STORIA DEI JETHRO TULL

Jethro TULL

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Parlare di un gruppo come i Jethro Tull, che nel corso del tempo e' cambiato moltissime volte, e che ancora continua ad evolversi, non e' facile. Non intendo quindi fare una dettagliata analisi della loro storia, poiche' (GIOVANNI ZITO insegna)dovrei scriverci un libro.Quello che intendo fare e' invece cercare riassuntivamente di dare una idea di cio' che questo gruppo e' riuscito a creare di nuovo, le influenze che ha avuto sulla musica le sue radici e i suoi frutti. Si puo' dire che i Jethro Tull nascano negli anni sessanta,dalle parti di BlackPool, nel nord Inghilterra.Ian Anderson,Jeffrey Hammond e John Evans, formarono i Blades ancora ragazzi non si prefigevano particolari scopi, pensavano soprattutto a divertirsi. 1967 diviene chitarrista del gruppo Mick Abrahams, e entra in organico anche il batterista CLIVE BUNKER (un mito) gli ormai Jethro Tull, incidono il loro primo disco THIS WAS, ispirato a melodie Blues in voga nella Londra di fine anni 60, in particolare, Ian ANderson, prende come punto di riferimento Roland KirK, Jazzista di colore che suonava il flauto traverso sbuffando e fraseggiando. Nel disco e' infatti presente anche una cover di Roland KIRK, "SERENADE TU A CUCKOO". Il Titolo del disco , This Was (QUESTO ERA), preannuncia un cambiamento, che avviene nel 1968 quando Abrahams si toglie di mezzo per lasciare posto al grande MARTIN L. BARRE, fedele compagno d' armi di Ian fino ai nostri giorni. 1969 esce il secondo lavorodei Tull STAND UP,decisamente diverso dal primo Album, i suoni si cominciano a sporcare e i toni diventano piu' pesanti, Ian Anderson e' ormai padrone indiscusso della situazione, e attraverso Benefit (1970),ricco di pezzi bellissimi tra i quali non posso non citare WITH YOU THERE TO HELP ME, SOSSITY YOU ARE A WOMAN e NOTHING TO SAY, arriva ad una piena maturazione nel 1971 con AQUALUNG, un cult. Nel 1972 i JETHRO TULL ironizzando sulla moda del tempo di fare dei concept album, cioe' degli interi dischi su un solo argomento, Incidono Thick as a brick, vengono pero' presi sul serio dai fan e il disco e' un vero successo.Molti vedono in questo periodo la fine dell' incantesimo e ritengono che da questo momento l' ispirazione di Ian Anderson si sia andata esaurendo. Naturalmente non condivido queste opinioni, A PASSION PLAY infatti, anche se a molti sembra una forzatura per sfruttare il successo ottenuto con Thick as a Brick ( riprende gli schemi di una suite) è fondamentalmente diversa. I toni si fanno piu' seri la musica piu' importante Ian Anderson da molta importanza all' aspetto teatrale e vuole riuscire a fondere musica e teatro, il pubblico forse non ancora pronto, non riesce ad apprezzare del tutto questo lavoro. Da questo momento in poi, la musica dei Tull cambiera' frequentemente, fido ad abbracciare l' elettronica con " A ". Questa scelta non e' stata ben accolta da molti Fans che hanno gridato al tradimento .Ian Anderson , forse, voleva essere al passo con i tempi e pensava di poter entusiasmare le nuove generazioni con sonorita' artificiali, dimenticando che cio' che sempre ha affascinato di lui, sono i suoni caldi e taglienti di una chitarra acustica, dolci e cattivi del suo flauto traverso , suoni insomma che nascono dalla terra. I JETHRO TULL, sono tornati sui propri passi e sembra che abbiamo abbandonato l' elettronica definitivamente. Il nuovo disco e' appena uscito e si chiama " DOT COM ".


CONCERTO A ROSETO 1999

Lunedì 19 Luglio 1999 ore 17:30 arrivo a ROSETO, in ABRUZZO. Molto euforico per l' occasione, incontro subito Aldo Tagliaferro, il presidente del FanClub, che non avevo mai conosciuto, dopo aver scambiato qualche chiacchiera, corro a comprare i biglietti.... Eccoli davanti a me, ora tocca solo entrare e riuscire ad arrivare in prima fila. Mi metto davanti ai cancelli ad aspettare e faccio amicizia con molti ragazzi appassionati come me di JETHRO TULL. Quello che accomuna noi Fan dei Jethro, e' la morbosita' con cui li seguiamo e conosciamo ogni dettaglio della loro carriera, oserei dire che tocchiamo anche una sorta di Feticismo. Ho visto persone PRENDERE APPUNTI mentre Anderson suonava, altri alzare in alto bicchieri di birra e offrirle a Ian come in sacrificio . . . Che posso dire, io amo questa gente e mi sento parte di loro . MA veniamo Al concerto . . .

Prima di tutto devo dire che le uniche volte che ho visto i JETHRO sono state : a ROMA nel 97 e , appunto ,a ROSETO 99. POsso quindi fare un paragone solo tra i due. Indubbiamente ho preferito questo di ROSETO, il palco era molto piu' grande, Ian era in "ottima" forma con la voce ed e' stato molto piu' energico, hanno suonato molti pezzi interessanti come Fat Man, con Ian Al MANDOLIno, Serenade to a cockoo, con Ian ad un flauto traverso di LEgno, e hanno fatto molto spettacolo.Quello che mi ha colpito e' stata la civilta' delle persone che assistevano al concerto. Anche se molto partecipi infatti, non hanno mai "pogato" spinto saltato, COSE ASSOLUTAMENTE INCONCEPIBILI A ROMA MA CHE IO DISAPPROVO-