Libera Università Università dell’autobiografia: il racconto di sé come modalità di formazione e come traccia per la ricerca

Ad Anghiari, un centro dell’Alta Valle del Tevere che conserva tutt’ora le linee dell’antico borgo medioevale, si è costituita circa un anno fa la Libera Università dell’Autobiografia, un’associazione culturale che propone le storie di vita come fulcro di un progetto pedagogico e sociale: per resuscitare il valore della scrittura di sé come bisogno umano; per divenire un centro di ricerca con la raccolta, lo studio, la conservazione delle memorie individuali e collettive come patrimonio sociale. Come indica lo Statuto, l’Associazione ha inteso valorizzare un interesse, una intenzione professionale legati all’autobiografia: "la Libera Università si prefigge di promuovere e realizzare la formazione di tutti coloro che intendono dedicarsi allo studio teorico e metodologico delle proprie e altrui storie di vita per finalità educative, sociali, terapeutiche e culturali" . Questi intenti di carattere divulgativo e formativo traggono origine dall’esperienza Duccio Demetrio - docente di Educazione degli Adulti all’Università degli Studi di Milano - coofondatore con il giornalista Saverio Tutino della Libera Università - che da anni utilizza il metodo autobiografico nella ricerca pedagogica e in corsi di formazione per gli adulti: al Convegno di presentazione dell’Associazione, tenutosi ad Anghiari il 22 e il 23 aprile, Demetrio ha focalizzato l’aspetto curativo e formativo dell’autobiografia e, per lasciare intuire la complessità dei significati legati all’autobiografia, ha inteso sottolineare "si sta sviluppando nella gente una curiosità nuova verso la storia propria e degli altri; ciò ci spinge a valorizzare quella che é una domanda filosofica di comprensione di sé e degli altri, dando senso alla ricerca scientifica sul valore sociale e antropologico delle storie di vita e all’esigenza di educare al racconto per quello che non può essere solo un viaggio nostalgico ma soprattutto, una tecnologia della scrittura " . Per mettere in luce la valenza sociale della scelta di Anghiari come sede dell’associazione, Saverio Tutino, presidente della Libera Università dell’Autobiografia e già fondatore dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S. Stefano, ha richiamato l’attenzione, durante il Convegno, sul valore delle memorie individuali e collettive per cui "Anghiari è un microcosmo dove cercheremo di ricostruire un angolo di identità collettiva capace di comunicare qualcosa alla società". Le Attività Come organizzare con il metodo autobiografico delle attività che partano dalle motivazioni e dai desideri individuati nei soggetti, ma non ne esaltino la parte più narcisistica o di sterile soddisfazione creativa? Come seguire un filone di ricerca autobiografica e biografica senza ridurlo ad interviste coatte e ricerche staccate dei bisogni reali? Si tratta di una tensione di cui l’Associazione appare essere consapevole e che, nel mettere in pratica i tanti propositi, cerca di risolvere. Senza particolari appoggi finanziari, senza una sede adeguata, la Libera Università ha cercato di valorizzare la sua forza, un comitato scientifico e un comitato promotore costituiti da docenti universitari e studiosi: tutti animati da un forte interesse intellettuale e umano per l’autobiografia nel campo pedagogico, antropologico, psicologico, sociologico, letterario; disponibili a proporre interventi e argomenti di studio per le attività dell’Associazione. La Scuola Biennale dell’Autobiografia, con i suoi primi 40 iscritti, continuerà nel 2000 con tre indirizzi - clinico/terapeutico, pedagogico/didattico, sociologico e antropologico; in essa, secondo il commento di Tutino "c’é tutto per attirare persone di ogni età e professione cui l’impresa del trovare, restituire, aiutare a costruire la propria biografia o quella degli altri appaia come un debito o un credito ancora da estinguere o da esigere. Un progetto di vita, sostanzialmente, che prolunghi la