arciprete Lomonaco

Il manoscritto Dell'arciprete Giuseppe Lomonaco

Premessa a cura di Antonio Maurizio Cirigliano

Dopo l'ultimo rivoluzionario ritocco della Chiesa Madre il pensiero vola a chi ha amato e "restaurato" questo sito religioso, che raccoglie la memoria del nostro paese: l'Arciprete Don Giuseppe Lomonaco. Le tracce materiali che ha lasciato sono tante e sono menzionate minuziosamente e con tanto amore nel suo breve memorandum. Tante sono anche le tracce spirituali e umane di quest'uomo. Criticato, temuto e amato. Tra le righe dell'autobiografia si sentono le preghiere della nostra gente e la fede che pulsa nei cuori e che si esprime in gesti, parole, momenti, festa, duro lavoro quotidiano.

E il tentativo di Padre Lomonaco di voler strappare al nostro popolo, col Cuore di Gesù, ancestrali simulacri pagani, fortemente legati alla tradizione.

Il documento

Io, qui sottoscritto, Rev.Arciprete D. Giuseppe LOMONACO, volendo lasciare un memorandum della mia vita a quanti, dopo di me reggeranno le sorti di questa Chiesa parrocchiale "Santa Maria dell'Episcopio", in Montalbano Jonico (Matera), affido a questa bottiglia dei dati e fatti che indicano l'operato della mia vita di Sacerdote.

Sono nato a Montalbano Jonico il 22 aprile 1912 da Nicola Lomonaco e Caterina Crocco che hanno avuto quattro figli: Lucia - nata il 14 luglio 1908, sposata a Vincenzo Polisano da Napoli, ha avuto due figli: Anna e Gino.

Giuseppe - i cui dati sono sopra detti.

Vincenza - nata il 15 novembre 1916, morta il 4 novembre 1918.

Vincenzo - nata il 2 gennaio 1925, medico, sposato con la prof.ssa Flora BARATTO da Trebisacce. Ha avuto cinque figli: Nicola, Caterina, Giuseppe, Rocco e Francesco.

Notizie autobiografiche:

nato, come ho detto il 22 aprile 1912, fui battezzato il 16 giugno 1912. Ricevetti la cresima il 17 dicembre 1913.

Appena terminate le scuole elementari in Montalbano Jonico entrai in Seminario a Nicastro (Catanzaro) l'anno 1929. da Nicastro, per gli studi ginnasiali, passai a Potenza, nel nuovo Seminario Pontificio, ove mi fermai negli anni 1927,1928,1929 per frequentare la 2° e 3° ginnasiale. Da Potenza fui trasferito a Vico Equense (Napoli) nella scuola apostolica dei padri Gesuiti per frequentare la 4° e 5° ginnasiale negli anni 1929, 1930. Da Vico Equense fui trasferito a Napoli, nel noviziato dei Gesuiti e propriamente al Vomero, nella casa dita in Via Conte della Cerra. Rimasi fino all'anno 1934 sia per il noviziato che per il Liceo classico. Da Napoli i Superiori mi destinarono a Chieri (Torino), per lo studio della filosofia dall'anno 1934 al 1936.

Appena terminati gli studi filosofici, fui inviato in qualità di maestro, per un triennio, all'Aquila, nel collegio degli Abruzzi negli anni 1937,1938,1939.

Terminato il Magistero, ebbi come destinazione Napoli-Posillipo, al collegio S.Luigi per gli studi di Teologia ed ivi rimasi dall'anno 1939 al 1942.

Fui ordinato sacerdote il 13 maggio 1942.

Da Napoli fui mandato a Bari in qualità di economo e prefetto di disciplina al Collegio "Di Cagno Abbrescia" ed ivi mi fermai negli anni 1942-1943. A completamento dei miei studi e della mia formazione religiosa, i Superiori mi destinarono a Vico Equense per il terzo anno di pronazione; fu mio maestro il Rev.P.Giuseppe PELUSO.

Era l'anno 1943, in piena guerra mondiale.

Da Vico Equense fui trasferito per breve tempo, al collegio ARGENTO di Lecce e da qui di nuovo a Napoli, nella residenza di Via S.Sebastiano come Missionario ed operaio apostolico nell'Opera dei Ritiri di Perseveranza, con il Rev.P.Armando JUE' S.J.

Lavorai dall'anno 1944 al 1947. Stanco di tanto lavoro, i Superiori mi dettero il cambio di ufficio e di residenza e mi trasferirono al Collegio-Convitto Conocchia, in qualità di Professore di Lettere che durò dal 1947 al 1950.

Dietro insistenza di S.Ecc. Mons. Pasquale QUAREMBA, accettai di venire a Montalbano. Era il 23 dicembre 1950.

Entrai in carica la vigilia di Natale. Trovai la Chiesa abbandonata e come struttura e come formazione dei fedeli e perciò il mio primo impegno fu quello di restaurare tutto nel Cuore di Gesù.

Svariate volte si sono tenute missioni al popolo.

Il 21 settembre 1952, in forma solenne, ho organizzato, con l'intervento di 5 vescovi, il primo Congresso Parrocchiale dell'Apostolato della Preghiera, a ricordo del quale. Nell'anniversario del 1953, feci affiggere una lapide nella Cappella del S.Cuore.

