"VSSMLN99U14M129L"
estratto da "QUADERNI MILANESI"
1.
Illimitato tremolio
di voci precoci d'India
al tavolo
dell'orribile Caffè
della
"STAZIONE MILANO CENTRALE".
Io,
concentrato sull'abisso,
mi sorprendo
a
catalogare bottiglie d'artificio
nell'ambiente marrone e rame
immeritevole d'attenzione.
Dove,
i viali della tua irreperibilità,
mi troveranno attonito
al suono
buono,
privo di fruscìo
della tua libera parola. (?) .
Quali martiri vedranno
il male anomalo del dominio
riflesso
sui tabelloni
PARTENZE-ARRIVI?
Gli addetti alla disinformazione,
nell'attesa,
diffondono dati inondati di secrezioni salivari:
"LIRA IN ASCESA SUL MERCATO DEI CAMBI",
Scambi d'astenzione,
parole liquide.
Donne di tutti-uomini di alcune.
2.
Ho sorpreso un angelo trans,
mi pare di averlo conosciuto, d'estate, a San Teodoro, innamorato del dolore,
a vendersi,
a pochi metri dalla stazione,
a qualche centimetro
dagli spazi
di
squalloreblunnotte
del locale preferito
da
moralisti diurni e strozzini viziosi.
Nella notte trovano,
appesi ai tubi di scarico delle loro piccole coscienze,
gli abiti adatti al peccato originale (Merda di giorno, cibo la notte).
E ancora stride
l'iride che ti colora
con l'inutile ricerca
di
un angolo di bellezza irresponsabile.
Stride
tra questi viali inevitabili,
imperanti,
alberati di plexiglass multiforme
e
distributori automatici
di
sigarette
spente.
Ho dormito male,
verme in un bicchiere sporco,
lacrima indesiderata dai capitali del pianto.
Ho comprato un coltello per ogni cenno d'abuso.
Ora faccio l'ambulante di sangue
e colleziono piante, intemperie
e m a r e a m b i t o
che non ha infettato,
qui,
la
vita d'alcuno.
3.
2 squatters merdosi,
pulce e zanzara,
si rifugiano nell'unica rivolta che sanno:
bucarsi d'acciaio anche l'uccello
mentre fumano l'illusione
di due foglie d'eucalipto
secche
vendute a peso d'oro.
4.
La "Stalingrado" d'Italia
m'è passata sotto i piedi sul tardi.
SESTO,
la Marelli a pezzi,
i figli della classe operaia
sommersi dalle onde elettromagnetiche
e dai CAMPARI-GIN pomeridiani
Io l'unico deficiente omologato al MINISTERO DELLA VERITA' con "uncaffèunbicchiered'acquaGRAZIE!" e una scheda telefonica da cinquemila segregata nella plastica che avvolge le sigarette appena acquistate.
Non sorrido alla mia ignoranza,
alla mia domanda di verità intesa come
pace irrisolta - pace orizzonte
corpo e contesto,
contesto e coscienza di classe.
Delle poche parole scambiate con l'autista di un tram ricordo solo:
_" Qual' è prossima?"
_"La sua."
E poi un'enorme piazza con al centro una statua di legno tarlato. Minima.
Un'invisibile punto interrogativo.
_"Scende?"
_"Forse."
5.
Ho sorpreso il mio isterismo
a dirsi che sarà più bello il mio prossimo figlio,
da qualsiasi madre arrivi
che non abbia addosso il peso della carne.
Ma amo allo stremo, di già,
e non desidero altre mogli
o figli differenti,
solo fiori degenerati
e
imbevuti di liquidi indigesti
che allontanino Milano e i suoi tassisti
dalla mia schiena
livida di passi.
6.
E' ancora padrona dei miei umori
la sensazione
di una
schiavitù volontaria.
Una dittatura cromatica
di
grigio acrobatico.
L'equilibrista e le sue nubi cadranno presto
al primo lieve cenno di vento.
Un uomo privo di sabbia
ma DIVO - di certo -
mi indica l'uscita d'emergenza
o, forse,
l'impossibilità di essere presente alla
sua
unica
celebrazione.
