Poesie varie

 

Novembre

Sarà ancora estate e paura
sarà ancora musica e nostalgia
sarà di nuovo desiderio di una mano
umica,
bisogno di parlare fino a notte fonda.
Tutto ciò che ai miei occhi sembra
non potrò mai indagare
e domani camminerò ancora
per le stesse strade,
incontrerò le stesse persone:
non conoscerò la mia meta.
Tutte le paure e i dubbi che tu sai
mi fanno tremare,
ma non c’è rabbia, non c’è rancore
per il mio passato.
Cercare un sole in queste stanze buie
senza stelle,
è la mia sola occupazione,
seguire il volo dei gabbiani
e dei miei sogni acquiloni
di luoghi lontani e persone come noi
che forse non incontrerò mai,
che forse continueranno a volare via
verso l’orizzonte in cui cielo e mare si confondono,
come te e le tue speranze inutili,
come te che hai avuto il coraggio
di tagliare il filo di questo aquilone
per scappare via e non tornare più.

Monica A.

 

Ho incontrato burattini

Ho incontrato burattini
Pieni sicuri soddisfatti
Che architettano la vita
Con accurati calcoli.

Ho visto nere, giganti
Nuvole incombere e
inghiottire il cielo e l’orizzonte
Con grida minacciose.

Ho sentito l’incertezza
Avvolgermi, deridermi
Soffocarmi e la solitudine
Scrutarmi con aria superba.

Ho amato un’isola verde
Forse una stella
Che mi ha sorriso
Mi ha preso
E mi ha difeso.

Marta Musco

 

Sono solo

Sono solo
in questa notte di nubi
e pozzanghere che schizzano
i miei pensieri fuori dalla realtà
di sincero bene.

Sono solo
in questa notte d’amore
perso per colpa della solidarietà
delle parole messe lì a esprimere
cose che non penso.

Sono solo,
in questa notte d’odio
visto negli occhi dell’altra me
che lacrima gioia e fiducia perse
sulle guance sue dolci.

Sono solo
in questa notte di nulla
eterno peregrinar per mete
da perdere in un istante
di triste morte.

E intanto soffro,
sono solo e soffro il male
di quegli occhi, il male
di quei pensieri in questa notte
di nubi, di amore, di odio,
di nulla eterno.

LP

 

Guerra (battaglia)

Sangue nero, carne su carne
l’aria è densa di frastuono, grigia di fumo
giù, per terra, la morte arriva
passa fischiando, scuote l’aria
la mano stretta sul calcio la culatta sulla spalla
il dito sul grilletto e la morte parte
incerta corre nell’aria
sangue su in aria, sangue nero
va giù come un sacco, carne su carne
colpito
morto?
in piedi, corro verso la vittoria
la testa bassa fra le spalle, la morte passa ancora, è di piombo
un piede su un cadavere, sulla testa, sangue e capelli sul fango degli anfibi
giù per terra, perdo l’equilibrio
la faccia nel fango nel sangue
vicino la terra salta per aria, nera
terra negli occhi, sangue negli occhi
di nuovo in piedi corro di nuovo
un urlo, di fianco la morte in persona
non ha più volto, strappato via
cade, corro, la carne resta dietro, le urla no, corrono, sono nella mia testa
un fosso, mi butto dentro, è la vittoria.
è la vittoria?
ancora qualche sibilo, poi la pace, fuori
dentro la testa le urla continuano, si moltiplicano
le immagini si sdoppiano, girano
sono leggero come una piuma
vado giù, è come morire, ma infondo c’è ancora la vita.
la vita?

Gianfanco Gargano

Un grido

Un grido
Nel buio dell’anima risuona
I muri del cuore li ha abbatutti tutti
Le viscere vibrano come le pelli di un tamburo
Fuori nessuno lo ha sentito
ma basta guardare, ho gli occhi pieni di lacrime!

Ora sono morto e morirò ancora se non grido anch’io
allora grido, la voce rotta, ma nessuno mi sente.
Morirò ancora.

Non sento più nulla, il grido si è spento le lacrime sono sparite
sorrido, sarà per la prossima, griderò più forte, forse qualcuno mi sentirà
o forse qualcun’altro griderà e lo sentirò io.

Aspetto.

Gianfranco Gargano 

 

Inno al rumore

Lo scatto
Luce rossa si accende
                 -aspettare-

Primo giro
Secondo giro
Schiacciare

Sibili si insinuano
Insistiti e indicibili
Gridi? Strepiti fischi incredibili

Abbassare e strizzare
Lasciare e tirare
                   Più su

Potente frastuono
Suono assordante
Divampante tuono
Esce
Si alza
Cammina

Corpi investiti
Sbattuti        Sudati
Si dimenano violenti

Colpi urla
L'anima parla:
Sentirla ascoltarla!

Il fetore nauseante
Del mostro che urla
Con bocca gigante

Tutto prende
Tutto rompe
I capelli confonde

Scivolare        grattare
Sul metallo stridente
Con la punta della lama
Saltare
Nuotare
La testa distruggere

Voglio squarciare
Voglio demolire
Voglio esplodrere

Cadere inerte
Sulla macerie
Del muro di suono.

Giorgio Visimberga