino ad ora troppo esposti a favore dei fautori del "cemento" come via di sviluppo piuttosto che l'equilibrio ambientale, unica risorsa per la vivibilità di una città e per la salute dei suoi abitanti.