Tommaso Ariemma
La "svolta" di Nietzsche
Recensione de " Origine del male e senso del dolore nella riflessione nietzschiana " di Raffaele Ruocco
Lo sguardo, gettato da Raffaele Ruocco, sul pensiero nietzschiano, va immediatamente al cuore, alla forza che sta alla genesi della riflessione del filosofo.
Privo di "esorcizzazioni" universitarie, è breve, denso, ma soprattutto penetrante: mira alla pietra d'angolo dell'architettura nietzschiana, seguendo una "traccia " insolita e originale.
"L'origine del male e il senso del dolore" è una "traccia" che si rivela fondamentale. Da essa emerge la svolta che Nietzsche opera nella tradizione filosofica: non un capovolgimento delle certezze millenarie, del platonismo, come affermano lo stesso Nietzsche e i suoi interpreti, bensì, come evidenzia il nostro ermeneuta fin dalle prime righe, una dislocazione.
La dislocazione è qui, nient'altro che una "riduzione", una "messa tra parentesi" del logocentrismo, di quel piano metafisico che implicava una prospettiva cosmo-teologica di un mondo dietro il mondo, per osservare ciò che restava (il nuovo luogo della dislocazione) e che veniva "velato" in quanto origine scandalosa, a-logica, del logos: l'uomo e il suo rapporto con il dolore.
Tale rapporto è sia all'origine del male, sia all'origine del senso e della trasfigurazione e permane come filo rosso delle due parti della trattazione: la visione prospettica che pone valore ( prima parte) e la rappresentazione tragica (seconda parte) hanno come origine questo rapporto che Nietzsche disvela, sia pure con tutte le ambiguità e contraddizioni che l'ermeneuta non manca, puntualmente, di sottolineare.
L'interpretazione di Ruocco non manca di cogliere, inoltre, mettendo proprio per ultima , nella trattazione, l'analisi sulla nascita della tragedia, una sorta di continuità, anche se non esplicita, nei testi nietzschiani che sembrano avere come filo conduttore questo bisogno impellente del senso e della trasfigurazione: apollineo e dionisiaco, non celano tanto due mondi, uno apparente e uno vero, ma sono entrambi interpretazioni, originate da quel rapporto dell'uomo con il dolore e articolate con la necessità di dare a quest'ultimo un senso.
Il lavoro di Ruocco è per noi ,dunque, un ottimo saggio per cogliere l'orizzonte della speculazione nietzschiana e il suo interrogare più profondo.