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DUE TERZI DI STIPENDIO

PER UN MINI APPARTAMENTO

 

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Le industrie del Nord assumono operai meridionali, ma le città non offrono alloggi.

I pochi affittabili raggiungono cifre astronomiche

E’ la casa il vero problema per i tanti giovani meridionali che lasciano le nostre per lavorare nelle fabbriche del Nord d’Italia. Siamo nella situazione paradossale di città che hanno bisogno di nuove leve per le proprie ditte ma che non riescono a trovare loro una decorosa sistemazione logistica. Indifferenza? Una cosa è certa, gli appartamenti liberi per l’affitto sono pochi e hanno un pezzo troppo alto per i loro stipendi che si aggirano attorno al milione e 300mila, un milione e 500mila. I nostri sospetti trovano puntuale conferma in una veloce inchiesta e nella testimonianza di un giovane operaio montalbanese.

Dazzero ha provato a cercare casa per lui a Reggio Emilia. Il prezzo più basso che ci hanno chiesto è stato di 600mila lire al mese per un mini appartamento con una sola camera, angolo cottura e bagno.

Oppure, in un’altra agenzia, vi è dell’altro al costo di 850.000 lire e in zona decentrata, due camere arredate con angolo cottura a 950mila lire. Non parliamo poi dei centri storici, una volta vera manna dal cielo per moltissimi: dal milione in su.

Se poi proviamo ad allargare la nostra richiesta verso un appartamento idoneo ad un nucleo familiare, troviamo cifre assolutamente impraticabili: dal milione e 200mila e dintorni.

Donato C., 25 anni , diplomato montalbanese, è uno dei tanti giovani meridionali che impegna delle sue energie per trovare casa. Fa l’operaio, lavora dall’ottobre scorso con contratto di formazione lavoro annuale alla Sea, una ditta metalmeccanica della città del Tricolore.

Per i primi due mesi la ditta ha agevolato la sua permanenza, facendolo risiedere, assieme ad altri colleghi di lavoro, in uno spazioso appartamento di sei vani. Dopodichè, ingenerata la speranza di un guadagno, la ditta lo ha praticamente obbligato a cercare casa, perché quello stesso appartamento serviva a nuovi arrivati.

L’ha trovata poi la casa.; in estrema periferia della città, con altri. Adesso si trova punto e a capo: la padrona di casa ha chiesto lo sfratto e lui e i suoi due compagni pugliesi sono alla ricerca di un alloggio.

"Per me è uno dei periodi più brutti, giro e rigiro per le agenzie immobiliari e non trovo niente di concreto, niente di sicuro" ci ha detto Donato.

"I prezzi sono molto alti . Per un appartamento ammobiliato ci chiedono mediamente un milione e 300.000 lire, escluso le spese immobiliari, luce, acqua e gas. Così – ci rivela Donato – il prezzo sale sino al milione e 700mila. Ognuno di noi tre, quindi, deve tirare fuori dalla tasca mensilmente per una alloggio più di 500.000 lire.

Pensate che ero intenzionato a sposarmi e trasferirmi qui a Reggio Emilia definitivamente. Ma come faccio? E’ veramente troppo per chi fa l’operaio e poi, c’è tanta gente qui che ancora pensa che i meridionali siano tutti uguali, volgari, terroni e rumorosi".

Antonio Maurizio Cirigliano