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Credo
ora utile ed importante di fare la descrizione topografica attuale del comune di
Montalbano Jonico, fissando per punto di partenza la Chiesa parrocchiale.
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La quale non è di recente fondazione, ha una cupola del mille e
quattrocento ed ha il titolo di S. Maria dell'Episcopio, provvenutogli forse dal vicino
palazzo episcopale oggi in possesso di privati cittadini.
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Dalla diversità dei capitelli delle colonne si vede bene che il nostro
principale edificio sacro fu ingrandito sino all'attuale piazza Savonarola, dall'antico
che era lungo dalla porta maggiore di via Alighieri a metà della colonna del pergamo; ed
eseguito l'ingrandimento, la chiesa fu consacrata il 23 giugno 1534, giusta iscrizione
latina incisa su pietra, che io vidi quando al vecchio altare di legno del SS. Sacramento
si sostituì quello di marmo; annualmente poi si commemora il 23 giugno con festa
ecclesiastica quella, consacrazione.
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La chiesa ebbe ad occidente la porta maggiore, che vedesi ora murata in
piazza Savonarola, e diverso cappelle private, tra le quali mi piace notare quella di S.
Michele Arcangelo eretta il 1640 vicino quella murata porta dal sacerdote Leonardo
Fiorino; ma caduta e demolita la chiesa in gran parte nel 1731, in seguito al terremoto
orribile di quell'anno, il vescovo tricaricense del tempo Nicola Carafa, volendola
ingrandire, riordinò le navate, e tolse quelle cappelle private che si opponevano al suo
disegno: l'opera durò ben tredici anni, perchè, secondo l'iscrizione che si legge sulla
porta murata di piazza Savonarola, essa fu compiuta il 1743, quando il Carafa, costretto a
rinunciare il vescovato di Tricarico, era stato surrogato vescovo dal dotto calábrese
Antonio Zavarrone; ed allora Prevalse il disegno barocco di capovolgere la chiesa; per la
ragione puerile ed inesplicabile in tempo che in Montalbano erano colti preti e cittadini,
che la porta maggiore del principale edificio sacro del comune doveva aprirsi nel punto
dove l'abitato s'era accresciuto!
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Così l'antica porta di piazza Savonarola venne murata, tutto fu
capovolto e da allora la nostra chiesa parrocchiale, nuovamente poi restaurata e dotata di
campanile e sacrestia dopo il 1791, dà lo spettacolo miserando della porta maggiore
presso la cupola e la crociera, del coro e dell'altare maggiore nel luogo dove doveva
essere. la porta principale.
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La chiesa ha un campanile, su cui si accede con comoda gradinata dalla
porticina ch'è dirimpetto alla sacrestia, e dall'alto si gode una vista bellissima
dell'abitato e dei dintorni: ha poi tre porte, la maggiore e quella di S. Maurizio in via
Alighieri e la così detta porticella in via Arnaldo da Brescia; ha tre navate con volte a
fabbrica, lunghe circa metri 37,4 e larghe complessivamente circa metri 16,50 nella parte
ingrandita e circa metri 12,23 in quella antica, esclusi i lati della crociera.
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Entrando per la porta principale si vede nella navata di mezzo a destra
un sacro fonte lapideo con rozze sculture di tartarughe nell'interno, ed a sinistra, oltre
il fonte battesimale di pietra del 1560, un pulpito di legno decorato di moderni fregi: di
fronte e sopra l'altare maggiore ornato a stucco, si vede maestoso l'organo d'ottima
fabbrica, ben
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dipinto e ricco d'indoratura, quivi situato il 1909 e trasportato da un
punto centrale di navata, dove occupava grande spazio della chiesa: dietro l'altare
maggiore è il coro del 1699, che ha buoni stalli di legno, e che giusta iscrizione su
legno da me, vista ed ora tolta, fu quivi traslocato dopo il barocco riordinamento della
prima metà del secolo decimo ottavo.
