Le ragioni dell'invisibile!

... L'uomo contemporaneo, o meglio la maggioranza dei nostri contemporanei, è spesso incapace di comprendere il sacro, il soprannaturale, la dimensione non materiale dell'esistenza, appunto ciò che possiamo definire "invisibile". In questa incapacità di comprendere l'invisibile ho visto agire dei pregiudizi moderni ma potenti, che nascono dall'utilitarismo e dal materialismo, e che hanno come presupposto il nichilismo. Questa situazione culturale è perfettamente integrata nella società utilitarista e materialista in cui viviamo, ma si scontra con le stesse basi antropologiche dell'uomo. Nel saggio, appunto, cerco di dimostrare che l'uomo non può fare a meno di confrontarsi con l'invisibile, se non rischiando l'alienazione e il disagio esistenziale. Il testo termina con la prospettiva di una possibile riconciliazione dell'uomo contemporaneo nei confronti dell'invisibile, analizzando alcune delle possibilità che offrono senso e significato alla dimensione dell'invisibile, dall'immaginazione al sogno, dal pensiero più autentico alla poesia.

Premessa al libro

Questo saggio pubblicato pochi mesi fa ("Le ragioni dell'invisibile", Edizioni Tracce) nasce dalla riflessione su una tematica che mi ha impegnato negli ultimi anni, ma la cui stesura ho impostato soltanto negli ultimi mesi del 1998... Nel saggio ho sviluppato una mia personale riflessione sull'incapacità dell'uomo contemporaneo di comprendere veramente che possa esistere qualcosa di efficace, di potente, di reale, anche in ciò che non è materiale, immediato, visibile. Nel termine "invisibile" ho racchiuso tutto ciò che all'uomo contemporaneo sfugge, dalla dimensione del "sacro" a un orizzonte di senso comunque legato a un mondo "alternativo" a quello immediatamente visibile, tangibile, presente qui e ora.

Ubaldo Giacomucci

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