San Maurizio

 San Maurizio

martire

PATRONO DI MONTALBANO JONICO

 

SI FESTEGGIA IL 22 SETTEMBRE

Patrono dei:

  • Soldati
  • Fanti.

  Etimologia:

 Maurizio = dal latino figlio di Mauro.

 

  Emblemi:

  •  Lancia, 
  • Negro, 
  • Palma, 
  • Stendardo

 

 

Poesia dedicata al nostro patrono

"NOSTRO SANTO DALLA PELLE SCURA"

di

Antonio Cirigliano

 

 

                           

San Maurizio era nato a Tebe ed era capo della legione tebea che venne martirizzata durante la decima persecuzione. Questa legione era formata da 6666 soldati, di origine egiziana. La legione prestava servizio normalmente ai confini orientali dell'impero, ma dovendo Massimiliano contrastare gli attacchi dei Marcomanni, la fece trasferire in Gallia.

Quando l’esercito giunse presso le Alpi, nella zona del Vallese, la legione ricevette un ordine imperiale al quale non volle obbedire, due sono le versioni, secondo una prima l'imperatore ordinò ai legionari di giurare fedeltà all'impero sull’altare delle divinità, la seconda invece racconta che alla legione fu chiesto di scovare i cristiani che si nascondevano nella zona.

I soldati, che erano quasi tutti cristiani, si rifiutarono di obbedire e l’Imperatore diede ordine che fosse ucciso un soldato ogni dieci. Né la prima né la seconda decimazione fece cambiare idea ai soldati. Allora Massimiliano ordinò lo sterminio, al quale sopravvissero pochissimi uomini, tra questi San Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio che ripararono in Italia. Una leggenda dice che il sangue dei martiri fu raccolto e conservato in un vaso da San Martino. La località in cui avvenne il martirio di San Maurizio e tutta la legione tebana è l'odierna Saint Moritz in Svizzera

              

Altre notizie su San Maurizio e su come questo Santo è diventato patrono di Montalbano li potete trovare sul libro "TAMERICI" di Nicola Palazzo

Il libro completo lo potete leggere su questo sito 

                

Verso la metà del terzo secolo Origene scriveva che le nuove reclute del cristianesimo provenivano principalmente dai ceti popolari "tra i tessitori, i follatori e i calzolai". Ma anche le famiglie della borghesia provinciale fornivano alla religione di Cristo nuovi fedeli: avvocati, magistrati, funzionari imperiali e legionari ingrossavano le file del cristianesimo. La presenza dei cristiani nella milizia smentiva il sospetto che essi non fossero buoni cittadini, anche se alcuni di loro posero l'obiezione di coscienza, quando si trattò, come nel caso di Maurizio e compagni, appartenenti alla legione tebea, non di difendere l'impero dai suoi nemici, ma la propria fede nell'unico Dio rifiutando un sacrificio agli dei, equivalente all'apostasia.


La mentalità dei cristiani non poteva del resto coincidere con quella pagana. Pur rispettosi delle leggi e leali verso l'impero, non mettevano la patria terrena al di sopra di tutto. Un certo disinteresse per l'estensione dell'impero fu spesso scambiato per avversione e punito con estremo rigore. Prova ne è l'episodio che ha come protagonisti il "primicerius" della legione tebea Maurizio, il "campidoctor" Essuperio, il "senator militum" Candido e tutti i loro commilitoni cristiani, sottoposti a flagellazione e poi decapitati per essersi rifiutati di proseguire verso la Gallia in una spedizione punitiva contro i cristiani, o (secondo un altro racconto) di sacrificare agli dei prima di muovere contro i ribelli Bagaudi. La prima versione è desunta dalla Passio Acaunensium martyrum, scritta dal vescovo di Lione Eucherio verso il 450. Secondo questo racconto Maurizio e compagni appartenevano alla legione tebea, che Massimiano Erculeo, associato al governo nel 286 come collega dall'imperatore Diocleziano, aveva trasferito con altre truppe dall'Egitto alla Gallia per arginare la diffusione del cristianesimo. Giunti ad Agaunum (l'odierna St-Maurice, nel Vallese), presso Martigny, Maurizio e compagni non vollero proseguire per una ragione assai comprensibile.  

Massimiano, dopo aver fatto somministrare ai riottosi l'umiliante flagellazione pubblica, per decimazione, non essendo riuscito a piegarli all'obbedienza, fece decapitare l'intera legione (un migliaio di soldati; secondo la Passio addirittura seimila, ma si trattò più probabilmente di una coorte). Nonostante il giudizio contrastante degli studiosi sulla Passio scritta dal vescovo Eucherio, vi sono testimonianze molto antiche del culto dei martiri di Agaunum, dove gli scavi compiuti nel 1893 hanno messo in luce i resti di una primitiva basilica del IV secolo.