StarGazer Damage Ink
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Aprile 2000
Benvenuti ad un nuovo appuntamento con Damage Ink!
Questo mese tocchera’ ad uno dei personaggi piu’ vicini (ed amati) all’immaginario metal, ovvero il sanguinario e bastardissimo cacciatore di taglie chiamato Lobo. Nel settore manga ci occupiamo invece di un classico della fantascienza a fumetti ed a cartoni giapponese, ovvero Patlabor.
Ma prima di tutto cio’, solite novita’.
Partiamo dal nuovo nato di casa Bonelli, ovvero Dampyr, serie concepita dagli sceneggiatori Boselli e Colombo. La storia a dire il vero e’ un pochettino scontata (oltre che parecchio simile al personaggio marvelliano Blade) e tratta di un mezzosangue vampiro (un Dampyr appunto , nato da madre umana e padre vampiro) che grazie al suo particolare retaggio puo’ vivere per molto tempo, non avere sete di sangue e non avere tutte le debolezze tipiche dei vampiri e come se non bastasse il suo sangue e’ veleno per i non morti. Il primo numero e’ naturalmente di introduzione e se devo dire la verita’ non mi ha convinto moltissimo...sa molto di gia’ visto, non ha un gran ritmo ed ha qualche incongruenza qua e la’. Vedremo comunque in seguito...
Nel settore manga si segnala la partenza di una nuova collana Planet Manga dedicata alla fantascienza.: in comodi volumetti in tutto e per tutto simili agli originali giapponesi si alterneranno mensilmente due serie, ovvero Blame ed Eden.
Blame ha da poco fatto il suo esordio ed e’ davvero interessante: claustrofobico, magnificamente disegnato, intrigante. Peccato solo che la storia sia davvero difficile da seguire e che il personaggio abbia una caratterizzazione pressoche’ nulla. (Il che fa molto Masamune shirow, se mi e’ permessa una critichina...). Eden, invece, esordira’ questo stesso mese e si preannuncia interessante, nonostante le basi siano un pochettino scontate, ovvero il solito futuro apocalittico con la umanita’ decimata da un virus...staremo comunque a vedere.
Nel settore americano nulla di nuovo, se non l’uscita di parecchi volumi per la Play Press, Magic e Phoenix. Tra tutti segnalo volentieri il ritorno in Italia dopo la fugacissima apparizione sul defunto Starmagazine, di Grendel l’assassino creato dal genio di Matt Wagner; per ripresentarlo finalmente in Italia la Phoenix ha pensato bene di tradurre la ottima miniserie "Grandel: Bianco, nero e rosso". Peccato per il prezzo davvero altino, ma posso assicurare che ne vale la pena, anche per la bravura dei disegnatori chiamati a fornire la loro interpretazione di Hunter Rose, il primissimo Grendel.
E con questo e’ tutto, adesso godetevi le rece di Lobo e Patlabor!

LOBO

[Nota del redattore: i seguenti pezzi sono degli estratti dalla "Biografia non autorizzata volume 2 di Lobo", un best-seller intergalattico basato in parte sulla precedente biografia scritta dalla signorina Tribbs, maestra di Lobo, purtroppo perita in seguito ad un nuovo incontro con Lobo. A dire il vero sembra che anche lo scrittore anonimo di questa seconda biografia ampliata sia scomparso in seguito ad un incontro con Lobo nella famosa catena di ristornati "Al’s dinner", ma sono notizie non confermate.]