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Prendendo la navata a destra di chi entra per la porta principale di
via Alighieri si ha un altare con statua pietosa dell'Addolorata ed un altare di Santa
Maria del patrocinio con dipinto ad olio, eretto da fra Giovanni Domenico Mansi
commendatore dell'ordine di Malta e da Antonio Mansi vescovo di Nicotera nel principio del
secolo decimo ottavo: l'altare ornato nell'alto dallo stemma dell'ordine maltense contiene
a destra ed a sinistra quelli di famiglia e del vescovo Mansi.
Proseguendo si ha a destra una parte della crociera con la porta del
campanile e la sacrestia, e di fronte il cappellone del patrono S. Maurizio, ornato di
architettura e di stucchi del 1630, di pitture e decorazioni restaurate il 1891 dal
pittore Sampietro.
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Il cappellone fu costruito il 1630 in luogo d'antica cappella
dell'Immacolata Concezione, posseduta dalla famiglia montalbanese Asprella, e fu decorato
di angeli nell'alto e di due grandi statue di santi pontefici in terra cotta nei lati del
ligneo altare indorato sulla volta leggesi latina iscrizione del temo poi restaurata, la
quale indica quando il cappellone fu costruito.
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Il grande quadro della Vergine, olio surrogò l'antico di nessun
pregio, logoro e distrutto, nonché l'affresco della SS. Trinità furono dipinti il 1891
dal pittore Cosimo Sampietro sopra l'altare e nella volta. In una nicchia posta nel centro
dell'altare si vede coverto di lastra il busto del patrono S. Maurizio ornato di
argenteria; scultura bellissima in legno concavo del 1630, come si legge nel piedistallo;
il busto contiene chiuso nel petto da vetro il cranio osseo del santo, che in quell'anno
fu eletto patrono di Montalbano in surrogazione di S. Giovanni Battista.
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Altri busti di santi chiusi in nicchie sono posti attorno quello di S.
Maurizio; e sotto l'altare ammirasi una bella ed artistica decorazione del 1695. Tornando
indietro nella navata, ed ammirato il quadro della Maddalena, pittura graziosa dell'Oliva
che vedesi sulla porta della sagrestia si ha l'altare di S. Lucia con statua di cartapesta
della santa, l'altare e la statua di S. Antonio; di fronte ammirasi la bella e secolare
statua della Vergine del Rosario, ritenuta protettrice di Montalbano Jonico; il cui culto
rimonta fra noi a lungo tempo. Infine, passando nella navata a sinistra di chi entra per
la porta, maggiore della chiesa, si ha presso, un altare con la secolare statua di S.
Maria dell'Episcopio titolare della chiesa, rozzamente scolpita in legno; e passata la
così detta porticella che risponde in via Armando da Brescia, si ha più innanzi e di
rimpetto al cappellone di S. Maurizio quello di S. Gaetano o del Crocifisso, che forma
l'altro lato benchè irregolare della crociera del sacro edifizio: questo cappellone, dove
ora un altare di S. Cristoforo con cappella d'antica fondazione, fu eretto dalla
montalbanese famiglia Quinto che non esiste più fra noi, e vi furono seppelliti i tre
vescovi tricaricensi Antonio De Caprioli, Roberto De Robertis e Gaspare Toralto, morti in
Montalbano Jonico il primo verso il i11585 e gli altri due il 1624 ed il 1680, come può
vedersi dagli stemmi vescovili di stucco posti sui loro sepolcri: di più in questo
cappellone sono tre altari con un grande Crocifisso scolpito in legno, una piccola statua
di S. Michele Arcangelo del secolo decimo settimo, una statua di legno dell'Immacolata
fatta venire il 1858 ad istigazione del clero, col vano scopo di paralizzare il culto del
simulacro della Concezione esistente nella chiesetta del Purgatorio, e le statue di
cartapesta dei santi medici Cosimo e Damiano del 1893, che ricordano una lotta meschina
tra il clero e la confraternita del Purgatorio, incompatibile nello scorcio del secolo
decimo nono!
