Testi2

 

Jonas

 Livello 1

"Ascolta e pensa se tutto il mondo fosse un illusione? Se tutto ciò che vedi e che senti non fosse altro che un velo dietro cui c'è la verità e tutto, qui, non fosse altro che pura invenzione?"

Jonas si svegliò di soprassalto, era tutto un sogno ma gli era sembrato così reale, in particolare quella voce era per lui così presente così vera come fosse scaturita direttamente dai rivoli del suo cuore. Era sudato, non ricordava nulla della sua esperienza onirica se non quella voce, gli rimbombava profonda e decisa nella mente, le parole erano marcate a fuoco nella sua coscienza.

Decise di alzarsi, si mise la vestaglia e guardò di sfuggita la sveglia, erano le 4.00 del mattino. Andò nella zona della cucina del suo monolocale e bevve avidamente un bicchiere d'acqua, molta era la sua sete, e più beveva più sentiva salire sulle sue labbra l'arsura. Bevve a lungo quindi finalmente riuscì a rilassarsi, sembrava finalmente gli tornasse il sonno quindi si trasferì ancora nel suo letto. Mentre si addormentava ripensò a quella voce a quanto l'avesse spaventato e nello stesso tempo a quanto fosse calma e possente. Quasi senza soluzione di continuità si riaddormentò. E sognò di nuovo ancora la stessa voce gli parlava ma questa volta egli era preparato e non ebbe più paura.

"Dormi, ma dormirai ancora per poco Vendicatore la tua ora sta per venire, riposa perché l'ora della verità sta per arrivare, il mondo ti conoscerà!"

Il suo sonno divenne profondo non ebbe più da pensare, sentiva che tutto era vero e possibile anche se così incredibile, sapeva di non essere più l'involucro ma l'essenza e ciò lo rendeva forte.

 

Livello 2

Il bambino guardava esterrefatto la figura che gli era davanti, era alta bianca solenne, la lunga barba era però scura i suoi occhi penetranti. La figura non era meno esterrefatta del bambino e lo fissava a sua volta.

-Gom-disse una voce alle sue spalle, e questo lo riportò alla realtà

-Gom-ripetè con insistenza la voce solo allora riuscì a rispondere -Cosa?-

-Perché stai lì a fissare quell'Atlantideo?-

-Non lo so Godom egli mi vede ed io non posso crederci-

-È meglio che tu te ne faccia presto un'abitudine perché vedrai cose ben più strane, e purtroppo forse più terribili-

-Hai ragione ma è la prima volta che mi capita- rimase senza parole per un po' poi riprese - Davvero capiterà spesso?-

-Credo proprio di sì-

-Non credo che mi ci abituerò mai-

-Questo significa che il Vendicatore è vicino, gli Atlantidei hanno ricommesso l'errore di 50.000 anni fa, hanno dimenticato lo Spirito-

-Questa volta non potremo fare niente?-

-Il suo Avvento sarà repentino e devastante gli Atlantidei non capiranno, in realtà essi sono già in possesso dei 5 Apostoli del Male-

Il bambino si allontanò da loro e li salutò con la mano, Godom e Gom risposero al saluto.

Era ormai sera al Castello della quinta Runa, quello che gli Atlantidei, ancora per poco, avrebbero conosciuto come Stonehange.

 

Livello 3

Jonas si risvegliò fresco e riposato come mai. Si vestì rapidamente e andò a lavoro. Nessuno avrebbe mai detto che lui arrivasse così presto. In fondo il lavoro di un presentatore televisivo non è molto impegnativo, ma quella mattina aveva sentito il desiderio di andare a lavoro presto come se da questo dipendesse molto del suo futuro. Mentre camminava tutto gli sembrava diverso, sfocato, come in un lungo sogno, ogni cosa intorno a lui era percepita come un involucro dietro cui scorgeva arcane abitazioni ed esseri. Percepiva ancora le persone ma ne vedeva l'essenza e trovava in essi molti suoi Seguaci. "Essi ti seguiranno, i Seguaci del Vendicatore che fu scacciato sono pronti Themain, il tuo nome presto rimbomberà". La Voce apparse ancora era forte, ed ormai ne era sicuro, era lui.

