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Il percorso ,riferito ad una classe terza, è improntato su una didattica aperta e flessibile, che ha come fulcro la storia da cui scaturiscono, si connettono, si integrano tutta una serie di attività interdisciplinari.
I punti chiave, nell’elaborazione del percorso, sono i contenuti e la metodologia
Contenuti
Secondo me, il primo passo è la selezione dei contenuti che, alleggerendo i percorsi li rende più significativi, favorendo lo svolgimento di attività di ricerca e di sviluppo verso cui gli alunni dimostrano interesse e curiosità, consentendo così una conoscenza più ricca, articolata e maggiormente interiorizzata.
Il criterio di cui ho tenuto conto per definire l’essenzialità dei contenuti è stato “la significavità , cioè, come diceva Bruner “ l’andare oltre le informazioni”, ho così elaborato la rete concettuale che dà significato a tutto il curricolo e che si esplica in ordine al SAPERE, SAPER FARE, SAPER ESSERE:
· SAPERE : - scoprire e comprendere le tappe più importanti della storia
dell’uomo;
- scoprire eventi, caratteristiche culturali, politiche, religiose,
sociali ed economiche di civiltà e/o periodi storici;
· SAPER FARE : - ricostruire cronologicamente eventi storici;
- comprendere i concetti di successione, contemporaneità,
durata,trasformazione in rapporto alla propria esperienza
personale e in relazione agli eventi storici;
- riconoscere le relazioni di causa-effetto tra gli eventi;
- leggere, comprendere, interpretare documenti e confrontare fonti che esprimono punti di vista diversi
● SAPER ESSERE : - incrementare la disponibilità al lavoro di gruppo;
- imparare ad accettare punti di vista diversi ;
- saper confrontare opinioni, idee, fatti, fenomeni della realtà vicina e lontana;
Ovviamente questo “quadro” non può essere decontestualizzato, se si ritiene il curricolo un percorso formativo lo si deve inserire nella “cornice” della dimensione affettiva, relazionale e sociale, componenti queste fortemente implicate nel processo di apprendimento e, ancor più pregnanti, nel contesto più vasto dell’educazione.
Metodologia
Grande importanza riveste la metodologia che si adotta, una componente basilare in relazione ai traguardi che si vogliono raggiungere.
Il metaobiettivo che mi sono posta per questo anno scolastico è quello di avviare gli alunni all’acquisizione di una metodologia di studio che, rafforzata nei successivi due anni, dovrebbe portare i ragazzi ad acquisire una competenza spendibile poi in contesti diversi. Quello che mi propongo è di portare gli alunni ad imparare a ragionare, cogliendo di un determinato argomento tutta la sua poliedricità.
Per arrivare a questa meta ho messo in atto le seguenti azioni :
· Ho fatto delle scelte ( non si può insegnare tutto )
· Ho proposto periodizzazioni a maglie larghe
· Ho adottato la metodologia della didattica per concetti
· Ho dato ampio spazio ad attività laboratoriali, gestite dalle insegnanti ma anche da personale esperto
· Ho utilizzato le tecnologie informatiche che , secondo me, offrono molteplici vantaggi:
* Sono accattivanti graficamente
* Si possono proporre percorsi interattivi che coinvolgono i ragazzi
* Consentono di strutturare “prodotti” che vengono costruiti dagli scolari stessi, pertanto sono condivisi e ciò stimola l’appartenenza al gruppo , incentivano la partecipazione, stimolano la discussione…..
* Servono a “fissare” determinati concetti
* Consentono di ripercorrere le tappe di un percorso…
A fine anno scolastico posso dichiararmi soddisfatta dei risultati raggiunti. I ragazzi hanno una visione “globale” degli argomenti trattati, sanno che la storia si basa su fonti documentali, ma sanno anche che non si può ” leggere “ un periodo storico sganciandolo dal contesto geografico o non tenendo conto degli aspetti scientifici o sociali. Ciò che hanno appreso si è “sedimentato” e ha dato origine ad un apprendimento duraturo.
Devo aggiungere che l’utilizzo delle mappe ha aiutato a rafforzare i concetti ed ha favorito la scoperta delle relazioni, delle connessione, delle inferenze.
Ora gli alunni sono in grado di realizzare mappe , di leggerle cogliendone gli intrecci, di utilizzarle per l’esposizione; quest’ultima modalità si è rivelata di aiuto, ad esempio,a quegli alunni che mostrano difficoltà nell’esporre oralmente; il fatto di utilizzare la mappa come filo logico conduttore, li ha rassicurati, aumentando la loro autostima e determinando un miglioramento della loro performance.
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