medesima. Un’aggiunta, comunque, alla sua inevitabile incertezza". I Seminari costituiscono invece delle proposte di aggiornamento e di studio per i week-end da ottobre ‘99 a dicembre 2000 che si raccolgono in quattro settori: Autobiografia come arte di scrittura, come metodo di ricerca, come pratica educativa e di cura terapeutica; ciò sempre con l’intento di offrire una preparazione specialistica e interdisciplinare a coloro che siano interessati a intraprendere un percorso formativo per motivi professionali e personali. Per rispondere a quello che Tutino ha definito "un bisogno di ricerca dell’io per entrare meglio in contatto con gli altri, un bisogno di ritrovare quel senso di appartenenza a una comunità che nella vita moderna, priva di memoria, si va perdendo" la Libera Università ha promosso delle raccolte di storie di vita nelle città e nelle comunità locali: la ricerca "Anghiari si racconta" uscirà nella prossima primavera come testimonianza della possibilità di fare ricerca assieme al narratore. Ai primi di luglio, alcune giovani studiose hanno incontrato in colloqui individuali 80 cittadini, soprattutto anziani che ritornavano sulla proprio passato per raccontare la vita anghiarese attraverso i propri occhi; la volontà sarebbe ora di elaborare il materiale e restituirlo ai narratori per un confronto collettivo e una riscoperta, per la conservazione e lo studio di un patrimonio culturale, per dare ai narratori la possibilità di ritrovare con commossa partecipazione la propria storia con l’aiuto dell’ascolto dell’altro; anche altri paesi della Provincia di Arezzo sono ora interessati a saggiare una iniziativa di questo genere o a corsi di formazione per operatori e insegnanti. Il progetto Mnemon Il ministro per le pari opportunità Laura Balbo, presente al Convegno della Libera Università, ha proposto lei stessa una iniziativa autobiografica poiché ha colto del racconto di sé un altro aspetto che la Libera Università porta avanti: una potenzialità sociale nei confronti di anziani, emarginati, vittime di drammi collettivi; riferendosi in particolare ad attualità di quel periodo quale il conflitto in Kosovo, ha messo in luce come <> . Allargare l’orizzonte della pedagogia narrativa verso la relazione di aiuto è una volontà dei soci che si era già espressa nella ideazione del progetto Mnemon: per un volontariato autobiografico nato dalla consapevolezza che, secondo Demetrio "Chiedere a un adulto di ricordare e raccontare significa restituirgli il privilegio di aver vissuto e il suo diritto a chiedere ascolto" . Il prof. Demetrio, dopo aver sperimentato l’attività con alcuni studenti e membri di associazioni in un seminario alla Facoltà di Scienze della Formazione a Milano, l’ha posta anche sotto il patrocinio della Libera Università per continuare a formare un gruppo di volontari. Diffondere la cultura della memoria, promuovere nelle persone la riscoperta dei sentimenti e delle ragioni della rimembranza, valorizzare la narrazione di sé come esperienza di cura di sé é un proposito che i soci hanno accolto come una sfida sociale; si può gestire, così una relazione di aiuto con coloro che sono relegati ai margini della società, anziani, extracomunitari, malati, senza fissa dimora anche facendosi "custodi dei loro ricordi" poiché sono proprio queste persone che pensano di aver perso la propria storia, la propria identità. Il progetto Mnemon vorrebbe infatti significare, con le altre attività, una sensibilità dell’Associazione nei confronti di una necessità colta nell’uomo contemporaneo di lasciare una traccia di sé che possa essere raccolta da qualcuno. L’autobiografia potrà quindi essere protagonista di attività di formazione, ricerca e volontariato non solo per coloro che già desiderano "tornare a crescere per se stessi e con gli altri" attraverso il metodo autobiografico, ma anche per "chi crede di non avere più una storia e che può essere aiutato a ricordare, pur nel dolore e nella difficoltà" per aprirsi ad altri orizzonti di significato per la propria vita.