[Capitolo 1: Il mostro nasce]
Avete presente la terra d’amore e di pace che sognavano tutti i fricchettoni negli anni settanta ascoltando i Grateful Dead e strafacendosi di Marijuana? Beh, Czarnia probabilmente era il pianeta a cui probabilmente piu’ si avvicinava. Questo paradiso un giorno fini’. Morte del sole da cui traeva energia? Naaaaahhhhhh!
Esplosione simil-Krypton? [Il mondo da cui proviene l’azzurrone bonaccione con le mutande sopra la calzamaglia - ndr] Naaaaaaaaaaaahhhhhhh!
Attacco da parte di forze aliene? Naaaaaaaahhh!
Lobo?
Esattamente.
Gia’ quando nacque la levatrice urlo’ le seguenti parole: "Il diavolo! L’incarnazione del diavolo!". Non si capisce come facesse a sapere un conetto come quello del male estraneo alla vita czarniana, ma senza dubbio la povera levatrice ci azzecco’.
Anche l’infanzia di Lobo non fu propriamente tranquilla. Ne sa qualcosa il povero e gentile preside di Lobo, che ebbe la sfortuna di doverlo punire per una delle tante malefatte compiute dal mostro: fu ritrovato con la gola squarciata e con un biglietto con su scritto (anche se risulta difficile credere che l’abbia scritto Lobo, vista la sua enorme ignoranza...) il suo odio per Czarnia.
Per non parlare dei suoi compagni, decimati durante l’ora di educazione fisica in una amichevolissima partita a calcio spaziale.

[Capitolo 2: Addio Czarnia...]
Crescendo Lobo di certo non maturo’. Pur continuando (costretto a quanto pare) a frequentare la scuola la lista delle sue malvagita’ si allungava sempre di piu’. Inutile dire che a scuola era un ignorante di prima categoria, anche se stranamente amava spassionatamente la biologia, tanto da passare delle ore nel laboratorio, anche finita la scuola.
Purtroppo questo suo talento fu la rovina di Czarnia. Infatti Lobo creo’ un mortalissimo (tranne che per lui) insetto portatore di una malattia con tasso di mortalita’ pari al 100% ed uccise tutta la gente del bellissimo pianeta Czarnia, rendendolo un inabitato deserto. Lobo era l’ultimo Czarniano, o meglio il penultimo...

[Capitolo 3: I primi passi da adulto]
Dopo avere assistito con immensa soddisfazione alla morte di miliardi di persone dalla finestra della sua cameretta Lobo ha incominciato a viaggiare nello spazio per divertirsi un po’. Inutile dire quali fossero i suoi divertimenti: omicidio, sgozzamento, sesso, fumo, droga e alcol. E’ stato in questo periodo che Lobo si e’ fatto installare una radio atomica che spara musica a tutto volume dentro il suo cervello. La radio e’ collegata ad una stazione radio pirata chiamata "cosmic rock Zombie", che trasmette ormai da anni la canzone grindcore "I killed my parents", richiesta alla tenera eta’ di due anni da Lobo e ritrasmessa dalla stazione radio sotto le minacce dello stesso Lobo. Si dice che il disc Jockey Wolfman Wilf sia ancora li’ dopo quasi trent’anni terrorizzato a premere il tasto "repeat".
E’ stato in questo periodo che Lobo trovo’ le sua occupazione: una bestia come lui avrebbe potuto solo trovare lavoro o come killer o come cacciatore di taglie. Scelse il secondo, per colpa di uno stranissimo senso dell’onore che Lobo sembra avere sviluppato negli anni (molti psicologi si stanno chiedendo ancora come sia possibile, in effetti...) e che tra l’altro l’ha costretto per anni a fare parte della forza di pace interspaziale Legion.
Fu proprio in una missione per conto di questa organizzazione che Lobo incontro’ l’altro czarniano rimasto oltre a lui.

