LA  GLOBALIZZAZIONE

 

LA  GLOBALIZZAZIONE

 

Bisogna prima di tutto distinguere tra internazionalizzazione, mondializzazione e globalizzazione. L'internazionalizzazione indica il carattere dei rapporti economici, politici, giuridici e culturali che una comunità o uno Stato stabiliscono con altri Paesi: si può allora parlare di internazionalizzazione mercantile (di merci), produttiva (investimenti all'estero), finanziaria (movimenti di capitali), tecnologica (trasferimento di tecnologie), culturale (rapporti culturali), oppure legata a movimenti di persone (migrazioni).

 

La mondializzazione indica il complesso di problemi i cui effetti si manifestano a livelli mondiale e le cui soluzioni sono possibili solo attraverso la creazione di organismi internazionali e la cooperazione tra Stati nazionali. Tra questi, ad esempio, i problemi ambientali, dell'acqua, del clima, dell'energia, quelli delle migrazioni,  quelli delle malattie e quelli delle mafie.

Per globalizzazione si intende l'estensione e la diffusione di una quantità sempre crescente di dispositivi simbolici, materiali, tecniche, procedure, discorsi, logiche e prodotti potenzialmente fruibili su scala mondiale.  

La globalizzazione sta ad indicare le nuove forme assunte nel mondo dal processo di accumulazione di capitale, soprattutto in questa fine secolo dalla triade Usa, Giappone, Unione Europea per creare un unico mercato e per ottenere profitti su scala mondiale.

Il fenomeno della globalizzazione implica l'interazione di dinamiche complesse ed è caratterizzato dal comune confluire di processi non solo economici ma anche politici, sociali e culturali; la ricerca di spazi globali si è verificata nella storia per rispondere ad esigenze conoscitive, esplorative, militari oppure è legata alla tendenza a trasmettere idee, valori e fedi religiose ma il tema della globalizzazione e l'analisi delle sue conseguenze occupano un ruolo di primo piano nella storia dell'800 e del '900 perchè è soprattutto in questo periodo che le spinte globalizzatrici hanno trovato la loro massima diffusione grazie all'apporto delle nuove tecnologie.

Nell'analizzare la globalizzazione e il rapporto tra gli Stati e la globalizzazione è essenziale tenere in considerazione il fatto che economia, politica, cultura e società sono strettamente interdipendenti e l'evoluzione di uno di questi fattori comporta la trasformazione degli altri.

I processi di globalizzazione in atto si muovono tra locale e globale, in uno spazio che Mc Luhan ha definito col fortunato ossimoro di "villaggio globale" per descrivere la situazione contraddittoria in cui viviamo. I due termini dell'enunciato si contraddicono a vicenda, il "villaggio" esprime qualcosa di piccolo, mentre "globale" sta a significare l'intero pianeta.

L'analisi della proliferazione su scala mondiale di catene di fast-food, parchi di divertimento, club-vacanze, ecc., ha suggerito al sociologo Ritzer di identificare la globalizzazione con la Mcdonaldizzazione. Ritzer è convinto che la Mcdonaldizzazione non si limiti alla ristorazione ma sia ormai estesa "alla scuola, il mondo del lavoro, i viaggi, l'alimentazione, la politica, la famiglia", ovvero ad ogni settore della società. Ritzer definisce la Mcdonaldizzazione come un processo di omologazione e spersonalizzazione che con i suoi prodotti occupa un posto di primo piano nella cultura di massa.

Gli osservatori anglosassoni degli scenari globali, cresciuti alla scuola della cultural theory, hanno preso le distanze dalla teoria della "McDonaldizzazione" di Ritzer. Gli autori della cultural theory, quali Robertson, Appadurai, usano il termine glocalizzazione per indicare il processo di fusione tra globale  e locale in cui le dinamiche economiche, politiche e culturali si sviluppano.

Il termine globalizzazione designa una fenomenologia composita rappresentabile secondo la seguente classificazione: globalizzazione come processo, globalizzazione come fatto o risultato concreto, globalizzazione come campo di forze in atto. E' bene distinguere tra i termini capostipiti dell'intera famiglia: globalizzazione, globalità e globalismo. 

