Appunti per un etica del lavoro


 

Antonio Scoppettuolo

 

Appunti per un etica del lavoro

 

 

  1. Fondamenti di un ‘idea del lavoro

Il lavoro umano risponde alla fondamentale esigenza del sostentamento. Ma è anche il modo (nel caso del lavoro creativo) in cui la personalità umana si oggettiva ,cioè diventa realtà fisica in ciò che si è prodotto. (Hegel). Esso è anteriore alla proprietà poiché il suo fine immediato è quello di procurare i beni necessari all’esistenza ,attraverso la trasformazione dei prodotti. La proprietà, infatti , che Leone XIII nella sua "Rerum Novarum" fonda sul "diritto naturale" viene acquistata grazie all’attività lavorativa che diventa condizione senza la quale l’uomo non può accedere ad altri diritti come quello a costruirsi una famiglia.

Nel magistero sociale della Chiesa ,in modo particolare, in quello di Giovanni Paolo II ( Laborem exercens) il "diritto al lavoro" trova la sua codificazione più puntuale non solo come fonte di sussistenza ma anche come condizione per " contribuire al continuo progresso delle scienze e della tecnica, all’incessante elevazione culturale e morale della società …E con la parola –lavoro- viene indicata ogni opera compiuta dall’uomo ,indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalle circostanze". Viene ribadita poi la sua funzione sociale in virtù del fatto che il lavoro è creatore di rapporti relazionali ; la sua importanza per la dignità dell’uomo e lo sviluppo delle proprie predisposizioni . Da qui l’esigenza di tutelarlo e preservarlo da tutto ciò che può indebolirlo.

2) Lavoro e prassi

Questa cultura del lavoro che permea le Costituzioni delle Democrazie occidentali e gli Stati di diritto viene spesso smentita da prassi pseudo-politiche proprie dell’uomo di potere e non di quello delle istituzioni ,che profittando dell’indigenza e delle necessità dei cittadini che egli dovrebbe rappresentare al governo centrale fa di un diritto sancito merce di scambio per il gioco elettorale. Tale pratica che smentisce la funzione originaria dell’amministrazione della "res publica" come servizio alla persona, funzione che non è fondata su alcun diritto "antecedente" ma dalla natura del contratto sociale ed esercitata in virtù del principio della " rappresentanza" ,uccide la dignità stessa dell’uomo come soggetto sociale ,tradisce i principi costituzionali ( art.1 della Costituzione Italiana – L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro) e fa delle istituzioni , un uso prettamente privato ossia feudale.

Tale costume come ha scritto Mons. Salvatore Nunnari alla pag. 17 della Lettera Pastorale "I cinque pani" può trasformarsi "in uno stato di stabile sudditanza( …)" che imbavaglia le energie della società civile ,ne spegne il respiro delle iniziative ,soffoca la soggettività e le possibilità imprenditoriali.

Mons. Nunnari mette in evidenza come i rapporti clientelari a partire dalla mediazione politica locale e nazionale non promuovano una ricchezza equamente distribuita poiché non esistono evidentemente dei parametri unici che fanno fede al reddito o cose simili ma sono affidati all’arbitrio di chi ne conduce il gioco e " al di là degli aspetti affiliativi , sono in ogni caso asimmetrici tra i diversi partners."

3) Per uno sviluppo sostenibile

Un reale sviluppo al contrario deve valorizzare le risorse locali dove per risorse si intende soprattutto quelle umane . Tra i vari campi di intervento importante è quello di un immediato e serio recupero del patrimonio artistico(cosa che la Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi sta favorendo) e l’accrescimento del Terzo settore. Uno sviluppo umano dovrebbe contemperare allo stesso tempo le esigenze di un’economia che miri a sanare la situazione di grande disoccupazione senza dimenticare le esigenze proprie di un essere umano escludendo l’ iper-lavoro rispetto ai criteri remunerativi e l’equiparazione della persona a semplice ingranaggio di un processo di produzione. A tale proposito occorre prendere le distanze da quelle proposte di legge che mirano ad indebolire la condizione dei lavoratori per evitare che questi cadano vittime dell’arbitrio di una flessibilità esasperata.

Per questi motivi occorre una chiara posizione (cito "I cinque pani") propria " … di una coscienza libera che trova in se stessa la forza di costruire il proprio avvenire nel rispetto della legalità ,avvalendosi di chi istituzionalmente è chiamato a difendere i diritti inalienabili dell’uomo mai barattandoli ".