[Capitolo 4: Miss Tribbs]
Miss Tribbs fu la maestra di Lobo. Per una fortuita coincidenza la gentile vecchietta si salvo’ e decise di fare conoscere a piu’ gente possibile la terribile piaga nota sotto il nome di Lobo, realizzando un biografia non autorizzata che divenne subito uno dei best-seller interplanetari. Inutile dire che quando Lobo lo seppe si arrabbio’ molto leggermente (si dice che le sue parole davanti a quel libro siano state: "Io l’autore io lo sgozzo, lo ammazzo, lo trucido, lo sfrakatzo..." e la serie di minacce e’ continuata per 5 ore...).
Sfortuna volle che il capo di Legion, Vril Dox, decise di affidare per punizione una missione a Lobo, nella quale doveva semplicemente portare la dolce Miss Tribbs da un pianeta sorvegliato alla base spaziale di Legion. Un compito facile, se non fosse che Lobo ha fatto alcune deviazioni qua e la’ (massacrando un elegante pianeta-vacanza), e’ stato catturato dalla terribile setta dello spelling, rischiando la morte se non avesse sillabato perfettamente le parole proposte dalla setta. Il fatto che le parole proposte fossero "sgozzamento", "Omicidio" e via dicendo e’ solo una delle prove della fortuna sfacciata che ha il nostro odiato cacciatore di taglie.
Comunque sia alla fine il suo compito lo svolse, Lobo (sempre per merito del suo senso dell’onore), ma una volta terminato uccise senza tanti complimenti Miss Tribbs, diventando cosi’ davvero l’Ultimo Czarniano.

[Capitolo 5: Lobo ed il Natale]
(Questo capitolo e’ basato interamente su una strana ed inquietante favola di Natale che avrebbe per protagonista Lobo. Ovviamente non possiamo verificarne la verdicita’...)
Finalmente stava arrivando Natale...la gente era felice e contenta. I bambini aspettavano finalmente i loro regali e tutti erano piu’ buoni.
Lobo come al solito non era molto propenso al Natale e stava come al solito bevendo come un maiale, quando giunse una inattesa visita.
Era il conigliettino pasquale; da sempre era stato invidioso del paffuto Babbo Natale, che era riverito ed amato da tutti, mentre di lui si ricordavano solo per un giorno e poi cadeva nel dimenticatoio. Tra l’altro il buon Babbo Natale era un po’ giocherellone e lo prendeva sempre in giro e gli rubava sempre le mentine.
Il coniglietto, ormai giunto al limite, decise di ricorrere al piu’ spietato degli assassini, ovvero Lobo, offrendogli una lauta ricompensa in denaro.
Lobo accetto’ e volo’ con la sua moto truccata alla volta del Polo Nord terrestre. Entrando nella fabbrica di giocattoli trovo’ una legione di elfi, che per spaventarlo lo minacciarono con delle pistole giocattolo. I poveri elfi morirono tutti quanti , chi crivellato di colpi, chi squartato, chi schiacciato dal peso di Lobo. Poverini!
E poi ci fu lo scontro finale e Lobo e Santa Claus si affrontarono armati di un coltellaccio; purtroppo il panzone vestito di rosso era decisamente fuori forma e perse in poco tempo. Mori’, anche lui. Poverino!
Quella sera Lobo decise che tutti i bambini erano stati cattivi ed invece di portare del carbone, lancio’ delle simpatiche bombe nei caminetti di tutto il mondo gridando: "Ho-ho-ho-sfrkatz-ho"
La morale: bambini fate i buoni, senno’ Lobo viene a punirvi il Natale!!
(E cosi’ si conclude questa spaventosa favoletta...)

[Capitolo 6: Lobo muore?]
Lobo di solito e’ assolutamente perfetto sul lavoro: prende il suo ricercato, lo uccide ed incassa.
Pero’ e’ capitato che con uno sporco trucco anche lui fosse sconfitto. Ed addirittura ucciso.
Purtroppo per uno strano disguido Lobo fini’ nientemeno che la paradiso (tutto cio’ e’ stato raccontato da un angelo esiliato sulla terra - ndr). Diciamo che nel periodo passato da Lobo nel paradiso le pie anime ed i valenti angeli non se la sono passata troppo bene. La scena peggiore fu quando Lobo rubo’ ad un angelo un’arpa, distorcendone il soave suono in una canzone che anche i Napalm Death (gruppo heavy metal terrestre - ndr) avrebbero trovato estremo, causando a miliardi di anime un mal di testa durato anni.
Alla fine sembra che Dio stesso sia intervenuto sull’orlo di una crisi nervosa rendendo di fatto Lobo immortale.
Se tutto cio’ fosse vero, vorrebbe dire che una delle piu’ terribili piaghe dell’universo esistera’ per sempre.

