... L'uomo contemporaneo, o meglio la maggioranza dei nostri contemporanei, è spesso incapace di comprendere il sacro, il soprannaturale, la dimensione non materiale dell'esistenza, appunto ciò che possiamo definire "invisibile". In questa incapacità di comprendere l'invisibile ho visto agire dei pregiudizi moderni ma potenti, che nascono dall'utilitarismo e dal materialismo, e che hanno come presupposto il nichilismo. Questa situazione culturale è perfettamente integrata nella società utilitarista e materialista in cui viviamo, ma si scontra con le stesse basi antropologiche dell'uomo. Nel saggio, appunto, cerco di dimostrare che l'uomo non può fare a meno di confrontarsi con l'invisibile, se non rischiando l'alienazione e il disagio esistenziale. Il testo termina con la prospettiva di una possibile riconciliazione dell'uomo contemporaneo nei confronti dell'invisibile, analizzando alcune delle possibilità che offrono senso e significato alla dimensione dell'invisibile, dall'immaginazione al sogno, dal pensiero più autentico alla poesia.
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Ubaldo Giacomucci
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