Nottate di Noia

Nottate di Noia

 di Emanuele Annoscia

 

Gli ultimi raggi del sole 

Gli ultimi raggi del sole
Un oceano di luce riflesso
da alberi e foglie
Cavalcando l’orizzonte,
Azzurro il mare riflette
il cielo legandosi ad
Esso. Caldi suoni si
Lasciano trasportare
da un soffio delicato
Che accarezza le guance
e diffonde un odore
Primaverile carico di
Infinita vita

La luna è la nuova signora
la sua corte ricca di brillanti
ancelle. Una più veloce
delle altre lascia la sua
preziosa scia facendomi
dimenticare l’antico e
splendido viso
poco importa, per quanto
avvincente e piena di grazia
l’eccentrica ancella
sta concludendo la
sua danza forse
punita dalla gelosia
della rivale

Nelle luci della notte
io mi perdo
e da quelle attingo la mia.

 

POESIA (senza titolo)

notturno metropolitano buio corre
inciampa nell'urlo di una ruota
gira ruota nel nuovo di un brivido
profumo di stelle impazzite stride
la calda notte sui muri coperti dal cielo

 

POESIA (senza titolo)

Incomincio una nuova esplosione
perdo il centro dello spazio
perdo l'acqua del mio cielo
una vita senza la mia mano
la nuvola del mio peccato
una rabbia insistente
travolgente l'espressione
porgimi l'altra guancia
la spada nel cemento
corri verso il buio
corri disteso sulle ali
tempio della distrazione
disperato il rosso che vola
lungo il viaggio per la mecca
preghiera del mio eroico furore
verso l'alba nel candido fiume
un manifesto senza attrazione
il ballo sconvolgente dei
miei pungenti pensieri
ingenuo fiore caduto nella valle
solo sangue solo sangue
nello specchio due luci
sento qualcosa fra i miei denti
ecco esce sola afflitta
ormai distrutta
depredata
straziante piangente
frasca ricca piangente
ripetuta tentennante
incerta una timida e
potente parola
espressione, quasi
un oboe solitario fra
le valli del tormento
crocifisso e imprigionato
senza tempo
tre vermi sbavano
sull'erba bruciata
una rosa sorridente
e portavo a casa
un uomo morente
che mi guardava supplicante
lo prendevo a calci
e lo evitavo
non riuscivo a sostenerlo
e la mia immagine
lentamente scompariva
dallo specchio

    CREPUSCOLO

cala la notte
nel mio cervello
e le mie
sinaptiche corrispondenze
affogano
nell'abisso

GALOPPATA AURORALE

onora il crepuscolo
rovinoso tramonto
di incensata felicità
alba di nuova verità

Leggeri stendono le ali

Leggeri stendono le ali
e lasciano che il vento
indichi loro il cammino
nuotano in mare trasparente
poi si tuffano verso le
limpide e azzurre acque.

 

Notte

Ho capito quanto sia
rumoroso e fastidioso
il silenzio.

 

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