 

Livello 4

-Tutto ciò è per noi la fine!- disse con voce piatta Orodel

-Non ti sembra di essere troppo drastica mia buona Orodel, signora del Guardiano-

-Inutile che mi chiami con il mio nome completo Godom, ormai non ha più senso, il Guardiano ci ha abbandonato, Egli venne ad ammonirci nei Tempi Remoti, ma gli Atlantidei hanno il cuore di pietra, Egli lo sapeva, conosceva la loro natura, essi non capiscono lo Spirito, essi capiscono la Materia, ciò li distruggerà-

-Distruggerà anche noi!-

-Tutto ciò che è in questo Spirito morirà, ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, ciò che è male ciò che è Spirito si fonderanno, noi abbiamo tentato con il Guardiano prima e con l'Avatar dopo di evitare questo Male, ma non ci è stato concesso ciò che deve essere sarà-

 

Livello 5

Quando fu agli studi televisivi Jonas capì finalmente la sua missione, egli allora si recò subito davanti alla Telecamera, ma ora ne conosceva il nome essa era L'Occhio di Ade, intorno a sé tutto il mondo di vaghezza era scomparso, era tutto chiaro, vedeva i suoi servi intorno vedeva gli Atlantidei pronti ad accoglierlo, egli era il Vendicatore degli Apostoli, per anni aveva lavorato solo per il loro Avvento ed ora era il momento della Venuta. Il mondo della felicità Materiale aveva finalmente preso il sopravvento sullo Spirito, a nulla erano valsi gli ammonimenti dell'Avatar, il Messia, a nulla il lavoro dei Servi dello Spirito, aveva vinto.

Mentre guardava nell'Occhio il Potere fluiva in lui, gli Apostoli ad uno ad uno arrivarono...

Gardam il Signore del Potere

Deridam il Signore dei Sogni

Starin il Signore dell'Ego

Pitra la Signora del Piacere Effimero

Gandrak il Signore dell'Odio

Il Vendicatore risplendeva, bello come sempre ma ancora di più fra di loro, era riuscito a riportarli

- Essi sono i vostri nuovi Governanti- dichiarò davanti all'Occhio.

Immediatamente squillò il telefono, no, il suo vero nome pulsava nella mente era L'Orecchio di Gardam, e una voce giovanile disse

- Ciao Jonas sono Cinthia ho 19 anni e volevo dire ai nostri nuovi Governanti che sono molto fighi, vorrei un poster loro da attaccare in camera-

Gli Apostoli sorrisero, essi splenderono ancora di più ed erano bellissimi.

Mauro Malcangi
24 novembre '97

 

DI COME ABBIAMO IMPARATO A DISTINGUERE ILVETRO DALLO ZUCCHERO...QUANDO ERA TROPPO TARDI!

Guardavamo quei vecchi film western dalla mattina alla sera, ci inebriavamo di quei vecchi film, in una stanza buia e fumosa, la porta chiusa e tutto il mondo relegato fuori di essa o forse noi relegati dentro. Noi eravamo quegli eroi che si infrangevano contro le vetrate dei saloon e catapultati sulla strada deserta si rialzavano, eroi nel vento di città polverose, solitari e soli, in praterie grandi quanto un mondo.

Eravamo, noi, gli omini di celluloide e giravamo e giravamo sul binario della pellicola, senza renderci conto che il cavallo nero non sarebbe arrivato per primo neanche quella volta.

I cattivi erano pelosi e si allisciavano lunghi mustacchi neri, i pellerossa mangiavano i bambini

Oh buon cavaliere, giunto da lande desolate, saggio bevitore di rhum, affascinante incantatore di fanciulle, ombroso paladino degli oppressi e dei miseri, per noi eri l'unico in quella verde valle di ombre e mente, ricordi, desideri ti seguivano finché voltavi l'angolo e ti rincorrevano nel canyon al tramonto.

Tracannavamo whiskey allungato con litri d'acqua, masticavamo gomma per il solo gusto di sputarla più lontana degli altri e fumavamo interi pacchetti di sigarette mentre ci perdevamo nel tentativo di arrotolarne una.

Un giorno ci toccò proprio di uscire da quello stanzino, fuori, dove non c'erano cespugli per la strada, dove i coyote non ululano alla luna ed i vetri non sono di zucchero...

Fu allora che il carillon smise di suonare e ci trovammo catapultati in un mondo affollato e palpitante di rumori e capimmo che per quante volte si sbatta contro la finestra, la testa si romperà prima del vetro.

Anna Marchi