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Continuando poi per la medesima navata si hanno: l'altare di Santa
Maria ad nives con dipinto ad olio; l'altare con la statua di S. Maria di Costantinopoli
del secolo decimo settimo, che rammenta una cappellania fondata nel secolo decimo sesto da
Fra Annibale De Troylo cavaliere maltese del nostro comune, ed arricchita poi nei secoli
decimo settimo e decimo ottavo di beni dai sacerdoti Giuseppe e Diego Troyi; e di fronte,
il cappellone ben decorato del SS. Sacramento, con altare marmoreo donato il 1879
dall'arcivescovo Camillo Siciliano-Rende che fu poi cardinale, con un grande dipinto ad
olio rappresentante la sacra cena, su cui sormonta una corona di legno indorato, e con una
bella statua del Cuore di Gesù , lavoro in cartapesta del 1811.
La chiesa parrocchiale di Montalbano ha per capi un arciprete - parroco
ed un cantore, eletti dal vescovo, il primo dietro esami: secondo il focolario
montalbanese del 1545 aveva sedici preti, e secondo una memoria forense dell'avvocato
Filippo Fozio, pubblicata il 27 luglio 1770 in favore dellUniversità e dei
cittadini del nostro comune, contro le pretensioni di decime ecclesiastiche del clero,
essa aveva venti preti partecipanti con un arciprete nominato per concorso e sei
confessori incluso il parroco: nell'epoca dell'incameramento dei beni ecclesiastici,
avvenuto per legge del regno d'Italia, la nostra chiesa parrocchiale aveva ventidue preti
partecipanti con un arciprete e un cantore; e le rendite di essa ammontavano a circa lire
ventimila annue .
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Pel seppellimento dei cadaveri, che pria della costruzione del cimitero
si eseguiva nella chiesa parrocchiale, questa aveva quelle fosso sotterranee che ancora vi
sono, qualcuna delle quali venne colmata di terra e di pietre: ed innanzi la così detta
porta di S. Maurizio in via Alighieri vedesi uno spazio pavimentato a mattoni, detto il
cimitero, sotto cui deponevansi le ossa mortuarie tolte dalle fosse dopo un periodo di
tempo.
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Uscendo dalla porta maggiore della chiesa, e volgendo a destra per via
Arnaldo da Brescia si entra nella così detta terra vecchia, che è la parte più,
antica del paese; e si trova subito una casa palazzinata con portone, appartenuta al primo
ramo di famiglia Troyli venuto in Montalbano il 1503 dalla Slesia, ed oggi posseduta da me
autore di queste memorie storiche: dal vicino cozzo, dove passa la bella strada costruita
dallo Stato intorno l'abitato per la legge di Basilicata, si ha una vista bellissima della
valle dell'Agri, dei monti e di vari comuni. Qui presso trovansi un orto di mia proprietà
e l'opificio a vapore di Michele Lunati, in cui lavorano più operai.
In vicinanza trovasi piazza Savonarola, cioè l'antica piazza di
Montalbano, dove oggi si tiene mercato di frutti e verdura nelle annuali feste di S.
Maurizio e del Rosario: nel fabbricato posto dirimpetto alle spalle del campanile della
chiesa funzionava pria del regime napoleonico la principale curia del nostro paese, ed in
case a piano terreno erano le carceri, sopra una delle quali leggesi annerita dal tempo
vecchia iscrizione.
Continuando per via Arnaldo da Brescia sino a piazza Cirillo, in cui
vicinanza si ha bella veduta dei campi agrensi e dei monti, si giunge a piedi di via
Galilei, dove a sinistra è la cappella di S. Leonardo con una statua del santo del secolo
decimo nono; la quale fondata il 1751 da Vittorio Guida, giusta atto pubblico 31 dicembre
di quell'anno, rogato da Nicola De Luca, appartenne ai Ferrara, e questi poi la cedettero
a cittadini montalbanesi.
Nell'uscire dalla cappella e procedendo a destra per via Galilei,
vedesi a sinistra una palazzina con loggia e ringhiera di ferro posseduta un tempo, dalla
famiglia del dottore in legge Gennaro Cassano, e rimarchevole perchè, vi si tenne dalla
giovine figliuola di lui Rachele Cassano la montalbanese sala patriottica nel 1799. Qui
vicino è il luogo del descritto castello di Montalbano, occupato ora dall'opificio
industriale del cav. Maurizio Rocco e quasi tutto attorniate da burroni.

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