A distanza di dieci anni e propriamente dal 13 al 21 settembre 1962, organizzai il secondo Congresso Parrocchiale dell'A.d.P., con l'intervento di vescovi, così come è ricordato nella lapide posta sulla facciata esterna della Chiesa. Per due volte, e propriamente il 26 marzo 1951 ed un'altra volta nel 1962, ho fatto venire la Madonna di Anglona, quale pellegrina, per ravvivare la pietà nei fedeli.

Ricolma di frutti spirituali fu anche la missione tenuta al popolo dai Padri Passionisti nel'ottobre del 1958.

Per due volte ho fatto venire le effigie della Madonna di Viaggiano e il 4 novembre, in occasione della venuta del simulacro della Madonna di Fatima, ci fu una missione di sette giorni tenuta dai Padri Gesuiti.

L'entusiasmo fu immenso: un corteo di oltre 500 macchine accompagnò l'immagine dalla stazione di Montalbano fino al centro abitato.

Non sono mancate occasioni come incentivo di risveglio spirituale, tra le quali l'inaugurazione del piccolo monumento della Madonna di Lourdes, nei pressi della Caserma dei Carabinieri, quando ancora non era eretta la seconda Parrocchia di S.Rocco. Fu il 25 ottobre 1959 e partecipò anche S.Ecc.Mons. TAGLIABUE. Detta seconda Parrocchia, da me voluta, sovvenzionata e eretta per esigenze varie fu gestita dal primo Parroco D.Angelo CAMPANALE dal 1962 al 1965, anno in cui morì detto Reverendo ed a cui successe il Rev.D.Luigi Ziella.

L'altra imponente manifestazione avvenne nell'inaugurazione del monumento al S.Cuore di Gesù il 21 giugno 1963, all'ingresso del paese.

Il suolo dove sorge la stele del S.Cuore è stato donato a me personalmente dalla famiglia CENTOLA.

Un'altra indimenticabile manifestazione di fede fu quando inaugurai la Via Crucis lungo la Via del Cimitero il 5 aprile 1973 a cui partecipò S.Ecc.Mons.TOMMASINI, succeduto a Mons.TAGLIABUE.

A completamento di detta Via Crucis, ho eretto, nel Cimitero, un'artistica resurrezione del Cristo, opera del Prof.Domenico TRASI da Salerno.

Detto monumento è tutto in ferro pieno, lavorato dal Signor Vincenzo Prisco da Montalbano Jonico, in memoria di mio zio Giovanni CROCCO, morto in America.

A queste opere esterne a cui ho sempre dato valore, ho dedicato tutta la mia attività alla restaurazione di tutte le Chiese della mia Parrocchia.

La Chiesa del Convento e lo stesso ex Convento dei Cappuccini eretto poi a parrocchia nel 1962, è stato da me restaurato negli anni precedenti.

La Chiesa del Purgatorio, quella di S.Nicola, l'altra di S.Leonardo furono tutte messe a nuovo per mia iniziativa.

Ma l'opera maggiore, e di cui tutti ne ammirano la bellezza, la grandiosità e la funzionalità, è la Chiesa di S.Maria dell'Episcopio. Per essa ho effuso tutto il mio entusiasmo ed il mio avere. In continuità, anno dopo anno, ho sempre arrecato decoro, comodità, prestigio.

Da quando fui nominato economo e Vice Parroco con tutti i diritti il 2 gennaio 1952 e poi Vicario Economo il 29 maggio 1957 e poi Arciprete il 15 novembre 1957 a tutt'oggi, ho sentito un sempre più crescente affetto a questa Chiesa che ho considerata come misticamente a me unita, come sposo alla sposa, per cui ogni accorgimento mi è sembrato a me un atto di amore. Spoglia di ogni decorazione, ho iniziato il lavoro dell'intonaco totale in tutte le sue parti sino alle decorazioni in atto. Dal pavimento in granito a questo altare progettato dal Rev.P.Tarcisio MANTA, Francescano residente a Potenza ed una volta missionario in Brasile, amatore di archeologia e decorazione.

A tutte queste opere bisogna aggiungere la costruzione della Casa Canonica, iniziata l'anno 1963, completata nel 1964, è stata resa abitabile nel 1965.

Se in tutte queste cose ci sono state soddisfazioni e gioie, non sono mancati dispiaceri e difficoltà, che sono stati superati con l'aiuto del S.Cuore.

Chi, dopo di me, reggerà le sorti della Chiesa di S.Maria dell'Episcopia, sappia che il Signore ha redendo il mondo con il suo sacrificio e che senza questi non è possibile effettuare cose belle.

Queste cose le ho scritte e nascoste in questo luogo a sola sorpresa di chi nel tempo la ritroverà.

Domando una preghiera in suffragio della mia anima.

L'ARCIPRETE

D.Giuseppe M. Lomonaco

P.S. Questo memorandum, rinvenuto in Casa canonica, è stato fatto fotocopiare e distribuire dal Dott.Vincenzo LOMONACO nella ricorrenza del I° anniversario della morte del fratello Arciprete, avvenuta il 26 settembre 1986.

Il fratello (poiché nel memorandum non è stato menzionato) fa presente che la cappella del cimitero destinata agli iscritti all'Apostolato della Preghiera fu fatta costruire dall'Arciprete, a sue spese, nel 1984. 

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