Come già detto possiamo usare il termine globalizzazione per definire  la combinazione di processi economici, politici, sociali e culturali, che hanno come effetti :

  1. la formazione di un mercato finanziario globale;

  2. l'aumento dell'incidenza delle nuove tecnologie per lo scambio di beni e servizi;

  3. l'iperconcorrenza, ovvero un'accentuata competitività agevolata da processi di liberalizzazione, di privatizzazione e di deregulation;

  4. lo sviluppo di un'informazione che insieme al contemporaneo progresso dei mezzi di trasporto unifica il mondo per ridurlo alla dimensione di "villaggio";

  5. la formazione di una cultura globale, cultura in cui il peso dei singoli apporti riflette la capacità di influenza delle varie nazioni componenti;

  6. la perdita di rilevanza dello Stato o del sistema nazionale come punto di riferimento fondamentale nello scenario economico e politico nel nuovo assetto globale.

Globalità significa: viviamo da tempo in una società mondiale e la rappresentazione degli spazi diviene fittizia; parlare di confini ha sempre meno senso perché il mondo restringendosi grazie alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie allarga le possibilità di trasferimento per persone,  merci e idee. La globalità è la nuova condizione della nostra era che da, anche ai Paesi più isolati, nuove finestre sul mondo grazie ai progressi tecnologici (l'esempio più emblematico di finestra sul mondo è Internet).

Possiamo usare il termine globalismo per definire qualcosa di simile ad una visione del mondo, ad un punto di vista che segue l'ideologia del neoliberismo e che sostiene la centralità del libero scambio e di un commercio mondiale per aumentare i redditi dei Paesi e migliorare le condizioni di vita in tutto il mondo.

Il fenomeno della globalizzazione riguarda un concetto di piena portata dicotomica; mentre per i suoi fautori, la globalizzazione presenta aspetti positivi, per i suoi detrattori è dominato da tratti negativiPer i primi la globalizzazione è una forza positiva, che si nutre di due elementi di fondo, il commercio internazionale e la tecnologia, per diffondere opportunità e benessere a strati sempre più ampi di popolazione mondiale. Per i secondi la globalizzazione è una forza negativa, che favorisce i soliti pochi (i ricchi e le multinazionali) e penalizza i più creando disuguaglianze e ingiustizie. 

Rispettando questa dicotomica posizione la globalizzazione assume maggiore rilevanza mediatica in occasione dei vertici e delle manifestazioni antiglobalizzazione. 

Il panorama teorico occidentale è oggi dominato dai due seguenti paradigmi portanti:

  1. il liberalismo economico ritiene essenziale la libera iniziativa individuale per il funzionamento di un sistema economico, poiché gli interessi dei singoli si armonizzano nel mercato tramite la libera concorrenza e il libero scambio, portando alle condizioni di massimo benessere generale;

  2. il neocomunitarismo è una tendenza di pensiero politico affermatasi negli Usa a partire dagli anni '70 che invoca il ritorno alla comunità come veicolo di valori condivisi per rafforzare i legami sociali che mettono in relazione gli individui tra loro e si oppone al liberalismo di cui critica l'individualismo come teoria sociale.

Nello scenario globale in cui operano accanto allo Stato nuovi attori politici, assumono particolare rilievo anche le organizzazioni internazionali quali il Wto, l'Ocse, il Fmi, ecc.

In questa epoca in cui la realtà è in costante movimento si può tracciare la mappa dei nuovi conflitti da cui nascono tre diversi processi a doppia faccia, nel senso che ognuno in sé porta il suo contrario: superare le principali sfide della globalizzazione e risolvere la complessità di tale fenomeno sono i nodi più importanti da sciogliere. Il primo processo è costituito dall'opposizione tra il concetto di globalizzazione dei fenomeni e quello di localizzazione dei fenomeni. Il secondo processo consiste nella dicotomica relazione tra la spinta della massificazione e quella della individualizzazione. Il terzo processo riguarda lo scontro tra il criterio della razionalizzazione e quello della razionalità valoriale.