La bomba prende forma,
trova la sua
profonda
ragione d'essere
mezzo d'esclusione
vitale.
E rivivo il terrore di poter diventare terrore.
7.
Mentre esco per l'ultima volta
dalla porta automatica
dell'Hotel "Ideale" (***)
mi accorgo di saggiare l'aria come fosse materia
con le mani, i moti, il sentito.
e il mio cappotto grigio
non protegge abbastanza i miei pensieri severi.
Via Dei Mille,
in fondo,
non è, poi, peggio del suo nome.
Il maggio francese, il '77, eroina di Stato,
le bombe fascisto - segrete ,
forse hanno sporcato le scarpe
anche a qualcuno
degli esseri (dis)umani
che mi stanno rallentando il passo.
Forse qualcuno
ha sentito della sepoltura di Penthotal o di Walter Rossi.
La vanga; tra i le mani della polizia,
ha generato altri ignoti
da abbandonare nelle
fosse comuni dei "Caduti per Chissà Cosa"
anche se Calabresi alloggiava già da qualche tempo
in quelle
degli Idioti.
Martiri di Stato e martiri dell'Antistato.
Celebrazioni che colano grasso e Champagne
e ricordo che imbratta il viso con lacrime di pus.
8.
Stremato dall'atrocità di una
fame
che non accetta rimandi,
ho masticato cibarie e immondizie,
qualche petalo assopito sul piatto di plastica blu
( a dare decoro all'indecoroso)
ha vissuto, negli incubi di passaggio,
l'ansia di una morte
per
deglutizione - digestione - espulsione - integrazione al sistema fognario
Ho smesso il cibo e accendo.
Il caffè,
una vetrata alla mia sinistra
e fuori
il solito umore rumoroso d'auto e scroscìo d'acqua assordante.
Cosa domandarsi
se non il nesso tra
l'esistere e Milano?
9.
M'incammino verso un orizzonte
noto e ignobile,
insabbiato in un senso di esasperante sazietà,
di oziosa putredine umana.
La mia lingua inguaribile
di parole sperperate
non si esime
dall'esibizionismo cronico di versi di
orribile pregio
e
soffocante vuoto intellettuale.
Mi ripeto di essere un coglione benvestito,
uno sprezzante giocoliere di astri e linguaggi.
Ma...fino a quando vedrò i volti illuminarsi
al sublime suono
d e l v u o t o.
Milano s'illumina davvero.
Nel tardo pomeriggio.
Ha saputo che l'ora della mia partenza somiglia a questa
e
che i miei cantieri di solitudine
non subiranno mai il fascino in muratura
dei suoi piedi tatuati
o
della sua sensualità depressiva.
almeno fino all'ora in cui comincerà a profumare il suo
RETTO ANALE.
10.
S'insinua la morte,
le donne chine sulla speranza
di una maternità ambigua,
su 4 differenti fonti di piacere.
Per dimensioni, contenuti(!?!) e materiali.
S'insinua di sensualità,
incessante.
E' STATA GIUSTA LA SCELTA DEL SIMIL-ECOPELLE .
Artificiale ma insuperabile
32 cm di " ARRIVEDERCI A TRA QUALCHE TEMPO"- mah!-
"ATTORNO AI 40"- cosa?- .
La morte
con la sua bellezza
negata ma definitiva.
La morte meritata.
11.
Ricordo senza vergogna
di aver dormito
con una sola sposa.
ricordo l'incubo del suo dolore.
La quiete da requiem della sua bellezza.
E i risvegli toccata e fuga in RE minore.
La sua illusione spezzata e mia madre a letto con la mia sposa
a fare tutto quello che avrei dovuto
se il terrore non mi avesse
rapito,
deriso.
Mi accorgo di riuscire
a parlarne soltanto oggi,
raggiunta a ritroso l'età della pietra,
l'agonia insuperabile di un rogo generato dallo sfrocolìo di sassi,
d'un amore impastato di rose e terra
nuovamente feconda.
Promenade in Milano Breda
Parto.
gianlucavassallo
ott.nov.1999