[Capitolo 7: Figli, gioie e dolori]
Lobo e’ un gran viveur, dobbiamo proprio dirlo. Ama i piaceri della vita, ma soprattutto da buon maschio ama una cosa: il sesso. Facile quindi immaginare che un uomo della sua cultura (???), della sua classe (???) e dal suo fisico (beh, quello c’e’, almeno) non abbia successo con le donne (certo se le minaccia di morte ogni volta...).
Comunque sia in anni ed anni di sfrenata attivita’ (si racconta di una sua memorabile incursione in un Harem intergalattico dove fu assalito da migliaia di donne ninfomani) era abbastanza ovvio che generasse qualche figlioletto qua e la’. Certo e’ che forse 200 e passa figli illegittimi sono anche troppi, in effetti!
Peccato solo che questi figli, che portano inequivocabilmente i tratti somatici del paparino, siano a tutti gli effetti e dei paria in tutto l’universo e che decidano di ritrovarsi e fare tanto male al caro babbo.
Addirittura lo convinsero che era stato chiamato alle armi e lo raparono a zero.
Ma i vari trabocchetti per toglierlo finalmente di mezzo fallirono miseramente e per colpa dello scoppio fortuito (?) di una bomba morirono tutti quanti, tranne la primogenita. Naturalmente ci fu uno scontro finale senza esclusione di colpi.
Il modo in cui il piu’ letale cacciatore di taglie vinse e’ quanto di piu’ becero si possa immaginare. Pero’ almeno si scopri’ quanto possono essere terribili i fagioli nell’intestino di Lobo...

[Conclusioni]
Questa minibiografia finisce qui. Lobo ha compiuto molte altre imprese, come quando si e’ scontrato con il terribile nemico chiamato IRS (il fisco statunitense -ndr), quando ha fatto a botte con Superman, quando e’ stato trasformato nel terribile cyborg Lobocop (che fantasia...), ma lo spazio e’ tiranno. Spero abbiate capito di che pasta e’ fatto Lobo, il Bastardo, L’Uomo, la Bestia.

Questa lunga biografia non e’ altro che un riassunto di alcune delle piu’ belle storie di Lobo, un fumetto che sotto la scorza di violenza e volgarita’, nasconde una ironia devastante, dissacrante fino all’osso, una critica continua alla societa’ americana (e Lobo e’ in giro da molto piu’ tempo di quei simpaticoni di South Park...).
Un fumetto intelligente, nato dalla scuola di Judge Dredd, creato da Keith Giffen, autore sublime, ma spesso sottovalutato e reso famoso dal tratto potente ed inimitabile di Simon Bisley (famoso per alcune copertine metal, prime tra tutti quelle di Danzig e per avere eseguito tutti gli studi ed i bozzetti per il film d’animazione Heavy Metal 2: F.A.K.K.2). Assolutamente consigliato.
Recuperare le storie di Lobo e’ molto facile, visto che la Play Press ha ancora tutte le miniserie nonche’ la serie regolare (durata tra la prima e la seconda serie quasi 70 numeri) nel catalogo. Tra tutte decisamente consigliate le prime miniserie (l’ultimo Czarniano, Paramilitary, Lobo e’ tornato, Infanticidio, Lobocop, Follie d’estate e Gladiatori non americani, oltre a Lobo seconda serie, numero 1), mentre la serie regolare ha molti alti e bassi (piu’ bassi verso la fine).
Per colonna sonora consiglierei assolutamente i Motorhead (va benissimo No sleep ‘til hammersmith). D’altronde se facessero un film su Lobo vedrei molto bene il caro Lemmy ad interpretarlo...;-)
Alby


PATLABOR

Per la serie "A volte ritornano" ecco che la Star Comics pubblica Patlabor, il manga robotico meno robotico ma piu' incasinato che ci sia! Ebbene si', ci sono i robot (o meglio i Labor), ma non ci sono battaglie galattiche, alabarde spaziali, insomma, tutto quello che ci hanno fatto amare cartoni tipo Mazinga e soci, ma scene di tutti i giorni o quasi, dove la parte del leone la fanno i vari personaggi con i loro sentimenti, i loro caratteracci (!!!) e le loro (dis)avventure.
Ma parliamo della storia, cominciando dall'antefatto!
Nel 1990 il buco dell'ozono si dilata talmente tanto che sulla terra iniziano ad esserci i primi scompensi ambientali, per esempio la temperatura aumenta, i ghiacci si sciolgono e il livello del mare sale ad un livello preoccupante. Per evitare l'inabissarsi di Tokyo parte il progetto Babilonia e, grazie ad una tecnologia avanzatissima, vengono creati i Labor, giganteschi robot capaci di muoversi, combattere ecc...ecc.
Naturalmente i Labor diventano famosissimi e tutto il mondo inizia a costruirli, e per tutto il mondo intendo anche i criminali.
A questo proposito nasce la squadra Patrol Labor, o piu' comunemente Patlabor: il manga punta a descrivere i vari momenti della vita della pattuglia speciale di polizia e piu' precisamente parla delle imprese piu' o meno eroiche della seconda squadra.
Masami Yuki ha pensato bene di non fare il solito manga eroico, con personaggi tutti eroici o tutti cattivi, ma anzi, li caratterizza uno ad uno, come se ogniuno fosse un piccolo quadro tutto particolare. Per farvi capire, ve ne descrivo qualcuno!
Innanzitutto la protagonista, una ragazza...con le palle!
Si chiama Noa Izumi, viene spesso scabiata per un ragazzo per via dei suoi capelli corti e...be', per il suo carattere...davvero peperino..! E' forte, e' fragile, innamorata del suo Ingram (nome dato ai Labor), dedita al lavoro (che per lei e' spesso un divertimento) e a diventare sempre piu' brava. Poi c'e' Isao Ota, che dopo Noa e' il mio personaggio preferito! Sclerotico, con la mania di sparare semper e comunque, anche quando non serve (facendo disperare tutti perche' spreca pallottole costosissime!!!), sul suo Ingram magari non e' bravissimo, ma ogni volta che entra in scena sono sempre risate! Non dimentichiamo Asuma Shinoara, forse il piu' "normale" dei 3, grande amico di Noa. Aiuta i due da terra e a volte capire cosa e' meglio che quei due pazzoidi facciano e' una vera impresa!
Manga importante? Volumetto pregiato, e anche in questo Patlabor e' impeccabile. La carta e' di lusso (come del resto si puo' dire di ogni manga Star comics), il volumetto ancora di piu', i disegni...be'...
spettacolari! I Labor sono tutti particolareggiati, i personaggi non mostrano solo il carattere nelle nuvolette, ma anche dal tratto, dal modo in cui li disegna... e quando c'e' una scena comica, i disegni fanno morire dal ridere!
Quello che rende Patlabor ancora piu' vincente e' il fatto che non risulta mai forzata: le scene di combattimento non vengono mai esasperate, i momenti di normale routine non risultano mai banali...non c'e' solo tensione, c'e' anche e soprattutto tanto humor...un manga decisamente ricco, che ha avuto un grandissimo successo, tanto che sono stati fatti anche l'anime, composto da 7 episodi OAV, 47 episodi televisivi piu' altri 16 episodi OAV creati piu' tardi, uniti agli episodi televisivi per formare la P-serie, 2 film e una collezione di 40 minuti di video musicali. In ordine cronologico dovrebbero essere piu' o meno cosi': la seire OAV originale, il primo film, episodi televisivi, P-OAV e il secondo film. Dal primo film al secondo c'e' una differenza di 3 anni.
Utlime informazioni (ma non le meno importanti): in Italia il manga prima della Star Comics lo aveva pubblicato la Granata Press, ma non ha concluso la serie. E' composto da 22 volumetti, che oltre alla storia "normale" comprendono anche episodi speciali e INEDITI. La serie e' ferma al numero 10, esce ogni mese e come al solito gli arretrati li potete trovare nelle librerie specializzate...e ora non mi resta che augurarvi una buona lettura!
Galadriel
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